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Ignazio Castrogiovanni

Ignazio CASTROGIOVANNI
Capitano di Vascello

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Già valoroso combattente della guerra 1915-18, riprendeva il suo posto di combattimento nel conflitto 1940-43, confermando elevate doti di perizia e di ardimento.
Comandante di Squadriglia Ct. in ardue missioni ed in vittoriosi scontri navali, si distingueva per elevato spirito aggressivo e leggendario valore. Al comando di altra Squadriglia Ct. effettuava nuove, rischiose missioni di guerra, finché - durante scorta a motonave veloce lungo rotte aspramente contrastate dall'avversario - la sua unità veniva affondata in seguito ad insidioso fatale attacco subacqueo. Animato da nobile senso di altruismo e permeato dei più alti doveri di comandante, si preoccupava unicamente della salvezza dell'equipaggio. Naufrago in un mare gelido ed avverso, benché estenuato nelle forze cedeva con sublime altruismo il suo posto su zattera ai più bisognosi; e scompariva poi nei flutti suggellando con generoso sacrificio la nobile esistenza tutta dedicata alla Patria e alla Marina.
Canale di Sicilia, 17 dicembre 1942 

Nacque a Palermo il 15 agosto 1896. Conseguito il diploma di Capitano Marittimo presso l'Istituto Nautico di Palermo, nel 1917 fu ammesso al Corso Allievi Ufficiali di complemento, conseguendo la promozione a Guardiamarina nel 1916 e quella a Sottotenente di Vascello l'anno successivo. Partecipò al primo conflitto mondiale imbarcato su silurante di superficie. Nel 1919 conseguì la promozione a Tenente di Vascello e, destinato a Costantinopoli, partecipò attivamente all'opera di soccorso durante il distruttivo incendio di Smirne, ottenendo un Encomio Solenne.
Trasferito in servizio permanente effettivo nel 1920, prestò successivamente servizio presso il Comando Marina di La Spezia e di La Maddalena. Dal 1926 al 1929 ebbe imbarchi su unità siluranti di superficie e, promosso Capitano di Corvetta, assunse nel 1932 il comando del sommergibile Santarosa e nel 1933 quello del cacciatorpediniere Poerio.
Nel grado di Capitano di Fregata ebbe il comando del cacciatorpediniere Giuseppe Sirtori ed in seguito fu sull'incrociatore Trento nell'incarico di Comandante in 2a. Partecipò alle operazioni militari in Africa, alla guerra di Spagna ed alle operazioni militari in Albania (nell'aprile 1939). Con l'entrata dell'Italia nel 2° conflitto mondiale operò, dal settembre 1940 al marzo 1941, a Tripoli con l'incarico di Capo di Stato Maggiore di quel Comando Marina, incarico che mantenne anche con la promozione a Capitano di Vascello.
Nell'aprile 1942 ebbe il comando del cacciatorpediniere Vivaldi e di Capo della 14a Squadriglia Cacciatorpediniere, segnalandosi, particolarmente, nella battaglia di Pantelleria, dove ottenne una Medaglia d'Argento al Valore Militare e nell'agosto dello stesso anno passo al comando del cacciatorpediniere Aviere. Salpato da Napoli il 16 dicembre 1942 di scorta alla motonave tedesca Ankara diretta a Biserta, il giorno successivo, nelle acque a nord di Biserta, l'Aviere fu improvvisamente colpito da due siluri lanciati dal sommergibile inglese P.228 Splendid che ne provocarono l'immediato affondamento. Naufrago in un mare gelido ed avverso, cedeva il proprio posto sulla zattera ad un marinaio del suo equipaggio esausto e scompariva poi nei flutti.

Altre decorazioni:

  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Basso Adriatico, novembre 1916);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Tobruk, luglio 1940);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare sul Campo (Mediterraneo centrale, giugno 1942);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Africa settentrionale, marzo 1941);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Mediterraneo centrale, gennaio 1942);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare sul Campo (Africa settentrionale 1940 - Mediterraneo Centrale 1942);
  • Croce di Guerra al Valore Militare sul Campo (Mediterraneo centrale, 1941-1942);
  • Croce di Ferro tedesca di 2a Classe (ottobre 1942).