Inigo Campioni

Inigo CAMPIONI
Ammiraglio di Squadra

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Governatore e Comandante delle Forze Armate delle Isole Italiane dell'Egeo si trovava, nel cruciale periodo dell'armistizio, a capo di uno degli scacchieri più difficili, lontani e vulnerabili.

Caduto in mano al nemico in seguito ad occupazione della sede del comando, rifiutava reiteratamente di collaborare con esso e comunque di aderire ad un Governo illegale.
Processato e condannato da un tribunale straordinario per aver eseguito gli ordini ricevuti dalle Autorità legittime e per per aver tenuto fede al suo giuramento di soldato, manteneva contegno fiero e fermo - rifiutando di firmare la domanda di grazia e di dare adesione anche formale alla Repubblica Sociale Italiana - fino al supremo sacrificio della vita.
Cadeva comandando lui stesso il plotone di esecuzione, dopo aver dichiarato che "bisogna saper offrire in qualunque momento la vita al proprio Paese, perché nulla vi è di più alto e di più sacro della Patria
Egeo - Italia Settentrionale, 1941 - 1944

Nacque a Viareggio (Lucca) il 14 novembre 1878. Allievo all'Accademia Navale dal 1893, nel 1898 conseguì la nomina a Guardiamarina e nel 1905 la promozione a Tenente di Vascello. Partecipò alla guerra italo-turca (1911-12) imbarcato sull'incrociatore  Amalfi e nel primo conflitto mondiale sulle corazzate Conte di Cavour e Andrea Doria. Promosso Capitano di Corvetta nel 1916, ebbe il comando del cacciatorpediniere  Ardito con il quale si distinse particolarmente in uno scontro navale nel settembre 1917 in Alto Adriatico ed effettuò numerose missioni di scorta convogli. Promosso Capitano di Fregata nel 1919 e di Vascello nel 1926, fu Addetto Navale a Parigi e nel 1929 ebbe il comando della corazzata Caio Duilio. Al termine del periodo di comando assunse la carica di Capo di Stato Maggiore della 1a Squadra Navale, con imbarco sull'incrociatore  Trieste e dal maggio 1930 al maggio 1931 ebbe il comando dell'incrociatore Trento.
Promosso Contrammiraglio nel 1932, Ammiraglio di Divisione nel 1934, ricoprì la carica di Capo di Gabinetto del Ministro della Marina ed ebbe poi il comando della 5a Divisione Navale durante il conflitto italo-etiopico (1935-36).
Promosso Ammiraglio di Squadra nel 1936, nel 1938 assunse la carica di Sottocapo di Stato Maggiore della Marina e nel 1939 il Comando della 1a Squadra Navale con insegna sulla corazzata Giulio Cesare con la quale partecipò, dopo l'entrata in guerra dell'Italia del 10 giugno 1940, agli scontri di Punta Stilo e Capo Teulada. Nel dicembre assunse nuovamente la carica di Sottocapo di Stato Maggiore della Marina e nel novembre 1941, collocato in ausiliaria per raggiunti limiti di età, venne nominato Governatore delle Isole dell'Egeo e Comandante di tutte le Forze Armate operanti in quel settore.
All'armistizio dell'8 settembre 1943 rifiutava ogni qualsiasi forma di collaborazione con i tedeschi, opponendosi con le armi alle azioni di guerra degli stessi. Catturato e trasferito in un campo di concentramento in Germania, fu poi processato da un Tribunale Speciale a Parma e fucilato il 24 maggio nel poligono di quella città. Nel 1939 era stato nominato Senatore del Regno.
Altre decorazioni:

  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Alto Adriatico, settembre 1917);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (dicembre 1918);
  • Commendatore dell'Ordine Militare di Savoia (giugno 1940 - luglio 1941).