Skip Navigation LinksHome page > Storia e Cultura > La nostra Storia > Almanacco storico navale

Sezione Torpediniere
Sottosezione Torpediniere
Classe Spica
Serie Alcione (1936-1941)


Unità Cantiere Imp. Varo Compl. Rad.
Airone Ansaldo S.A. Sestri Ponente (Genova)

1936

1938 1938 1946
Alcione 1936 1937 1938 1946
Aretusa 1936 1938 1938 1958
Ariel 1936 1938 1938 1946
Pleiadi Bacini e Scali Napoletani - Napoli 1937 1937 1938 1946
Polluce 1937 1937 1938 1946
Pallade 1937 1937 1938 1947
Partenope 1937 1938 1938 1947
Lira Cantieri Navali del Quamaro - Fiume 1936 1937 1938 1947
Libra 1936 1937 1938 1964
Lupo 1936 1937 1938 1946
Lince 1936 1938 1938 1946
Clio Ansaldo S.A. Sestri Ponente (Genova) 1936 1938 1938 1959
Circe 1937 1938 1938 1946
Calliope 1937 1938 1938 1958
Calipso 1937 1938 1938 1946


Dislocamento:

standard 679 t
p.c. 1.050 t

Dimensioni: Lunghezza: f.t. 81,42 m
Larghezza: 7,92 m
Immersione: p.c. 2,96 m
Apparato motore:

2 caldaie tipo Yarrow modificate con surriscaldatori
2 turbine Tosi con riduttori
2 eliche

Potenza:: 19.200 cv
Velocità: 34 nodi
Combustibile:: 215 t nafta
Autonomia:

1.910 miglia a 15 nodi
690 miglia a 30 nodi

Armamento:

4 lanciasiluri da 450 mm singoli laterali
3 cannoni da 100/47 mm singoli
8 mitragliere binate da 13,2 mm
2 lanciabombe a.s.
sistemazioni per la posa di mine.

Equipaggio: 99 tra ufficiali, sottufficiali e marinai
Note generali Di dislocamento ed autonomia leggermente superiori rispetto alla precedente serie “Perseo”; le unità costruite nel cantiere Quarnaro di Fiume furono tutte dotate di quattro lanciasiluri singoli laterali; l’armamento antiaereo piuttosto inadeguato fu potenziato con un numero superiori di mitragliere con calibro da 20/65 mm. Il contributo offerto delle torpediniere della classe “Spica” nel secondo conflitto mondiale fu notevole, delle trenta unità che vi parteciparono solo sette sopravvissero agli eventi bellici

Unità

Attività

Airone

Durante il secondo conflitto mondiale la torpediniera Airone, in cooperazione con la gemella Alcione e con ricognitori aerei nazionali della 185ª squadriglia, contribuì il 10 ottobre 1940 all’affondamento del sommergibile britannico Triad; nella notte sul 12 ottobre successivo l’unità andò perduta a Sud-Est di capo Passero in uno scontro delle nostre siluranti contro preponderanti forze britanniche dirette a Malta; dopo aver lanciato con esito negativo i suoi siluri contro l’incrociatore inglese Ajax ed aver messo a segno alcune salve, fu comunque colpita da distanza ravvicinata ed affondò in pochi minuti.

Alcione Nel secondo conflitto mondiale fu coinvolta insieme ad altre unità similari allo scontro del 12 ottobre 1940 contro incrociatori britannici, lanciando due siluri che non colpirono, contro un’unità maggiore avversaria; durante un servizio di scorta a due piroscafi diretti dal Pireo a Suda, la torpediniera Alcione, l’11 dicembre 1940, fu colpita da un siluro lanciato dal sommergibile britannico Truant, che le squarciò la poppa; nel tentativo di salvarla fu portata a rimorchio ad incagliare sulla costa Nord di Creta; in seguito a rovesciamento dello scafo l’unità affondò

Aretusa

Subito dopo l’entrata in servizio fu assegnata alla 1ª squadriglia torpediniere dipendente dalla Divisione Scuola Comando di Augusta; nel 1939 fu trasferita alla 12ª squadriglia alle dipendenze del Comando Superiore della Marina di Libia; nel corso della seconda guerra mondiale fino all’armistizio del settembre 1943, la torpediniera Aretusa effettuò 97 missioni di scorta di navi isolate e di convogli con l’Egeo e la Libia; il 22 luglio 1941 nel canale di Sicilia affondò probabilmente il sommergibile britannico Union; il 30 novembre 1942, durante un servizio di scorta convoglio, abbatté un aerosilurante inglese; il 13 aprile 1943 l’unità fu colpita al centro da bombe di aerei presso Favignana, sulle cui coste fu portata ad incagliare; recuperata fu rimorchiata a Palermo per le necessarie riparazioni; il 1° agosto 1943 fu assegnata alla 1ª squadriglia torpediniere dipendente dalla 5ª Divisione Navale; al termine del conflitto fece parte della 3ª squadriglia torpediniere alle dipendenze del Comando Superiore delle siluranti; dal dicembre 1952 fu sottoposta per circa 10 mesi ad importanti lavori di ammodernamento e cambio dell’armamento.

