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Federico Martinengo

Federico MARTINENGO
Contrammiraglio

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria 

Ufficiale Ammiraglio dotato di spiccatissime doti di mente, di cuore e di carattere come già durante la guerra 1915-18, anche nella guerra 1940-43 negli importanti incarichi che svolse a bordo ed a terra, diede prova di profonda preparazione, di sicura fede e coraggio.
All'atto dell'armistizio, incaricato del trasferimento delle unità antisommergibili presenti a La Spezia e della inutilizzazione di quelle non in grado di muovere, svolse il suo mandato con decisa risolutezza, pur attraverso enormi difficoltà create dalla situazione contingente. Con una sezione di V.A.S. lasciò il porto solo nell'imminenza dell'occupazione della piazza da parte di forti reparti tedeschi. Incontrata in mare una sezione di motosiluranti germaniche, decise immediatamente, nonostante la condizione di marcata inferiorità, di accettare l'impari lotta. Serrate le distanze l'affrontò con azione ravvicinata e non lasciò tregua fin quando, colpito mortalmente, cadde esanime mentre il Suo spirito continuava ad aleggiare sugli equipaggi che da terra proseguivano la lotta, desistendo solo quando le unità germaniche duramente provate nei mezzi e negli uomini si ritiravano dall'azione.
Alto Tirreno, 9 settembre 1943

Nacque a Roma il 18 luglio 1899. Dopo aver terminato i Corsi all'Accademia Navale di Livorno il 25 maggio 1915 e conseguita la nomina a Guardiamarina, partecipò al primo conflitto mondiale imbarcato prima sulla nave da battaglia Conte di Cavour e poi sulla nave da trasporto Trinacria (ex mercantile inglese America). Nel settembre 1916 passò ad operare presso la Stazione Idrovolanti di Venezia e, conseguito il brevetto da pilota e di osservatore, partecipò a numerose missioni di guerra.
Operò poi a Sebenico, presso quella Stazione Idrovolanti, e nel 1919 si imbarcò su torpediniera nell'incarico di ufficiale in 2a. Promosso Capitano di Corvetta nel 1927 e Capitano di Fregata nel 1932; dal 1931 al 1933 ebbe il comando del Distaccamento Marina a Tientsin (Cina). Rimpatriato, frequentò l'Istituto di Guerra Marittima a Livorno e, promosso Capitano di Vascello, ebbe prima il comando della Base Navale di Lero e poi quello dell'incrociatore Muzio Attendolo, con il quale entrò in guerra il 10 giugno 1940, partecipando alla battaglia navale di Punta Stilo e a numerose altre missioni di guerra.
Nell'ottobre 1940 assunse la carica di Capo di Stato Maggiore del Dipartimento M.M. di Taranto, che mantenne fino alla promozione a Contrammiraglio; il 10 aprile 1943 assunse il Comando Superiore dei Mezzi Antisommergibili a La Spezia, dove si trovava l'8 settembre 1943, all'atto dell'armistizio. In ottemperanza agli ordini ricevuti partì da La Spezia il mattino del giorno 9, imbarcato sulla VAS 234, con la sezionaria VAS 235. Poco prima delle 14.00 le due vedette furono attaccate da motosiluranti tedesche. Il combattimento durò circa un'ora, con danni da tutte a due le parti, finche le VAS, esaurite le munizioni, si ridossarono a Cala Scirocco (Gorgona) dove la VAS 234, nuovamente e duramente impegnata, venne affondata, portandosi sul fondo anche l'eroico Ammiraglio, gia mortalmente colpito da raffica di mitraglia nemica mentre si trovava al timone dell'unità che portava la sua insegna.
Altre decorazioni:

  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Alto Adriatico, ottobre 1916);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Alto Adriatico;. maggio - luglio 1917);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (gennaio 1918).