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Ettore Bisagno

Ettore BISAGNO
Sottotenente di Vascello

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria
 

 

Ufficiale di grande coraggio e di elevato spirito combattivo, già distintosi, quale destinato alle armi subacquee su Ct., nell'infliggere al nemico superiore per numero e per mezzi la perdita di un Ct. col lancio preciso dei siluri sotto il martellante fuoco avversario che squarciava la sua unità e lo feriva insieme ai suoi uomini, partecipava con eguale ardimento e inesausto valore, al Comando di M.A.S., ad ardue operazioni che portavano alla conquista di mutissima piazzaforte sovietica.
Sottoposto il suo M.A.S. ad improvvisa azione di mitragliamento da parte di due aerei da caccia, dava prova di serenità e audacia e, nonostante le ferite riportate, si lanciava in mare e raggiungeva a nuoto la costa per organizzare le operazioni di soccorso alla sua unità colpita ed incendiata.
Nel corso di un'ardita azione contro piccole unità nemiche, cariche di reparti da sbarco largamente dotati di armi automatiche, impegnava immediato, aspro combattimento a brevissima distanza e, dopo aver gravemente colpito le imbarcazioni avversarie, che da lì a poco colavano a picco, si abbatteva mortalmente ferito.
Forte e sereno fino all'ultimo, sopportava con stoico coraggio l'amputazione di un arto e spirava, esprimendo solo il dolore di non poter più combattere per la Patria. Fulgido esempio di ferreo attaccamento al dovere e di eroiche virtù militari.

Nacque a Genova il 29 settembre 1917. Allievo all'Accademia Navale di Livorno dal dicembre 1936, nel gennaio 1940 conseguì la nomina a Guardiamarina e con l'inizio del secondo conflitto mondiale, imbarcato sul cacciatorpediniere Luca Tarigo, partecipò allo scontro navale presso le Secche di Kerkenah, al largo della costa tunisina, e nel quale, unico ufficiale superstite della sua nave in procinto di affondare, riuscì a silurare ed affondare il cacciatorpediniere inglese Mohawk, il 16 aprile 1941. Dopo un periodo trascorso all'Accademia Navale, nell'aprile 1942 venne destinato alla XIX Squadriglia MAS nel Mar Nero e al comando del suo MAS partecipò all'assedio di Sebastopoli in Crimea.
Nel corso di una ardita azione condotta contro unità nemiche che trasportavano reparti da sbarco, largamente dotati di armi automatiche, impegnava un ravvicinato combattimento distruggendo ed affondando il naviglio nemico; venendo però gravemente colpito e spirando poi all'ospedale da campo di Sinferopoli il 21 giugno 1942.

Altre decorazioni:

  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Mediterraneo centrale, aprile 1941).