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Luigi Corsi

Luigi CORSI
Capitano di Vascello

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Comandante di incrociatore, dopo molti mesi di guerra, con spirito di completa dedizione, aveva trasfuso nell'equipaggio le sue belle doti di volontà e di energia.
Colpita ed incendiata, nella notte, la nave da una squadra nemica comprendente più unità da battaglia, privata ormai di ogni mezzo di offesa e di difesa, ancora si prodigava in un supremo tentativo di salvarla ed ai suoi marinai portava, con la parola e con l'esempio, quella forza e quella serenità che erano nella sua anima.
Sbandata fortemente la nave, prima di ordinarne l'abbandono, prima di far mettere in mare le zattere, riuniva a poppa la sua gente per lanciare nella notte buia l'estremo grido di fede: "Viva l'Italia - Viva il Re". E all'Ammiraglio che lo invitava a salvarsi rispondeva pacato, sereno, tranquillo:"Non mi salvo; la mia zattera è per i marinai".
Dalla plancia, mentre intorno a lui divampava furioso l'incendio, dava ancora l'ultimo comando. "Affondate la nave". E con essa, che già in altri combattimenti al suo comando aveva vittoriosamente spiegato al vento la bandiera di battaglia, Egli si inabissava nel mare.
Mediterraneo orientale, 28 maarzo 1941

Nacque a La Spezia il 4 aprile 1898. Figlio di Ufficiale di Marina, fin da giovinetto volle seguire le orme paterne ed all'età di soli 14 anni entrò all'Accademia Navale di Livorno conseguendo, nel 1916, la nomina a Guardiamarina. Partecipò al primo conflitto mondiale stando imbarcato su unità di superficie; conseguì la promozione a Sottotenente di Vascello nel 1917 e quella a Tenente di Vascello nel 1918.
Nel dopoguerra ebbe il comando del cacciatorpediniere Confienza con il quale partecipò allo sbarco di Corfù (1923). Promosso Capitano di Corvetta, nel 1932 ebbe il comando del cacciatorpediniere Espero con il quale fu dislocato in Cina, durante il conflitto cino-giapponese. Promosso Capitano di Fregata nel 1933, durante la Campagna di Etiopia ebbe l'incarico di Capo di Stato Maggiore della 1a Squadra Navale ed al termine delle operazioni africane assunse l'incarico di Comandante in 2a dell'Accademia Navale e contemporaneamente quello di Direttore degli studi.
Promosso Capitano di Vascello nel 1939, il 1° marzo 1940 assunse il comando dell'incrociatore Zara con il quale si distinse nella battaglia di Punta Stilo. Sempre al comando dello Zara la notte del 28 marzo 1941, nello scontro notturno di Capo Matapan, l'unità fu sorpresa dalle navi da battaglia britanniche Valiant, Barham e Warspite, delle quali non era nota la presenza in zona. Lo Zara, subito centrato, ebbe a subire gravi avarie e vasti incendi che ne provocarono l'immobilizzazione. Considerata la gravità della situazione, il comandante Corsi attuò prontamente tutte le misure necessarie per la salvezza dei superstiti e diede l'ordine dell'autoaffondamento, rifiutando di porsi in salvo.

Altre decorazioni:

  • Croce di Guerra al Valore Militare (Mar Ionio, luglio 1940).