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Carlo Bergamini

Carlo BERGAMINI
Ammiraglio d'Armata

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Comandante in Capo delle Forze Navali da Battaglia, sorpreso dall'armistizio in piena efficienza materiale e morale, trascinò con l'autorità e con l'esempio tutte le sue sue navi ad affrontare ogni rischio pur di obbedire, per fedeltà al Re e per il bene della Patria, al più amaro degli ordini.
E nell'adempimento del dovere scomparve in mare con la sua nave ammiraglia, colpita a morte dopo accanita difesa, dal nuovo nemico, scrivendo nella storia della Marina una pagina incancellabile di dedizione e di onore.
Acque dell'Asinara, 9 settembre 1943

Nacque a S. Felice sul Panaro (Modena) il 24 ottobre 1888. Guardiamarina nel 1908, partecipò al conflitto italo-turco (1911-12) imbarcato sulla corazzata  Vettor Pisani, fu promosso Tenente di Vascello nel 1914 e prese parte al primo conflitto mondiale imbarcato sull'incrociatore Pisa, distinguendosi particolarmente nella direzione del tiro della sua unità, sotto il fuoco di batteria nemica, su importanti obiettivi nemici di Durazzo.
Dal giugno al dicembre 1926 ebbe il comando del cacciatorpediniere Giacinto Carini quindi, promosso Capitano di Fregata, passò al Ministero della Marina, assolvendo importanti incarichi. Promosso Capitano di Vascello nel 1934 svolse l'incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando M.M. della Sardegna a poi della 2a Squadra Navale. Il 1° agosto 1939, nel grado di Ammiraglio di Divisione, assunse il comando della 4a Divisione Navale ed all'inizio del secondo conflitto mondiale ebbe il comando della 9a Divisione Navale e la carica di Capo di Stato Maggiore della 1a Squadra Navale. Passato sulla nave da battaglia Vittorio Veneto partecipò allo scontro navale di Capo Teulada (27 novembre 1940).
Dopo un breve periodo di servizio prestato presso il Ministero della Marina nell'incarico di Ispettore, nel grado di Ammiraglio di Squadra riassunse il comando della 9a Divisione Navale con insegna sulla nave da battaglia Vittorio Veneto e dal dicembre 1941 quello della 5a Divisione Navale, con insegna sulla nave da battaglia Caio Duilio. Dal 5 aprile 1943 ebbe il comando in Capo della Squadra Navale con insegna sulla nave da battaglia Roma.

La notte del 9 settembre salpò da La Spezia per raggiungere la destinazione concordata dalle clausole armistiziali, ma alle 15.10 subì l'azione aerea tedesca con bombe razzo, due delle quali colpirono la Roma, una presso la murata di dritta e l'altra sul torrione. La nave, sia per l'allagamento dei locali, sia per l'esplosione di alcuni depositi di munizioni, subì prima un notevole sbandamento e dopo si spezzò in chiglia, affondando in due tronconi alle ore 16.00, e con essa 1.352 uomini dell'equipaggio e l'Ammiraglio Comandante della Squadra Navale.

Altre decorazioni e riconoscimenti per merito di guerra:

  • Promozione ad Ammiraglio d'Armata (alla memoria);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Durazzo, 1918);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Mediterraneo centrale, 1942-1943);
  • Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia (1940-1941).