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Francesco Dell'Anno

Franccesco DELL'ANNO
Capitano di Fregata

Medaglia d'oro al Valor Militare

 

Comandante di cacciatorpediniere in servizio di scorta ad una nave trasporto, con spirito animoso e con pronta manovra, impiegando ogni efficace accorgimento ed ogni mezzo di offesa e di difesa, tentava di proteggerla da ripetuti attacchi aerei nemici.
Colpito ed inutilizzato il trasporto a lui affidato, con manovra difficile e con perizia tecnica, sempre sotto l'azione di bombardamento ne tentava il rimorchio. Attaccato da una forza navale decisamente superiore, che lo inquadrava col tiro intenso e ben diretto delle artiglierie, cosciente del rischio e deciso nell'intento, le muoveva incontro audacemente tentandone per due volte il siluramento.
Lanciati tutti i siluri, colpita irrimediabilmente la sua nave e incendiata da uno scoppio di munizioni, sereno al suo posto di comando, continuava ad infondere energia al suo equipaggio, che rispondeva ancora al martellante tiro nemico, quando l'acqua aveva già invaso la coperta e lo sbandamento preludeva l'imminente inabissarsi.
Esempio di alte virtù militari e marinaresche, di combattività eroica e indomita volontà animatrice, lasciava per ultimo la sua nave, quando questa sprofondava nelle onde, spiegando ancora al vento la bandiera di combattimento.
Mediterraneo Centrale, 1 dicembre 1941.

Nacque a Taranto il 16 ottobre 1902. Allievo dell'Accademia Navale di Livorno dal 1918, nel 1920 conseguì la nomina a Guardiamarina e nel 1922 la promozione a Sottotenente di Vascello. Imbarcò su varie unità siluranti di superficie e nel 1925, promosso Tenente di Vascello, assunse prima l'incarico di Ufficiale in 2a sul cacciatorpediniere Missori, poi sul cacciatorpediniere Vincenzo G. Orsini ed infine sulla torpediniera Giuseppe Sirtori.
Promosso Capitano di Corvetta nel 1934, ebbe il comando di siluranti di superficie e sommergibili, al termine del quale fu destinato presso il Ministero della Marina. Promosso Capitano di Fregata nel gennaio 1939, imbarcò sull'incrociatore Giovanni delle Bande Nere con l'incarico di Comandante in 2a. Assunto prima il comando dell'incrociatore corazzato radiocomandato San Marco e poi del cacciatorpediniere Alvise da Mosto, il 1° dicembre 1941, durante una missione di scorta alla motocisterna Mantovani in navigazione per Tripoli, contrastò aspramente l'attacco portato da una preponderante formazione navale avversaria, composta da due incrociatori scortati da cacciatorpediniere, portandosi all'attacco e lanciando contro le unità maggiori i siluri di bordo. Colpita l'unità al suo comando nella Santabarbara, e in procinto di affondare, dava tutte le necessarie disposizioni per la salvezza del suo equipaggio e per ultimo lasciava la nave.
Nel gennaio 1942, assunto il comando del cacciatorpediniere Scirocco, partecipò alla seconda battaglia della Sirte al termine della quale, nel Canale di Sicilia, a causa della violenta burrasca che imperversava, scompariva in mare con l'unità e l'intero equipaggio, il 23 marzo 1942.