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Giuseppe Moschini

Giuseppe MOSCHINI
Capitano di Fregata

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria 

Comandante di altissime qualità morali ed intellettuali, di esempio a tutti in ogni circostanza per generoso slancio e solida preparazione professionale, profondeva durante il conflitto, le molteplici capacità acquisite in pace ed in guerra di osservatore di aereo e di pioniere degli aerosiluranti, di valoroso ufficiale sommergibilista e palombaro, e di brillante tecnico di artiglieria e di armi subacquee.
Comandante di cacciatorpediniere di scorta ad importante convoglio, in un momento del conflitto in cui le missioni intraprese erano con quasi costante certezza votate a glorioso sacrificio sotto l'infuriare della preponderanza aerea e navale avversaria, conduceva la sua nave con l'abituale serena perizia attraverso le insanguinate rotte del Canale di Sicilia. Fatto segno a lancio di siluri da parte di sommergibile avversario, vista l'immediatezza del pericolo, si portava di persona presso il timone onde rendere più rapida la contromanovra. Colpita irrimediabilmente l'unità, che si divideva in due, incurante della propria esistenza dedicava gli ultimi istanti della sua operosa vita per salvare il timoniere rimasto imprigionato nelle lamiere contorte della plancia divelta.
Nell'altruistico slancio trovava eroica morte inabissandosi con l'unità e lasciando luminoso esempio di generoso altruismo e di elevate virtù militari.
Canale di Sicilia, 17 gennaio 1943

Nacque a S. Elpidio a Mare (Ascoli Piceno) il 17 giugno 1903. Allievo all'Accademia Navale di Livorno dal 1918, nel 1922 conseguì la nomina a Guardiamarina e nel 1924 la promozione a Sottotenente di Vascello. Frequento il Corso di Osservazione Aerea a Taranto e, ottenutone il brevetto, prestò servizio, nel grado di Tenente di Vascello, nella 187a Squadriglia Idrovolanti. Nel 1931 prese imbarco sul sommergibile Enrico Toti, e poi sul Balilla, con l'incarico di Ufficiale in 2a.

Promosso Capitano di Corvetta nel 1936, ebbe prima il comando del sommergibile Fratelli Bandiera e poi il comando militare della nave ospedale Cesarea, al termine del quale passò al comando della Squadriglia MAS a La Spezia. Partecipò allo sbarco di Valona nell'aprile 1939 e, promosso Capitano di Fregata alla vigilia del secondo conflitto mondiale, ebbe il comando della 2a Flottiglia MAS ad Augusta, partecipando a numerosissime missioni di guerra nel Canale di Sicilia e nel Mediterraneo centrale.

Nel luglio 1942 passò al comando del cacciatorpediniere Bombardiere con il quale partecipò allo scontro navale del 17 gennaio 1943, nelle acque del Canale di Sicilia, nel quale l'unità al suo comando, spaccata in due tronconi da un siluro, affondò ed egli, incurante della propria incolumità, si prodigò nel nobile tentativo di porre in salvo il proprio timoniere, rimasto prigioniero tra le lamiere contorte della plancia divelta e, nell'altruistico slancio trovò nobile morte.

Altre decorazioni:

  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Valona, aprile 1939);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Canale di Sicilia, ottobre 1940);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (Mar Egeo, 1941).