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Alessio DE VITO

Alessio DEVITO
Capo cannoniere di 3^ classe

Medaglia d'oro al Valor Militare

 

Coraggioso e tenace operatore di mezzi d'assalto di superficie, con altri valorosi - già compagni nei rischi e nelle fatiche di un durissimo addestramento - dopo difficile navigazione forzava una ben munita base navale avversaria, superando un triplice ordine di ostruzioni.
Nella rada violata, quando già era imminente l'alba, con freddezza pari al coraggio, attendeva riunito ai compagni che il Comandante della spedizione procedesse al riconoscimento ravvicinato degli obiettivi e li assegnasse all'audacia dei suoi uomini. Una volta ottenuto il via, si lanciava con saldo animo all'assalto contro grossa petroliera affondandola e coronando così del successo, con l'alto spirito aggressivo, la concezione teoricamente perfetta dell'impresa.
Degno in tutto delle più alte tradizioni di eroismo della Marina italiana.
Acque di Suda, 23 marzo 1941

Nacque a Summonte (Avellino) il 6 aprile 1906. Volontario nella Regia Marina dall'età di 16 anni ed assegnato alla categoria Cannonieri, nel 1923 prese imbarco sulla nave da battaglia  Giulio Cesare con la quale partecipò all'occupazione di Corfu (31.8.1923) e, dopo un periodo di imbarco sul cacciatorpediniere Monzambano, frequentò a Pola il Corso "I.G.P.".
Dal 1928 al 1934 prese successivamente imbarco sul cacciatorpediniere Albatros, sulla corazzata Caio Duilio, sul cacciatorpediniere Borea e sulla nave posamine Legnano dislocata in Egeo.
Nel 1934 sbarcò per la frequenza presso la Scuola C.R.E.M. di San Bartolomeo (La Spezia) del Corso "P." e nel 1935 imbarcò nuovamente sull'Albatros. Dal gennaio 1936 partecipò al conflitto italo-etiopico, operando nell'ambito del Comando Marina di Massaua e, rimpatriato, partecipò alle operazioni militari in Albania, stando imbarcato sulla torpediniera Airone.
Trasferito a domanda nei Mezzi d'Assalto ed assegnato alla I Squadriglia MAS di La Spezia, partecipò al duro addestramento sui mezzi speciali di superficie che lo avrebbe poi condotto a compiere l'audace impresa di Suda dove - in collaborazione con altri 5 operatori diretti dal Tenente di Vascello Luigi Faggioni - ebbe a conseguire l'affondamento dell'incrociatore York a della petroliera Pericles.
Fatto prigioniero dagli inglesi, nel giugno 1946 rientrò in Italia e nel novembre dell'anno successivo, nel grado di Capo di 1a Classe, fu, a domanda, collocato in congedo. Promosso Sottotenente del C.E.M.M. nella riserva, morì a Summonte (Avellino) il 24-9-1982.
Riconoscimenti per merito di guerra:

  - Promozione a Capo Cannoniere di 2' Classe.