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Pietro Carboni

Pietro CARBONI
2° Capo cannoniere - partigiano combattente

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Giovane sottufficiale di elevate virtù militari e morali, pervaso da profondo amor patrio e spirito combattivo, faceva fronte agli avvenimenti successivi all'armistizio organizzando agguerrita ed attiva banda di resistenza.
Uccisa o dispersa nella impari lotta la maggior parte dei gregari, non defletteva dalla ferma determinazione di combattere fino all'ultimo contro il nemico che, fra l'altro, aveva posto grossa taglia per la sua cattura. Dopo un anno di proficua attività, resa più difficile e rischiosa dall'incessante caccia cui era sottoposto, scoperto in seguito a delazione ed attaccato di sorpresa da pattuglia armata, ingaggiava da solo epica lotta all'arma bianca riuscendo ad abbattere il capo pattuglia.
Colpito a morte da arma da fuoco, suggellava con supremo sacrificio la grande dedizione alla Patria, dando ultima significativa prova di indomito valore.
Isola di Rodi, 20 dicembre 1944

Nacque a Paulilatino (Cagliari) il 7 agosto 1914. Volontario nella Regia Marina dall'ottobre 1928 ed assegnato alla categoria Cannonieri, ebbe varie destinazioni d'imbarco e conseguita la promozione a 2° Capo partecipo al 2° conflitto mondiale, prima imbarcato per due anni su torpediniera e poi presso una batteria antinave nell'Isola di Rodi. All'armistizio dell'8 settembre 1943, rifiutando ogni forma di collaborazione con l'ex alleato tedesco, si dava alla lotta clandestina di resistenza, prodigandosi con molto entusiasmo e capacita tanto da essere considerato dai tedeschi occupanti, l'avversario più temibile per la loro sicurezza; sul suo capo fu posta una taglia di 50.000 lire.
Tradito da un indigeno, venne sorpreso e trucidato in una grotta nei pressi di Asclip, il 20 dicembre 1944, mentre era in procinto di passare in Turchia.