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Vittorio Meneghini

Vittorio MENEGHINI
Capitano di fregata

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria 

Ufficiale superiore, comandante in guerra di sommergibile, secondo di incrociatore, e finalmente comandante di cacciatorpediniere, affondata la propria unità assumeva volontariamente il comando di zona della difesa costiera di piazzaforte marittima d'oltremare violentemente attaccata da forze aeree, navali e terrestri, dopo aver dato ripetute prove di bravura e valore.
Nel lungo assedio subito, controbatteva molto efficacemente la soverchiante offesa aerea, prima da bordo e, successivamente, con le batterie della zona affidategli e rinforzata con i naufraghi del suo equipaggio e le armi recuperate dal cacciatorpediniere. Quando già l'intera piazzaforte era caduta, resisteva ancora nella sua zona e cessava il fuoco solo dopo aver avuto conferma dell'ordine generale che rendeva ogni ulteriore lotta inutile spargimento di sangue. Caduto in mano ad un nemico ingeneroso e feroce, suggellava con il sangue una vita tutta dedita all'adempimento del dovere e riconfermava in tal modo sublime i diritti della Patria su quelle terre lontane così strenuamente contese dal tedesco invasore.
Esempio alle future generazioni marinare di alte virtù militari e di comando.
Lero, 8 settembre - 17 novembre 1943

Nacque a Foligno (Perugia) l'11 giugno 1900. Allievo all'Accademia Navale di Livorno dal 1916, nel 1921 conseguì la nomina a Guardiamarina e l'anno successivo la promozione a Sottotenente di Vascello.
Imbarcò prima su unità di superficie e poi su sommergibili, conseguendo la promozione a Tenente di Vascello nel 1926 e quella di Capitano di Corvetta nel 1935. Partecipò al conflitto italo-etiopico prima al comando dei sommergibile H.1 e poi imbarcato sull'incrociatore San Giorgio ed al termine del conflitto ebbe l'incarico di Capo Ufficio Allestimento sommergibili a Monfalcone. Promosso Capitano di Fregata nel 1940, assunse il comando prima del sommergibile Foca e poi del Pietro Micca con il quale si distinse particolarmente durante la difficile missione di minamento delle acque antistanti la base inglese di Alessandria, portato felicemente a termine nonostante la violenta reazione nemica. Imbarcò poi su incrociatore nell'incarico di Comandante in 2a ed il 25 febbraio 1943 ebbe il comando del cacciatorpediniere Euro dislocato nella base di Lero.
Con l'armistizio dell'8 settembre 1943, rifiutando ogni collaborazione coi tedeschi e allo scopo di sottrarre l'unità al suo comando a tentativi ostili e da attacchi aerei, salpò dall'ancoraggio di Lero portandosi nella baia di Partemi, ma dopo alcuni giorni, scoperto dalla ricognizione aerea, l'Euro subì un improvviso attacco e venne affondato. Il comandante Vittorio Meneghini assumeva allora il comando della difesa costiera della base, resistendo valorosamente anche quando l'intera piazzaforte era caduta. Caduto il 17 novembre 1943 in mani nemiche, suggellava con la vita la sua fedeltà alla Patria.
Altre decorazioni:
     - Medaglia d'Argento al Valor Militare (Mediterraneo orientale, giugno 1940).