Ariel Dopo il preliminare addestramento in alto Tirreno raggiunse la 1ª squadriglia torpediniere dipendente dalla Divisione Scuola Comando di Augusta; l’attività della torpediniera Ariel nel corso del secondo conflitto mondiale fu piuttosto limitato poiché andò perduta in uno scontro tra nostre siluranti ed un gruppo d’incrociatori britannici nella notte sul 12 ottobre 1940 tra la Sicilia e Malta; dopo aver lanciato da breve distanza un siluro contro un’unità avversaria, la torpediniera italiana fu subito inquadrata dal preciso tiro degl’incrociatori e colò a picco con la maggior parte del suo equipaggio
Pleiadi Fu assegnata alla 14ª squadriglia torpediniere dipendente dal Comando della Marina in Libia; nell’estate del 1939 fu trasferita alla Divisione Scuola Comando di Augusta; nel corso della seconda guerra mondiale fu quasi sempre impiegata nello Jonio e nel basso Tirreno effettuando complessivamente 22 missioni di scorta e cinque missioni di ricerca o di caccia antisommergibili; il 31 maggio 1941 sulla torpediniera Pleiadi, da poco giunta nel porto di Tripoli al termine della sua seconda missione di scorta con il Nord Africa, si abbattè un idrovolante nazionale Cant. Z 501 della 141ª Squadriglia Ricognizione Marittima subito dopo la fase di decollo; sviluppatosi un violento incendio l’unità fu portata ad incagliare nell’avvamporto; ulteriormente danneggiata, il 13 ottobre 1941, da una bomba di aereo avversario, fu resa completamente inutilizzabile il giorno successivo da una mareggiata e considerata perduta.
Polluce Nell’ottobre 1938 fu assegnata alla 14ª squadriglia torpediniere dipendente dal Comando della Marina in Libia; nel 1939 partecipò all’occupazione dell’Albania; durante il secondo conflitto mondiale operò nelle acque della Sicilia con compiti prevalentemente di ricerca e caccia antisommergibili; il 16 giugno 1940 affondò al largo di Siracusa, con lancio di bombe di profondità, il sommergibile britannico Grampus; nell’agosto 1942 la torpediniera Polluce, insieme con altre unità, affondò il sommergibile britannico Thorn a Sud di Creta; in altre separate azioni abbatté due aerosiluranti inglesi; complessivamente nel periodo bellico effettuò 209 missioni di guerra, prevalentemente di protezione al traffico, percorrendo oltre 49.500 miglia; l’unità il 4 settembre 1942, al largo di Tobruk, fu colpita da bombe di aereo britannico, che provocò il suo affondamento per cedimento delle paratie
Pallade Fu assegnata alla 14ª squadriglia torpediniere dipendente dal Comando della Marina in Libia e poi trasferita alla Scuola Comando di Augusta; prese parte al secondo conflitto mondiale in servizio di scorta al traffico con Tripoli e poi con l’Albania; nei primi mesi del 1941 riprese le scorte tra la Sicilia e la Libia, che nel 1942 furono estese per il traffico dallo Jonio e basso Adriatico per l’Egeo; la sua attività bellica si riassume in 145 missioni di guerra, prevalentemente di scorta e protezione del traffico, percorrendo oltre 62.000 miglia; la torpediniera Pallade fu gravemente danneggiata nel porto di Napoli durante il bombardamento americano del 4 agosto 1943; il mattino successivo si capovolse a causa dell’allagamento dei locali.
Partenope Fu assegnata alla 14ª squadriglia torpediniere dipendente dal Comando della Marina in Libia e poi alla Divisione Scuola Comando di Augusta; nel corso del conflitto fu impiegata prima per scorta convogli con la Libia e poi per la difesa del basso Adriatico; nella primavera 1941 riprese le scorte con l’Africa Settentrionale, prevalentemente lungo le coste della Libia e della Cirenaica; nel 1942 fu attiva nelle rotte dei convogli tra i porti italiani dello Jonio e del basso Adriatico con la Grecia e la Cirenaica; durante l’attività bellica eseguì 89 missioni di scorta a traffico mercantile isolato o convogliato e 6 misioni di ricerca e vigilanza; l’11 agosto 1941, al largo di Bengasi, affondò probabilmente il sommergibile britannico P. 33; subì numerosi attacchi aerei nemici: il 21 aprile 1941, in porto a Tripoli; fu colpita e si lamentarono morti a bordo, compreso il comandante; nel marzo 1942 fu colpita in porto a Palermo con seri danni, 10 morti e 15 feriti gravi a bordo; in conseguenza dell’armistizio fu autodistrutta in bacino a Napoli l’11 settembre 1943
