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Saverio Marotta

Saverio MAROTTA
Capitano di corvetta

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

Comandante di torpediniera in missione di scorta a nave trasporto, avvistata di notte forza navale soverchiante che muoveva all'attacco della formazione, con fredda determinazione ed indomito ardimento impegnava la sua unità nel contrattacco pur sotto il preponderante, intenso e preciso tiro concentrato delle artiglierie nemiche, tentandone per due volte il siluramento.
Lanciati tutti i siluri, nonostante la sua unità fosse stata irrimediabilmente colpita, rispondeva all'offesa avversaria col fuoco di tutte le armi di bordo fino a che la torpediniera, crivellata dai colpi e ridotta ad informe relitto, veniva affondata. Con un braccio asportato da un obice, quasi dissanguato, trovava - in disperato appello alle residue energie - la forza di impartire ai pochi superstiti l'ordine di abbandonare la nave, e si abbatteva svenuto. Ripresa conoscenza su di un battello su cui era stato trasportato dai suoi uomini, si faceva riportare a bordo - tra i caduti - per dividere con essi la sorte dell'unità che, nuovamente colpita, esplodeva affondando.
Luminoso esempio di indomabile spirito combattivo e di altissime virtù militari.
Mediterraneo Centrale, 4 maggio 1943

Nacque a Falconara Marittima (Ancona) il 4 settembre 1911. Allievo all'Accademia Navale di Livorno dal 1929, nel 1933 conseguì la nomina a Guardiamarina e nel 1934 la promozione a Sottotenente di Vascello. Dopo oltre un anno di imbarco sull'incrociatore Alberico da Barbiano, nel 1935 imbarcò sull'incrociatore Trento con il quale partecipò, per circa due anni, ad operazioni militari durante la guerra civile spagnola. Frequentò poi il Corso Superiore a Livorno ed ottenuto il brevetto di D.T., dal novembre 1940 all'agosto 1942 fu imbarcato sull'incrociatore Luigi Cadorna, sul quale conseguì la promozione a Tenente di Vascello a con il quale partecipò a numerose missioni di guerra nel Mediterraneo. Nell'agosto 1942 ebbe il comando della torpediniera Perseo, che condusse in numerose missioni di scorta convogli e mentre vi era imbarcato ebbe la promozione a Capitano di Corvetta, il 1° gennaio 1943, e tre citazioni sul Bollettino di Guerra.
La sera del 3 maggio l'unità salpò da Pantelleria per scortare a Tunisi il piroscafo Campobasso e verso la mezzanotte le due unità vennero attaccate da improvviso fuoco di tre cacciatorpediniere inglesi (Nubian, Petard e Paladin), che incendiarono il piroscafo. Il comandante Saverio Marotta si portò audacemente all'attacco e, pur sotto un violento fuoco di artiglieria, per due volte tentò l'attacco con il siluro, finché la sua nave non fu ridotta ad inerme relitto ed egli stesso ferito da una scheggia di granata che gli asportò un braccio.
Dissanguato, ebbe ancora la forza di impartire ai pochi superstiti l'ordine di abbandonare la nave. Ripresa conoscenza su di un battellino, su cui era stato trasportato dai suoi uomini, si fece riportare a bordo della nave ormai semisommersa dai flutti e scomparve nell'affondamento dell'unità.
Altre decorazioni:

  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Mediterraneo centrale, gennaio 1943);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Africa settentrionale, ottobre 1942);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Mediterraneo centrale, settembre 1942 - maggio 1943);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Canale di Sicilia, dicembre 1942).