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Curzio Castagnacci

Curzio CASTAGNACCI
Capitano di Corvetta

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Ufficiale superiore di elevatissime qualità militari e di animo, dava ripetute prove di valore in qualità di osservatore su idroricognitori ed aerosiluranti e, ancora sofferente per ferite riportate, quale comandante di squadriglia M.A.S. in mare lontano, dove affondava col siluro un cacciatorpediniere ed un sommergibile.
Assunto il comando di una squadriglia di nuove motosiluranti in acque territoriali avanzate, ove erano in corso operazioni anfibie nemiche e soverchiante era il potere offensivo aeronavale degli attaccanti, nella notte sul 21 luglio 1943, intercettati due cacciatorpediniere in crociera offensiva, si portava due volte all'attacco e vista la sezionaria seriamente impegnata affrontava l'avversario a distanza ravvicinata attirando su di sé, con impareggiabile valore ed esemplare azione di comando, la reazione nemica riuscendo con le leggere armi di bordo a provocare incendio a bordo di un cacciatorpediniere. Gravemente ferito, manteneva ancora il comando della propria unità devastata dal violento fuoco del nemico riuscendo a sottrarla da certa cattura.
Alla base nazionale rientrava la motosilurante con le salme del suo comandante e dei marinai caduti al suo fianco in una unica offerta di onore alla Patria e di gloria per le nuove generazioni marinare
Cielo ed acque del Mediterraneo e del Mar Nero, 10 giugno 1940 - 21 luglio 1943

Nacque a Roma il 28 luglio 1911. Allievo all'Accademia Navale di Livorno dal 1927, nel 1932 conseguì la nomina a Guardiamarina stando imbarcato su unità siluranti di superficie. Nel 1934, nel grado di Sottotenente di Vascello, ebbe l'incarico di Aiutante di Bandiera dell'Ammiraglio Comandante della 2a Squadra Navale, con imbarco prima sull'incrociatore  Zara e poi sulla nave da battaglia Conte di Cavour. Promosso Tenente di Vascello nel 1937 imbarcò sull'incrociatore  Fiume e nel marzo 1939 frequentò a Taranto la Scuola di Osservazione Aerea, venendo poi destinato prima nella 143a Squadriglia Idrovolanti a poi nella 171a dislocata a Taranto, con la quale, nei primi due anni di guerra compì numerose missioni, distinguendosi in più occasioni.
Nel 1942 frequento un corso speciale di addestramento sui MAS e, promosso Capitano di Corvetta, nel marzo ebbe il comando della XIX Squadriglia MAS in Mar Nero, distinguendosi in numerose missioni. Rimpatriato, nel marzo 1943 assunse il comando della 5a Flottiglia Motosiluranti in Sicilia, con imbarco sulla M.S. 66 con la quale, in sezione con la M.S. 21, M.S. 51 e M.S. 53 affrontava, nelle acque a levante di Capo Campolato, due cacciatorpediniere inglesi, impegnandoli a distanza ravvicinata con il fuoco delle armi leggere di bordo.
Gravemente ferito nell'azione, manteneva ancora il comando dell'unità, devastata dal fuoco nemico, riuscendo a sottrarla a cattura certa. La motosilurante rientrava alla base con la salma del suo comandante, morto durante la navigazione di ritorno a seguito delle gravi ferite riportate nel combattimento.
Altre decorazioni e riconoscimenti per merito di guerra:

  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Cielo del Mediterraneo orientale, marzo1941);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare sul Campo (Mar Nero, 1942);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (novembre 1942);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Mar Nero, 1943);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Cielo dello Ionio, luglio 1940);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Cielo del Mediterraneo, ottobre 1940 maggio 1941);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (Cielo del Mediterraneo orientale, giugno - ottobre 1940);
  • 2 citazioni sul Bollettino di Guerra.