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Mario Mastrangelo

Mario MASTRANGELO
Capitano di fregata

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria 

Comandante di Marina Cefalonia all'atto dell'armistizio, eseguiva con decisione e senza esitazione alcuna gli ordini relativi allo sgombero del naviglio.
Intuita fra i primi la possibilità e l'utilità di una pronta azione contro i tedeschi, ne fu strenuo assertore presso il Comando dell'isola. In un ambiente quanto mai eccitato per la divisione degli animi manteneva salda la disciplina tra i reparti di Marina a lui affidati e, presa l'iniziativa di reagire con le proprie batterie, quantunque in minorate condizioni fisiche, manteneva il comando, dando prova di attaccamento al dovere ed elevato spirito aggressivo durante lunghi e accaniti combattimenti. Catturato veniva barbaramente trucidato dal nemico che vedeva in lui uno dei promotori di quella disperata ed eroica resistenza.
Faceva così olocausto della vita alla Patria tenendo alto l'onore delle armi e lasciando ai posteri fulgido esempio di alte virtù militari.
Cefalonia, 8 - 22 settembre 1943

Nacque a La Spezia il 10 gennaio 1900. Allievo all'Accademia Navale di Livorno dal 1913, nel 1917 conseguì la nomina a Guardiamarina e partecipò all'ultimo anno di guerra imbarcato prima su siluranti di superficie e poi nella Brigata Marina posta a difesa del Basso Piave. Promosso Tenente di Vascello nel 1921, ebbe ininterrotti imbarchi su unità siluranti di superficie prima nell'incarico di Ufficiale in 2a e poi con comando, fino al 1930 allorché assunse l'incarico di Aiutante Maggiore in 1a presso il Comando della Difesa Marittima di La Spezia.
Promosso Capitano di Corvetta nel giugno 1931, dal gennaio al marzo 1932 svolse l'incarico di Comandante in 2a del cacciatorpediniere Da Noli e dal novembre dello stesso anno al settembre 1933 svolse lo stesso incarico sul cacciatorpediniere Leone quindi, fino all'agosto del 1935 ebbe il comando della nave posacavi Giasone, poi del rimorchiatore di salvataggio (ex austriaco Ercules) Teseo e del cacciatorpediniere Lampo. Nell'ottobre 1936, promosso Capitano di Fregata, diresse l'Ufficio Difesa M.M. di Pola e dal 13 ottobre 1937 al 15 gennaio 1938 assunse l'incarico di Comandante in 2e della nave appoggio idrovolanti Giuseppe Miraglia. In seguito fu destinato presso la Direzione Generale per il Personale Militare della Marina e, dal marzo 1938 all'ottobre 1940, ebbe l'incarico di Sottocapo di Stato Maggiore e di Capo Zona Sommergibili presso il Comando Marina di La Maddalena.
Nel gennaio 1941 ebbe il comando di una squadriglia MAS in Albania e l'incarico prima di Comandante in 2a del Comando Marina di Valona e poi quello di Comandante di Porto Edda e della Flottiglia Siluranti (MAS e M.V.) con la quale eseguì numerose missioni in acque controllate dal nemico.
Passato al comando dei Reparti armati e dei mezzi della Difesa del Comando Marina di Cefalonia, Corinto e Argostoli, l'8 settembre 1943 fronteggiò un tentativo di sbarco tedesco a Cefalonia, distruggendo con l'azione delle armi da lui dirette numerose imbarcazioni da sbarco. Nella durissima e cruenta lotta sostenuta per più giorni fu l'animatore della resistenza e - quando sopraffatto dalle ingenti forze tedesche e caduto prigioniero - assunse su di se la responsabilità della resistenza chiedendo di essere il solo ad essere passato per le armi: venne stroncato da una raffica di mitraglia tedesca in mezzo agli uomini che avevano valorosamente combattuto al suo fianco.
Altre decorazioni:

  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Basso Adriatico, aprile 1941);
  • Croce di Guerra al Valore Militare sul Campo (Argostoli, Corinto, aprile 1941).