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Regio incrociatore corazzato San Giorgio

Medaglia d'oro al Valor Militare al
Regio Incrociatore corazzato San Giorgio

Veterano di tre Guerre, fu nell'attuale, per sei mesi baluardo della difesa di Tobruk, sempre pronto ad intervenire per ricacciare con l'infallibile tiro dei suoi cannoni le incursioni degli aerei nemici, sempre incrollabile nel sostenere l'offesa che si abbatteva su di lui. Investita la piazzaforte da soverchianti forze nemiche, profuse tutte le sue energie nella difesa e, piuttosto che cercare scampo sulle vie del mare, si offerse come ultima trincea di resistenza.
Quando le colonne avversarie soverchiarono gli ultimi ripari, la indomita nave venne fatta saltare e sprofondare nelle acque, mentre la bandiera che aveva animato ed alimentata la fiera resistenza, raccolta e riportata in Patria, restava fulgida testimonianza dello spirito di combattività, di resistenza, di dedizione dei marinai d'Italia.
Rada di Tobruk, 10 giugno 1940 - 22 gennaio 1941

L'incrociatore  San Giorgio - che aveva preso parte alla  guerra italo-turca, alla prima guerra mondiale e come Nave Ammiraglia alla guerra civile spagnola - all'inizio del secondo conflitto mondiale si trovava a Tobruk, per integrare la difesa navale ed antiaerea di quella Base.
L'entusiasmo, lo spirito di sacrificio, il consumato addestramento dell'equipaggio, fecero si che il San Giorgio divenisse il vero baluardo della Piazza Marittima. Sottoposto durante sei mesi ad innumerevoli attacchi aerei si difese con accanimento a perizia senza che la sua efficienza venisse menomata.
Quando Tobruk fu investita da terra, il San Giorgio, ancora in condizioni di riprendere il mare, legò il suo destino a quello della piazzaforte, contribuendo fino all'ultimo alla difesa della Base a quindi si autoaffondò.

La bandiera di combattimento fu riportata in Patria dai prodi superstiti.