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Salvatore Toscano

Salvatore TOSCANO
Capitano di vascello

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria 

Comandante di una squadriglia di cacciatorpediniere, consacrava tutte le sue energie fisiche e spirituali al servizio della nobile causa del dovere e dell'ardimento. In un aspro combattimento notturno contro soverchianti forze, sebbene la sua unità fosse stata inizialmente colpita in modo irreparabile dall'offesa nemica, ordinava e dirigeva con le poche armi rimaste efficienti un'audace e violenta reazione contro le navi attaccanti. Con indomito coraggio deciso a far pagare cara al nemico la perdita dell'unità, continuava nell'impari lotta fino all'esaurimento dei mezzi offensivi.
Nell'impossibilità di ulteriore resistenza, mentre la nave dilaniata dalle esplosioni e in preda alle fiamme cominciava ad affondare, ordinato agli ufficiali ed all'equipaggio di porsi in salvo, rifiutava stoicamente l'invito dei suoi uomini che lo supplicavano di salvarsi e, rimasto in piedi sulla plancia, in una suprema sfida al nemico, condivideva fieramente il destino della sua nave che si inabissava.
Mediterraneo Orientale, 28 marzo 1941

Nacque a Imola (Bologna) il 5 luglio 1897. Conseguita la nomina a Guardiamarina nel 1915, partecipò al primo conflitto mondiale imbarcato su varie unità di superficie. Promosso Tenente di Vascello nel 1918 e Capitano di Corvetta nel 1926, ebbe il comando del cacciatorpediniere  Borea per circa due anni e nel 1932, promosso Capitano di Fregata, passò all'Accademia Navale di Livorno nell'incarico di Comandante in 3a, rimanendo in quell'incarico fino al 1935, quando venne destinato presso il Regio Istituto Idrografico Militare di Genova.
Promosso Capitano di Vascello nel 1937, ebbe successivamente il comando dell'incrociatore Cadorna, della corazzata Caio Duilio e dell'incrociatore Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi. Nel novembre 1938 ebbe l'incarico di Presidente di Mariperman La Spezia e dal 12 aprile 1940 al 10 marzo 1941 assunse l'incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando Militare Marittimo di Messina. Assunto il comando di una Squadriglia cacciatorpediniere, con insegna sul cacciatorpediniere Vittorio Alfieri, partecipò allo scontro notturno di Capo Matapan contro cacciatorpediniere inglesi ed ebbe l'unità immobilizzata, con incendi a bordo, dal tiro nemico. Con la nave dilaniata dalle esplosioni ed in preda alle fiamme, rifiutava ogni invito a porsi in salvo ed affondava con l'unità al suo comando.