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Antonino Toscano

Antonino TOSCANO
Ammiraglio di Divisione

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

Comandante di una divisione di incrociatori leggeri, incaricata di una missione di guerra eccezionalmente delicata e rischiosa, accoglieva con perfetta serenità il compito affidatogli, e ne dirigeva i preparativi con estrema cura di ogni particolare. Conscio che  solo una fortunata evasione da ogni mezzo di scoperta e di offesa nemica poteva permettere alle sue navi di compiere incolumi la loro missione, preparava fortemente l'animo suo e quello dei suoi alla suprema offerta alla Patria. Scontratosi ad alta velocità con un gruppo di unità nemiche che defilava di controbordo, reagì con tutti i mezzi bellici all'azione nemica fortissima e di breve durata.
Ferito gravemente fra i primi, continuava imperterrito a dirigere il combattimento, infondendo rabbiosa energia in tutti i suoi dipendenti: esempio di salde ed eroiche virtù militari. Colpita duramente più volte la nave che batteva la sua insegna, rimaneva al suo posto di comando e di combattimento e, in una suprema dedizione alla Patria e alla Marina, deciso a condividere la sorte dell'unità che si inabissava in un alone di gloria, con essa eroicamente scompariva, additando alle schiere dei suoi dipendenti la via del dovere e del sacrificio.
Mediterraneo Centrale, 13 dicembre 1941

Nacque ad Agrigento il 19 luglio 1887. Allievo all'Accademia Navale di Livorno dal 1905, nel febbraio 1909 conseguì la nomina a Guardiamarina. Promosso Sottotenente di Vascello nel 1911 ed imbarcato sulla torpediniera Astore, partecipò al  conflitto italo-turco (1911-12). Nella notte tra il 18 ed il 19 luglio 1912 partecipò al forzamento dello Stretto dei Dardanelli con la  Squadriglia Torpediniere d'alto mare (Spica, Centauro, Perseo,  Astore e Climene). Promosso Tenente di Vascello nel gennaio 1915, partecipò al primo conflitto mondiale al comando della torpediniera  69 PN, distinguendosi in numerose missioni di guerra e partecipando poi all'occupazione dell'Albania nel 1919.
Nel 1922 conseguì il grado di Capitano di Corvetta e nel 1926 ebbe l'incarico di Insegnante di Storia ed Arte Navale all'Accademia Aeronautica di Caserta dove, nel novembre dello stesso anno, ebbe la promozione a Capitano di Fregata. Fu poi coadiutore presso l'Istituto di Guerra Marittima a Livorno e dal 1937 al 1939, nel grado prima di Capitano di Vascello e quindi di Contrammiraglio, ne assunse la Direzione dei Corsi.
Nel luglio 1939 assunse l'incarico di Direttore Generate del Personale e, fino all'ottobre 1941, fece parte del Consiglio Superiore della Marina. Promosso Ammiraglio di Divisione assunse il comando della 44 Divisione Navale, con insegna sull'incrociatore Alberico da Barbiano con il quale - salpato da Palermo la sera del 12 dicembre 1941 per portarsi in Libia con un carico di carburante e munizionamento - si scontrò, nei pressi di Capo Bon, con i cacciatorpediniere inglesi Sikh, Legion e Maori e con l'olandese Sweers.
L'Alberico da Barbiano, colpito da tre siluri si incendiò ed affondò rapidamente alle ore 03.00 del giorno 13.
Altre decorazioni:
   - Medaglia d'Argento al Valore Militare (Dardanelli, luglio 1912).