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Tullio Tedeschi

Tullio TEDESCHI
Capo Meccanico Navale di 3^ classe

Medaglia d'oro al Valor Militare 

Coraggioso e tenace operatore di mezzi d'assalto di superficie, con altri valorosi - già compagni nei rischi e nelle fatiche di un durissimo addestramento - dopo difficile navigazione forzava una ben munita base navale avversaria, superando un triplice ordine di ostruzioni.
Nella rada violata, quando già era imminente l'alba, con freddezza pari al coraggio, attendeva riunito ai compagni che il Comandante della spedizione procedesse al riconoscimento ravvicinato degli obiettivi e li assegnasse all'audacia dei suoi uomini. Una volta ottenuto il via, si lanciava con saldo animo all'assalto contro grossa petroliera affondandola e coronando così del successo, con l'alto spirito aggressivo, la concezione teoricamente perfetta dell'impresa.
Degno in tutto delle più alte tradizioni di eroismo della Marina italiana.
Acque di Suda, 26 marzo 1941

Nacque a Isernia (Campobasso) il 15 agosto 1910. Volontario nella Regia Marina dal luglio 1927, frequentò a Venezia la Scuola Meccanici e, promosso Sottocapo nell'ottobre 1929, imbarcò sul cacciatorpediniere  Vivaldi a Genova. Nel 1930 prese imbarco sulla cannoniera Carlotto, dislocata in Estremo Oriente e nel 1933, rimpatriato, imbarcò sul -cacciatorpediniere Euro.
Dopo aver frequentato il Corso "I.G.P." ed ottenuta la promozione a 2° Capo, nel febbraio 1934 imbarcò sul sommergibile Santarosa e quindi, fino all'agosto 1935, sul sommergibile X.3 a La Spezia. Durante il conflitto italo-etiopico fu distaccato presso il Ministero degli Esteri ed inviato in missione speciale in Etiopia, presso la Legazione italiana di Addis Abeba prima e quindi presso la stazione R.T. del Comando Superiore in Africa Orientale ad Asmara.
Rientrato in Italia nel gennaio 1936 fu destinato prima a Navalarmi Milano, quindi alla Flottiglia MAS di Venezia ed infine in quella di Lero (Egeo). Rimpatriato nel 1940 e promosso Capo di 3a Classe, passò ad operare nell'ambito della 1a Flottiglia MAS di La Spezia, divenendo operatore dei mezzi speciali d'assalto di superficie. Trasferito a Lero con la Flottiglia, partecipò all'audace impresa di forzamento della Baia di Suda (Creta), avvenuta alle ore 05,30 del 26 marzo 1941, e nella quale furono affondate due unità inglesi: l'incrociatore York a la petroliera da 8.324 tsl Pericles. Fatto prigioniero, fu rimpatriato nel marzo 1944 a partecipò poi alla Guerra di Liberazione nella ricostituita Mariassalto.
Dopo il conflitto presto servizio all'Ufficio Tecnico dell'Autoreparto del Ministero della Marina e nel novembre 1947, a domanda, fu collocato in congedo ed iscritto nel Ruolo d'Onore, dove conseguì la promozione a Capo di 1a Classe.
Morì ad Isernia il 2 novembre 1987.
Riconoscimenti per merito di guerra:
      -  Promozione al grado di Capo M.N. di 2a Classe.