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Ulderico Sacchetto

Ulderico SACCHETTO
Sottocapo silurista

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria 

Imbarcato su Cacciatorpediniere dislocato in mari lontani dalla Patria, prendeva parte al tentativo di attacco a Base Navale avversaria, durante il quale l'unità veniva sottoposta ad incessanti attacchi aerei che la danneggiavano gravemente, fino a renderla inerme relitto in preda alle fiamme.
Durante le disperate ore di lotta restava serenamente al proprio posto di combattimento ed abbandonava fra gli ultimi la Nave. Essendosi reso necessario provvedere affinché l'ordine di affondare l'unità avesse rapida esecuzione, si offriva volontariamente per ricondurre a bordo con un battellino il proprio Ufficiale in seconda ed il Direttore di Macchina e, salito con essi sul bastimento - malgrado intenso mitragliamento di aerei incrocianti a bassa quota - per affrettarne la fine, scompariva in mare con la Nave, nel generoso tentativo.
Esempio di alte virtù militari e di elevatissimo sentimento del dovere.
Mar Rosso, 3 aprile 1941

Nacque a Roma il 13 ottobre 1911. Volontario nella Regia Marina dal 1929 ed assegnato alla categoria Siluristi, al termine del Corso, sostenuto presso la Scuola C.R.E.M. di San Bartolomeo (La Spezia), imbarcò su unità siluranti di superficie e nell'ottobre 1938, a domanda, venne posto in congedo nel grado di Sottocapo.
Richiamato in servizio nel settembre 1939, imbarcò sul cacciatorpediniere Daniele Manin dislocato in Mar Rosso, con il quale, il 3 aprile 1941, partecipò al tentativo diretto su Porto Sudan e durante la navigazione sull'obiettivo - sebbene l'unità fosse sottoposta ad incessanti attacchi aerei, che la danneggiarono gravemente, immobilizzandola - restò serenamente al suo posto di combattimento ed, all'ordine, abbandonava tra gli ultimi la nave.
Ma rendendosi necessario provvedere all'immediato innesco delle cariche esplosive, affinché la nave non cadesse in mani nemiche, cosciente del pericolo si offrì volontario a ricondurre a bordo l'Ufficiale in 2a, Tenente di Vascello
Armando Crisciani,ed il Direttore di Macchina, Capitano G.N. Rodolfo Batagelj, e con essi scomparve in mare nel capovolgimento dell'unità, nuovamente colpita da offesa aerea nemica.