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Ugo Botti

Ugo BOTTI
Capitano di Corvetta
Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria
 

Abile, sperimentato Comandante di sommergibile, curò in modo perfetto l'approntamento bellico della sua unità prodigandosi con le sue magnifiche doti di organizzatore.
Nel corso di una missione attaccava con risoluto ardimento un convoglio fortemente scortato da unità da guerra.
A seguito di violenta reazione nemica essendo il sommergibile colpito da bombe così gravemente da risultarne menomata l'integrità ed oltremodo difficile la permanenza in immersione, manovrava abilmente per venire n superficie ed affrontare l'avversario col cannone.
Constatato che le navi di scorta, insistendo tenacemente nel contrattacco, da brevissima distanza dirigevano per investirlo, riprendeva rapidamente l'immersione con indomita volontà di offendere ancora il nemico. Il sommergibile veniva però speronato ed egli vi trovava col suo equipaggio morte gloriosa.
Esempio di animo prode e di ammirevole spirito aggressivo anche dinanzi alle estreme decisioni.

Nacque a Venezia il 20 luglio 1903. Entrato all'Accademia Navale di Livorno nell'ottobre 1918, il 22 luglio 1923 conseguì la nomina a Guardiamarina, prendendo subito imbarco sulla nave da battaglia  Giulio Cesare. Imbarcò poi su nave cisterna Urano, sul sommergibile Pietro Micca e sulle torpediniere  Chinotto e 45 PN. Promosso Sottotenente di Vascello il 15 gennaio 1925 e Tenente di Vascello nel gennaio 1928, frequentò a Livorno il Corso Superiore e, conseguita l'abilitazione alla Direzione del Tiro, imbarcò prima sull'incrociatore Trento e poi sull'esploratore Libia dislocato in Estremo Oriente.
Rimpatriato dalla Cina nel 1931, imbarcò sul sommergibile Vettor Pisani a quindi, promosso Capitano di Corvetta il 1° gennaio 1937, ebbe successivamente il comando dei sommergibili Narvalo e Squalo dislocati a Massaua, nel Mar Rosso.
All'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, ebbe il comando del sommergibile Provana con il quale, il 16 giugno dello stesso 1940, affrontò audacemente nelle acque di Orano (Algeria) un convoglio francese fortemente scortato da unità di superficie. Speronato nella fase delicata dell'attacco, affondo con l'intero equipaggio al suo comando.