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Giuseppe Di Bartolo

Giuseppe DI BARTOLO
Tenente di vascello

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Comandante di flottiglia dragamine dislocata in zona avanzata oltremare, resasi necessaria l'evacuazione della base ed avuto ordine di trasferire in Patria la flottiglia, apprestava alla lunga navigazione - con competenza e capacità - le unità dipendenti, nonostante le ininterrotte, violente incursioni aeree.
Nel corso del trasferimento, attaccato di notte da preponderante formazione di supercaccia avversari, nel sublime tentativo di salvare le altre unità, impartiva l'ordine di dirottare verso la costa mentre con la propria - offerta al supremo olocausto - muoveva decisamente incontro all'attaccante, nel disperato tentativo di opporsi alla schiacciante superiorità dei mezzi avversari. Giunto a portata di tiro delle proprie mitragliere impegnava impari lotta, sorretto dall'entusiasmo e dalla fede degli eroi. Colpita la sua imbarcazione più volte, prossima ad affondare, rispondeva al nemico facilmente vittorioso, con le ultime raffiche di mitraglia, inabissandosi con la nave e l'intero equipaggio.
Fulgido esempio di estrema dedizione alla Patria e di luminose virtù di comando.
Mediterraneo Centrale, 20 gennaio 1943.

Nacque a Palermo i1 5 settembre 1900. Conseguito il diploma di Capitano Marittimo all'Istituto Nautico di Palermo all'età di 17 anni, imbarco subito su unità mercantili a durante il primo conflitto mondiale ebbe modo di distinguersi per il sereno contegno mantenuto nell'azione di siluramento e successivo affondamento del piroscafo Adria, sul quale si trovava imbarcato, il 18 luglio 1918 ricevendo un encomio solenne dal Ministero della Regia Marina.Al termine del conflitto passò a navigare per conto della Società di Navigazione Generate Italiana, poi con la Sitmar ed infine con la Tirrenia. Nominato per titoli acquisiti, Tenente di Vascello nel complemento nell'aprile 1940, nel luglio dello stesso anno venne richiamato in servizio a destinato al 4° Gruppo Dragaggio, comandante della 7a Squadriglia di base a Porto Empedocle.Nell'aprile 1942 assunse il comando della 25a Flottiglia dislocata a Tripoli ed il 20 gennaio 1943, nell'imminenza dell'evacuazione della base navale ed in esecuzione di un ordine ricevuto, salpò da Tripoli con l'intera Flottiglia per rientrare in Sicilia. Durante la navigazione di trasferimento, nelle acque del Mediterraneo centrale, la Squadriglia venne attaccata da preponderanti forze inglesi e nell'intento di mettere in salvo le unità gregarie, decisamente attaccava il nemico, attirando su di se l'attenzione, dando cosi modo alle unità sezionarie di porsi in salvo presso la vicina costa. Colpita l'unità al suo comando dalla violenta a precisa azione di fuoco avversaria, si inabissò con la nave.