Virginio Fasan

Virginio FASAN
Capo meccanico di 3^ classe

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

 Valoroso sottufficiale imbarcato per la durata dell'intero conflitto su siluranti, aveva già dato prova nel corso di oltre 120 missioni di guerra di esemplari qualità d'animo e professionali, meritando fra l'altro la medaglia d'argento al Valor Militare.
Nel corso di un'ardua missione nella quale la silurante su cui era imbarcato affrontava il nemico in acque ristrette e fortemente insidiate da mine, si adoperava con ammirevole slancio, animando i dipendenti durante l'azione e nella successiva lotta contro i gravi incendi e le avarie che l'offesa dei mezzi costieri ed aerei aveva inflitto all'unità.
All'ordine di abbandonare la nave, rimaneva a bordo tra gli uomini per effettuare le manovre ordinate per l'autoaffondamento. Raggiunta in acqua una imbarcazione di naufraghi, con l'animo ancora proteso alla bella nave che si inabissava con apparente eccessiva lentezza, si lanciava a nuoto assieme ad ufficiale superiore incurante del richiamo del Comandante e tornava a bordo per maggiorarne le vie d'acqua, conscio di rinunciare così ad ogni possibilità di salvezza.
Ai naufraghi che seguivano l'inabissarsi dell'unità, riappariva sul castello nell'imminenza dell'affondamento assieme all'ufficiale che aveva seguito, dritto nel saluto alla bandiera cui offriva l'olocausto di una nobile esistenza che aveva voluto legare al destino della nave.
Acque nazionali, 9 settembre 1943.

Nacque a Udine il 10 settembre 1914. Volontario nella Regia Marina nel 1930 nella categoria Meccanici, dopo aver frequentato il Corso presso la Scuola C.R.E.M. di Venezia, nell'ottobre 1934 conseguì la promozione a Sottocapo. Ebbe poi imbarchi sulla torpediniera Zeffiro, sull'esploratore Augusto Riboty e sul cacciatorpediniere Antoniotto Usodimare, con il quale partecipò a missioni di guerra durante la guerra civile spagnola. Dal 1° ottobre 1939, nel grado di 2° Capo, imbarcò sul cacciatorpediniere Vivaldi, partecipando a tutte le missioni di guerra compiute dall'unità durante il secondo conflitto mondiale, distinguendosi particolarmente nella battaglia di Pantelleria del giugno 1942, meritandosi la promozione a Capo di 3a Classe per merito di guerra.
Il 9 settembre 1943, nel corso di una difficile missione in acque insidiate dal nemico tedesco, colpita la sua unità ed immobilizzata, si prodigo indefessamente nella lotta agli incendi sviluppatisi a bordo e, all'ordine di abbandono dell'unità ormai irrimediabilmente perduta, rimase fra gli ultimi per predisporre tutte le manovre necessarie all'autoaffondamento. Raggiunta poi in acqua una imbarcazione di naufraghi e vedendo la sua nave affondare con apparente lentezza, ritornò a bordo al seguito del  Capitano di Corvetta Alessandro Cavriani, per maggiorarne le vie d'acqua ma scomparve in mare con la stessa.

Altre decorazioni e riconoscimenti per merito di guerra:

  • Medaglia d'Argento al Valore Militare sul Campo (Acque di Pantelleria, giugno 1942);
  • Promozione al grado di Capo Meccanico di 3a Classe (Acque di Pantelleria, giugno 1942).