Skip Navigation LinksHome page > Storia e Cultura > La nostra Storia > Medaglie di Oro al V.M.
Ibrahim Farag Mohammed

Ibrahim FARAG MOHAMMED
Buluc Basci di coperta

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Imbarcato da pochi giorni su Cacciatorpediniere, prendeva parte, distinguendosi per bravura, al disperato tentativo di attacco a Base Navale avversaria, durante il quale l'unità veniva sottoposta ad incessanti attacchi aerei che ne causavano l'affondamento.
Trovatosi naufrago su imbarcazione a remi con oltre sessanta superstiti, rinunziava al proprio posto per assicurare l'altrui salvezza, restando per l'intera notte aggrappato fuori bordo. Esaurito dallo sforzo, anziché chiedere il cambio, si allontanava dall'imbarcazione dopo aver ringraziato il Comandante ed affrontava sicura morte, dando luminoso esempio di virtù militare, di spirito di sacrificio e di abnegazione.
Mar Rosso, 4 aprile 1941

Nacque a It Atba (Massaua) nel 1908. Pochissime notizie si hanno sulla vita privata e militare del giovane  Farag Mohammed che, arruolatosi nei Reparti indigeni della Regia Marina nel 1925, ed imbarcato sulla Regia Nave Campania, partecipò su questa alle operazioni militari lungo le coste della Migiurtina (Somalia settentrionale) contro le bande armate del sultano Osman Maharnud.
Il 28 ottobre 1925 sbarcò, con altri militari indigeni, sulla spiaggia di Bargal con compito informativo ed esplorativo ma, attaccato da forze ribelli prevalenti, venne costretto a sostenere un'azione difensiva, arroccato all'interno di una moschea, che duro 22 ore. Per tale fatto d'arme venne decorato di Croce di Guerra al Valore Militare (R.s. 19 febbraio 1928) a promosso al grado di Muntar del Corpo Ascari della Regia Marina. Successivamente promosso nel grado di Buluc Basci, nel marzo 1941 imbarcò, con altri 4 ascari fuochisti, sul cacciatorpediniere Manin con il quale partecipò all'ultima disperata missione contro Porto Sudan, culminata con l'affondamento del Manin per offesa aerea nemica.
Ibrahim Farag Mohammed, gia naufrago sull'unica lancia calata in mare, cedette il proprio posto a un marinaio ferito, rimanendo aggrappato all'esterno della stessa per un giorno ed una notte, finché sfinito, scomparve tra i flutti rivolgendo un estremo saluto al proprio comandante ferito.