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Luigi Zamboni

Luigi ZAMBONI
Capitano di corvetta

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Valoroso comandante di torpediniera, già distintosi in precedenti azioni di guerra, eseguiva numerose scorte di convogli nazionali sulle ardue rotte del Canale di Sicilia aspramente contrastate dall'avversario, dimostrando sereno coraggio ed elevate doti di comando.
Avuto ordine di riportare in Patria, a qualunque costo, una grossa petroliera, malgrado le avverse condizioni di mare, attraversava arditamente - quale unica via possibile - zona minata dal nemico compresa fra imponenti sbarramenti di mine nazionali. Colpita e gravemente danneggiata la sua unità da improvvisa esplosione di arma subacquea, rimasto in balia delle onde e sospinto dal vento e dalla corrente sui vicini sbarramenti, si prodigava serenamente fino all'estremo limite delle umane possibilità per mantenere la calma e la fiducia nei suoi uomini e per fronteggiare la gravissima situazione.
Quando, dopo lunghe ore di lotta, non era più possibile contenere le vie d'acqua che minacciavano di sommergere l'unità, disponeva l'imbarco della gente sulle zattere di salvataggio mentre egli, unitamente ai suoi ufficiali che trascinati dal suo esempio non lo vollero abbandonare, rimaneva sulla sua Nave per dividerne la sorte.
Nell'improvviso precipitare degli eventi si inabissava con il suo Stato Maggiore in quelle acque che aveva conosciuto il suo costante ardimento, lasciando fulgido esempio di eroica abnegazione e di sublime attaccamento al dovere ed alla nave posta al suo comando.
Canale di Sicilia, 3 febbraio 1943

Nacque a Bologna il 14 luglio 1909. Promosso Guardiamarina nel 1929, nel 1930 conseguì la promozione a Sottotenente di Vascello e dopo la frequenza del Corso Superiore all'Accademia Navale di Livorno, imbarcò successivamente sulla cannoniera Campania, sulla nave scuola Amerigo Vespucci e sul cacciatorpediniere Daniele Manin.
Promosso Tenente di Vascello nel 1934, prestò poi servizio sull'incrociatore Muzio Attendolo come 1° Direttore del Tiro, incarico che conservò ininterrottamente anche nel grado di Capitano di Corvetta, fino al settembre 1942. Con tale data assunse il comando della torpediniera Uragano con la quale il 3 febbraio 1943 salpò da Biserta per Napoli, di scoria alla cisterna Thorsheimer.
Alle ore 09.38 l'unità urtò di poppa su una mina ed affondò dopo circa quattro ore per i danni subiti. Dal posto di comando, serenamente, il comandante impartiva tutte le necessarie disposizioni prima per tentare di salvare la nave e quando, dopo lunghe ore di lotta non fu più possibile contenere le vie d'acqua, disponeva l'imbarco della gente sulle zattere di salvataggio mentre egli, unitamente agli ufficiali del suo Stato Maggiore che non lo vollero abbandonare, si inabissò con l'unità al suo comando.
Altre decorazioni:

  • Croce di Guerra al Valore Militare (Mediterraneo centrale, giugno 1940-giugno 1941);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (Mediterraneo, giugno 1941 - aprile 1948).