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Emilio Legnani

Emilio LEGNANI
Tenente di vascello

Medaglia d'oro al Valor Militare 

Comandante di M.A.S. veloce, operante in mari lontani, dava prova in audaci missioni di guerra di perfetta preparazione, di sereno ardimento e di elevata perizia nella condotta del potente ed insidioso strumento bellico a lui affidato.
Destinato ad effettuare una difficile missione di agguato, dirigeva decisamente per intercettare una formazione navale sovietica, composta di un incrociatore e un Ct., sfidandone con coraggio ed audacia l'intenso e ben aggiustato tiro che inquadrava ripetutamente la piccola unità.
Nonostante le sfavorevoli condizioni di luce e la martellante azione di fuoco dell'avversario, mirava decisamente all'obiettivo e, giunto a breve distanza, lanciava contro la prima e più grossa unità due siluri che, esplodendo, avvolgevano in una nube di fuoco la nave nemica che in pochi minuti affondava. Compiuta l'eroica gesta che rinnovava con insuperabile slancio le gloriose tradizioni dei nostri M.A.S., si disimpegnava dalla furiosa reazione dell'unità nemica di scorta e dagli insistenti attacchi aerei, raggiungendo senza perdite la propria base.
Egli veniva così a dimostrare come lo spirito che anima i marinai d'Italia sappia piegare in qualsiasi cimento la forza avversaria e su essa, osando l'inosabile, trionfare.
Mar Nero, 3 agosto 1942

Nacque a Milano il 3 marzo 1918. Allievo all'Accademia Navale di Livorno dal novembre 1938, vincitore di un concorso straordinario, nel giugno 1940 conseguì la nomina a Guardiamarina. Imbarcò prima sulla nave da battaglia  Giulio Cesare e poi sulla Littorio nell'incarico di Ufficiale Addetto alle telecomunicazioni e durante l'attacco notturno a Taranto del 12 novembre dello stesso anno provvide, a bordo di un piccola imbarcazione e sotto il martellare del bombardamento inglese, a spegnere i fari delle boe che circondavano l'unità quindi, risalito a bordo, con la nave danneggiata dallo scoppio dei siluri inglesi, riuscì a portare in salvo l'Archivio segreto.
Promosso Sottotenente di Vascello nel gennaio 1941 venne trasferito, a domanda, nei MAS, operando prima con 1a Squadriglia dell'Alto Tirreno e poi nel Mar Nero, al comando di una motosilurante della Squadriglia comandata dal Capitano di Vascello Francesco Mimbelli. Durante la missione condotta sulla notte del 3 agosto 1942, attaccava arditamente ed affondava un incrociatore sovietico tipo "Crimea Rossa".
Promosso Tenente di Vascello nel luglio dello stesso anno e rimpatriato, fu assegnato all'Ufficio Operazioni del Comando in Capo del Dipartimento Alto Adriatico a Venezia e nell'agosto, a domanda, assunse il comando della IX Squadriglia MAS. L'armistizio dell'8 settembre 1943 lo colse mentre si trovava ricoverato per malattia contratta in servizio. Dopo il conflitto prestò servizio presso il Distaccamento M.M. di Roma e dopo il comando dei dragamine 303 e 308, ebbe il comando della corvetta Gazzella.
Promosso Capitano di Corvetta nel maggio 1952 e destinato presso il Comando Marina di Genova, l'anno successivo frequentò l'istituto di Guerra Marittima al termine del quale, vincitore del Corso per il Corpo Piloti del porto di Genova, lasciò a domanda il servizio attivo. Promosso Capitano di Fregata nella riserva di complemento nel 1961, nel 1964 assunse la carica di Presidente del Collegio Nazionale Patentati Capitani L.C. e D.M.
Altre decorazioni:
      - Croce di Guerra al Valore Militare (Mediterraneo centrale, novembre 1940).