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Salvatore Todaro

Salvatore TODARO
Capitano di corvetta

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria
 

Ufficiale superiore di elette virtù militari e civili. Capacissimo, volitivo, tenace, aggressivo, arditissimo, al comando di un sommergibile prima e di reparto d'assalto poi, affrontava innumerevoli volte armi enormemente più potenti e numerose delle sue, e dimostrava al nemico come sanno combattere e vincere i marinai d'Italia.
Assertore convinto della potenza dello spirito, malato ma non esausto, mai piegato da difficoltà materiali, da considerazioni personali, da logoramento fisico, ha sempre conservato intatte volontà aggressiva e fede e mistica dedizione al dovere intesa nel senso più alto e più vasto.
Mai pago di gloria e di successi, non sollecito di sé. ma solo della vittoria, riusciva ad ottenere il comando di sempre più rischiose imprese finché, nel corso di una di esse, mitragliato da aerei nemici, immolava la sua preziosa esistenza alla sempre maggiore grandezza della Patria.
Purissima figura di uomo e combattente, esempio fulgidissimo di sereno, intelligente coraggio e di assoluta dedizione.
Mediterraneo, giugno 1941 - dicembre 1942

Nacque a Messina il 16 settembre 1908. Allievo dell'Accademia Navale di Livorno dal 18 ottobre 1923, nel 1927 conseguì la nomina a Guardiamarina e promosso Sottotenente di Vascello l'anno successivo, frequentò a Taranto il Corso di Osservazione Aerea. Dopo un lungo periodo di imbarco su unità di superficie e subacquee, nel 1936 operò con la 146a Squadriglia Idrovolanti di Cagliari Elmas e nel 1937 imbarcò su sommergibile operante nelle acque spagnole durante la guerra di Spagna.
Nel giugno 1940, nel grado di Capitano di Corvetta, ebbe prima il comando del sommergibile Manara e poi quello del Cappellini con il quale, operando alle dipendenze di Betasom dalla Base Atlantica di Bordeaux (Francia), condusse missioni di particolare rilevanza bellica tanto da meritarsi ben tre citazioni sui Bollettini di Guerra.
Nel novembre 1941 passò nella X Flottiglia MAS di La Spezia e, al comando dei mezzi d'assalto, partecipò ad importanti operazioni in Mar Nero, distinguendosi particolarmente durante la delicata fase del blocco dal mare della città di Sebastopoli.
Rientrato in Italia, ideò e pianificò le operazioni "BO.G.1" e "Beta", dirette contro l'aeroporto ed il porto di Bona ed interrotte poi per difficoltà tecniche; al rientro da quest'ultima operazione trovò la morte a La Galite (Tunisi) nel mitragliamento aereo di cui la nave appoggio Cefalo, sulla quale si trovava imbarcato, fu oggetto.
Altre decorazioni:

  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Oceano Atlantico, ottobre 1940);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Oceano Atlantico, dicembre 1940 gennaio 1941);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare. (Oceano Atlantico, 1941);
  • Medaglia d'Argento al Valore Militare (Acque di Sebastopoli, giugno 1942).