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Antonio Scialdone

Antonio SCIALDONE
Sottotenente di vascello

Medaglia d'oro al Valor Militare

Comandante di motosilurante particolarmente ardito, dava in numerosi scontri con il nemico luminose prove del suo valore.
Venuto a contatto con unità similari avversarie più veloci e meglio armate, accettava l'impari combattimento riuscendo, con audace manovra, ad affondarne una. In seguito, allorché più aspro era divenuto il contrasto e maggiormente sentita la preponderanza dei mezzi navali ed aerei avversari, sollecito solo del prestigio militare della Patria, si prodigava in estenuanti agguati ed in perigliose azioni offensive. Avvistati nottetempo due incrociatori avversari, benché in posizione sfavorevole, muoveva audacemente all'attacco e malgrado la violentissima reazione di fuoco ne colpiva uno affondandolo.
Con l'esito vittoriose di questa azione confermava ancora una volta le sue doti di eroico, tenace, arditissimo combattente.
Acque della Tunisia, 20 aprile 1943
Acque della Calabria, 15 agosto 1943

Nacque a Rimini (Forlì) il 6 gennaio 1917. Dopo aver conseguito il diploma di Capitano Marittimo presso l'Istituto Nautico di Venezia nel 1935, prestò subito servizio presso la Società di Navigazione N.T.L. e, dall'ottobre dello stesso anno, frequentò il Corso Allievi Ufficiali di complemento all'Accademia Navale di Livorno, conseguendo la nomina a Guardiamarina. Negli anni 1938-1939 prestò servizio in Africa orientale e, rimpatriato, fu destinato alle Scuole C.R.E.M. di Pola. Con l'entrata in guerra dell'Italia il 10 giugno 1940, a domanda, passò ad operare con la 12a Squadriglia MAS dislocata ad Imperia, poi nella Squadriglia MAS di base ad Augusta ed infine, nel febbraio 1941, con la 3a Squadriglia MAS di Lero dove, promosso Sottotenente di Vascello, operò nelle acque dell'Egeo, lungo la costa dell'Africa settentrionale, della Tunisia, della Sicilia e nelle acque libiche, conseguendo brillantissimi risultati con l'affondamento di due unità nemiche, di cui un incrociatore (15 agosto 1943) e la citazione sul Bollettino di Guerre n° 681.
Partecipò alla guerra di liberazione, operando in Adriatico al comando di una motosilurante in appoggio all'8a Armata per lo sbarco su coste controllate dai tedeschi.
Terminato il conflitto, operò nella bonifica e sminamento dei porti dell'Alto Adriatico e poi presso il Centro Subacqueo del Varignano (La Spezia), dove conseguì la promozione a Tenente di Vascello, il brevetto da sommozzatore e, nel 1952, anche quello di Ardito Incursore. Promosso Capitano di Corvetta nel dicembre 1953 e Capitano di Fregata nel 1956, ebbe il comando della fregata Canopo e, da Capitano di Vascello, il comando dell'incrociatore lanciamissili Giuseppe Garibaldi. Con la promozione a Contrammiraglio ebbe l'incarico di Capo del 1° Reparto Personale dello Stato Maggiore della Marina e poi il comando del Centro Subacqueo Incursori del Varignano (La Spezia), che mantenne anche da Ammiraglio di Divisione fino all'assunzione del Comando M.M. autonomo della Sicilia. Conseguì poi la promozione ad Ammiraglio di Squadra il 5 gennaio 1977 al passaggio in ausiliaria per raggiunti limiti di età.
Altre decorazioni e riconoscimenti per merito di guerre:

  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Acque di Zembra - Tunisia, aprile 1943);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Mare Adriatico, ottobre-novembre 1943);
  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Mare Adriatico, 3 novembre 1943 - 24 ottobre 1944);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (Costa Dalmata, aprile 1945);
  • Croce di Guerra al Valore Militare sul Campo (Acque dell'Egeo e dell'A.S., agosto 1940 - agosto 1941);
  • Croce di Guerra al Valore Militare sul Campo (Acque dell'Egeo e dell'A.S., agosto 1941 - agosto 1942);
  • Promozione a Sottotenente di Vascello in s.p.e. (aprile 1942).