Lira Assegnata all’8ª squadriglia della flottiglia di Messina; fu poi trasferita alla Divisione Scuola Comando di Augusta; all’inizio del secondo conflitto mondiale passò alle dipendenze del Comando Marina di Lero e successivamente al Comando Gruppo Navale italiano in Egeo per la scorta al traffico mercantile e trasporti di truppe e materiali fra le isole del Dodecaneso e fra la Grecia ed il Nord Africa; l’attività bellica della torpediniera Lira si riassume in 100 scorte al traffico e 19 missioni per il trasporto di personale, per vigilanza antisommergibile e per pattugliamento difensivo e nell’abbattimento di quattro aerei britannici; in conseguenza dell’armistizio ed impossibilitata a muoversi, fu autoaffondata nel porto di La Spezia il 9 settembre 1943; recuperata dai tedeschi fu incorporata nella Marina germanica e denominata TA 49; fu di nuovo affondata a La Spezia in seguito a bombardamento di aerei anglo-americani, il 4 novembre 1944
Libra Venne assegnata all’8ª squadriglia della flottiglia di Messina; fu poi aggregata alla Divisione Scuola Comando di Augusta; all’inizio delle ostilità fu dislocata in Egeo, alle dipendenze del Comando Marina di Lero, per la protezione del traffico, dragaggio e vigilanza antisommergibile nel Dodecaneso; passò alle dipendenze del Comando Navale dell’Egeo; partecipò alle operazioni di sbarco relative alla conquista di Creta; nel 1943 l’attività della torpediniera Libra si spostò nel canale di Sicilia per servizio scorta al traffico con la Tunisia; prima dell’armistizio del settembre 1943 la torpediniera l'unità aveva compiuto più di 100 scorte a mercantili isolati o convogliati e numerose missioni di vigilanza antisommergibile e di esplorazione, svolte prevalentemente in Egeo; sopravvissuta agli eventi bellici del secondo conflitto mondiale, nel 1947 passò alla 1ª (poi 3ª) squadriglia torpediniere; dal 1950 al 1951 fu sottoposta ad ammodernamento e cambio dell’armamento; nel maggio 1956 fu incorporata nel 1° gruppo delle Forze Navali di riserva; nel settembre 1958 assegnata al Comando M.M. della Sardegna
Lupo Dopo l’addestramento preliminare in alto Adriatico l’unità fu assegnata all’8 squadriglia della flottiglia di Messina; fu in seguito trasferita alla Divisione Scuola Comando di Augusta fino a gennaio 1940 e quindi inviata in Egeo alle dipendenze del Comando Marina di Lero; partecipò attivamente al secondo conflitto mondiale effettuando complessivamente 94 scorte a navi mercantili isolate o convogliate e 42 missioni offensive, di ricerca e di caccia antisommergibili; nella notte sul 30 gennaio 1941 la torpediniera Lupo affondò col siluro il piroscafo britannico Derbyshire; dopo il crepuscolo del 21 maggio 1941 l’unità, mentre scortava un convoglio diretto a Creta, ebbe un vivace scontro contro preponderanti forze di superficie britanniche, contro le quali si lanciò arditamente all’attacco con tutte le sue armi, senza peraltro ottenere risultati di rilievo; la torpediniera fu ripetutamente colpita, ebbe due morti e parecchi feriti gravi fra l’equipaggio, ma riuscì a sfuggire con abilità all’impari lotta; per questa ardita azione allo stendardo del Lupo fu conferita la medaglia d’argento ed il suo comandante Capitano di Fregata Francesco Mimbelli fu decorato con medaglia d’oro; nella notte sul 2 dicembre 1942, mentre era intenta al recupero dei naufraghi del piroscafo Veloce, presso le coste tunisine, la torpediniera fu improvvisamente attaccata da una formazione navale britannica, che la distrusse
