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Dragamine 36 della Guardia di Finanza

Medaglia d'oro al Valor Militare al
Dragamine 36 della Guardia di Finanza

Dragamine comandato ed armato da personale della Guardia di Finanza, agli ordini del Comandante della Flottiglia, attaccato nella notte del 20 gennaio 1943 da preponderanti forze navali nemiche, correva incontro all'avversario nell'eroico intento di colpire e salvare le altre unità della formazione, fino a trovarsi a portata delle proprie modestissime armi di bordo.
Aperto il fuoco, cercava di arrecare al nemico la maggior possibile offesa continuando a sparare, benché colpito più volte, fino a quando soccombeva nell'impari lotta inabissandosi con il Comandante e l'intero equipaggio.
Sublime esempio di indomabile spirito aggressivo di sovraumana determinazione e di dedizione al dovere fino al supremo sacrificio.
Mediterraneo centrale, 20 gennaio 1943

Costruito presso i Cantieri Navali di Castellammare di Stabia, fu varato nell'agosto del 1919 e nello stesso anno entro in servizio per la Marina da Guerra. Successivamente trasferito alla Finanza di Mare, il 19 agosto 1939 fu mobilitato ed aggregato all'11a Squadriglia della VII Flottiglia RR. DD. con base a Porto Empedocle.
L'attività bellica dell'Unita fu di 317 missioni di dragaggio esplorativo ed esecutivo, di ricerca, distruzione o recupero di mine alla deriva, di trasporto uomini e materiali nelle Isole Egadi, percorrendo complessivamente 18.709 miglia per 2.766 ore di moto e subendo, il 21 agosto 1941, alle ore 06.30, un duro attacco aereo mentre l'unità, in collaborazione col dragamine ausiliario R.189 (Santa Gilla) si trovava intento ad operare in una missione di dragaggio a sciabica nelle acque al traverso di Pozzallo. Nell'azione cadde eroicamente il comandante, brigadiere Francesco Mazzei e due membri dell'equipaggio e l'Unita, seppur danneggiata, poté rientrare in porto.
Il 4 settembre 1942, passato ora in forza alla XL Flottiglia (Com.te Tenente di Vascello
Giuseppe Di Bartolo), il dragamine venne trasferito a Tripoli, prestando servizio in quelle acque sino alla vigilia della caduta della città, compiendo missioni di dragaggio, vigilanza antisom e scorte a piccoli convogli.
Alle ore 18.00 del 19 gennaio 1943, in sezione con i RR. DD. 31 e 39, (Capo Squadriglia Sottotenente di Vascello cpl. Renato Landin) l'unità diresse per il rientro in Sicilia ma a circa 20 miglia a levante di Zuara, la Squadriglia venne intercettata da due cacciatorpediniere britannici ed il R.D. 36, posto al comando del maresciallo Guardia di Finanza ramo mare Aldo Oltramonti, nell'intento di permettere alle due Unità sezionarie di porsi in salvo sulla vicina costa, attaccò decisamente i caccia avversari ma, le precise salve di questi nonché l'enorme superiorità di fuoco sviluppato colpirono ed affondarono le tre piccole imbarcazioni. Alcuni superstiti poterono raggiungere la costa a nuoto mentre altri, recuperati in mare, vennero sbarcati a Sfax.
Lo Stendardo del R.D. 36 ed il Comandante della Flottiglia (Tenente di Vascello
Giuseppe Di Bartolo) vennero decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare.