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Giorgio Modugno

Giorgio MODUGNO
Capitano del Genio Navale

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria 

Imbarcato in qualità di capo servizio del Genio Navale su Squadriglia cacciatorpediniere durante uno scontro navale contro forze soverchianti che infliggevano duri colpi alla sua unità, con ammirevole serenità dirigeva tutte le operazioni per fronteggiare i danni provocati dal tiro nemico, eseguendo prontamente e personalmente, in sostituzione dei propri dipendenti uccisi e feriti, importanti manovre atte a mantenere fino all'ultimo l'integrità combattiva della nave, malgrado gli incendi, gli scoppi delle riservette delle munizioni ed il dilagare del vapore.
Dopo l'affondamento del cacciatorpediniere, raggiungeva a nuoto una zattera ricolma di naufraghi e, pur essendo ferito e stremato dalle forze, rinunciava a prendervi posto, e si prodigava con la parola e con l'esempio per disciplinare l'assistenza ai feriti più gravi ed ai più deboli.
In questo nobile intento impegnava con eroico spirito di sacrificio e incomparabile fermezza d'animo tutte le sue residue forze, finché, esausto per le ferite riportate e per il lungo sforzo, scompariva tra i flutti, coronando degnamente la sua carriera di Ufficiale colto, valente, appassionato, tutto dedicato al bene del servizio ed al ferreo compimento del dovere.
Mediterraneo Orientale, 28 marzo 1941

Nacque a Genova il 30 aprile 1911. Entrato all'Accademia Navale di Livorno fu nominato Sottotenente (G.N.) nel 1932, nel 1935 conseguì la laurea di Ingegneria Navale presso l'Università di Genova e la promozione a Tenente. Nel grado di Capitano imbarcò successivamente sulla nave da battaglia Giulio Cesare, sull'incrociatore Zara e sul cacciatorpediniere Da Noli sul quale si trovò imbarcato alla dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940 e con il quale partecipò poi a numerose missioni di scorta convogli.
Nel marzo 1941 prese imbarco sul cacciatorpediniere Vittorio Alfieri, nell'incarico di Capo Servizio G.N. della Squadriglia, e partecipò allo scontro navale di Capo Matapan del 28 marzo 1941, nel quale la sua unità, ripetutamente colpita, affondò. Naufrago su uno zatterino, cedeva il proprio posto a un marinaio inesperto del nuoto e stremato, scompariva in mare.