Lince All’inizio della sua attività operativa fu assegnata alla Divisione Scuola Comando di Augusta; dal gennaio 1940 fu trasferita in Egeo alle dipendenze del Comando Marina di Lero ed incorporata nell’8ª squadriglia torpediniere; nel corso del secondo conflitto mondiale fu intensamente impiegata, totalizzando 77 scorte al traffico mercantile e 18 missioni di guerra di vario genere offensivo-esplorativo; il 22 novembre 1942, in porto a Tripoli, la torpediniera Lince fu gravemente danneggiata da bombe di aereo, che provocarono vie d’acqua obbligandola a portarsi in secco per evitare l’affondamento; nell’imminenza della caduta di Tripoli il comandante dell’unità ebbe ordine di procedere all’autodistruzione, ma chiese ed ottenne il permesso di tentare il rimpatrio con equipaggio ridotto e nonostante le condizioni precarie in cui si trovava la nave; lasciata Tripoli il 18 gennaio 1943, raggiunse Taranto il 1° marzo 1943; per questa ardita impresa lo stendardo dell’unità fu decorato di croce di guerra al valor militare; dopo essere rientrata in servizio il 4 agosto 1943 la torpediniera s’incagliò nel golfo di Taranto, presso punta Alice ed il 28 agosto fu distrutta da due siluri lanciati dal sommergibile britannico Ultor
Clio Fu assegnata alla Divisione Scuola Comando di Augusta; all’ingresso dell’Italia in guerra fu posta alle dipendenze del Comando Superiore della Marina in Libia ed incorporata nella 13ª squadriglia torpediniere, adibita alla scorta del traffico costiero lungo il litorale dell’Africa settentrionale fino alla seconda metà del 1942; successivamente, fino all’8 settembre 1943, le scorte costiere furono alternate con altre fra la Cirenaica e la Grecia, effettuando complessivamente 118 missioni di scorta; il 7 gennaio 1941 la torpediniera Clio speronò il sommergibile gollista Narval al largo di Tobruk; nella notte sul 2 dicembre 1942 partecipò alla difesa del convoglio “Aventino”, attaccato e poi distrutto nel canale di Sicilia da preponderanti forze britanniche; il 23 maggio 1943 riuscì a salvare da sicuro affondamento la nave Carnaro, colpita da siluro, rimorchiandola in porto; il 1° agosto 1943 fu posta alle dipendenze della 5ª Divisione Navale ed incorporata nella 1ª squadriglia; dopo l’armistizio del settembre 1943 partecipò all’evacuazione del personale italiano rimasto isolato in Grecia e in Albania; il 6 ottobre, insieme alla corvetta Urania, scortò da Augusta a Taranto una cisterna inglese; nel dopoguerra fu incorporata nella 3ª squadriglia; nel 1951-1952 subì lavori di ammodernamento e cambio dell’armamento; nel maggio 1956 fu assegnata al 1° gruppo Forze Navali di riserva
Circe Fu assegnata alla 13ª squadriglia, dipendente alla Divisione Scuola Comando di Augusta; a conflitto iniziato continuò ad espletare attività nelle acque della Sicilia e del basso Tirreno con compiti di vigilanza e caccia antisommergibile e di scorta al traffico mercantile; a partire dal 1941 disimpegnò prevalentemente servizio di scorta fra Napoli, la Sicilia e l’Africa settentrionale; la torpediniera Circe andò perduta, il 27 novembre 1942 presso Castellammare Sicula, per investimento da parte del piroscafo Città di Tunisi
Calliope Fu incorporata nella 2ª squadriglia torpediniere della Divisione Scuola Comando di Augusta; all’inizio del secondo conflitto mondiale, il 16 giugno 1940, contribuì insieme alla torpediniera Polluce all’affondamento del sommergibile britannico Grampus; fu adibita alla scorta del traffico di rifornimento dell’Africa settentrionale; nell’imminenza della caduta della Tunisia in mano degli anglo-americani, effettuò alcune missioni tra la Sicilia e Biserta; complessivamente fino al settembre 1943 la torpediniera Calliope effettuò 117 scorte a navi mercantili isolate o convogliate e 21 missioni di guerra di vario genere percorrendo in totale oltre 77.500 miglia; in ottemperanza alle clausole dell’armistizio dell’8 settembre 1943, l’unità raggiunse Malta, ma già l’8 ottobre veniva impiegata per scortare da Taranto ad Algeri il primo convoglio di navi italiane al servizio degli Alleati; l’attività si protrasse fino al termine del conflitto con ulteriori 52 missioni effettuate prevalentemente nelle acque metropolitane; a partire dal 1947 fu assegnata alla 1ª squadriglia; nel periodo 1952-1953 fu sottoposta a lavori di ammodernamento e cambio dell’armamento; nel maggio 1956 fu aggregata al 1° gruppo Forze Navali di riserva
Calipso Fu assegnata alla 13ª squadriglia torpediniere alle dipendenze della Divisione Scuola Comando di Augusta, dove rimase fino alla dichiarazione di guerra del giugno 1940; la torpediniera Calipso durante il conflitto espletò un brevissimo periodo di attività, in quanto andò perduta per urto contro mina il 4 dicembre 1940 al largo di Misurata.