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Luigi Ferraro

Luigi FERRARO
Tenente di artiglieria

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Volontario nella specialità "Gamma" nei mezzi di assalto della Marina Militare, portava da solo a compimento quattro successive azioni contro quattro navi nemiche, di tre delle quali si è potuto accertare l'affondamento.
Per le difficilissime condizioni dell'ambiente in cui ha dovuto operare e per la crescente vigilanza avversaria, ha coscientemente affrontato e superato rischi mortali sempre maggiori, dando prova di esemplare noncuranza del pericolo, di chiaroveggente freddezza, d'insuperabile perizia tecnica e di inesausto amor di Patria.
I risultati da lui ottenuti aggiungevano nuove glorie a quelle che già avevano reso famosi nel mondo i mezzi navali d'assalto italiani.
Mediterraneo, 7 luglio - 4 agosto 1943

Nacque a Quarto dei Mille (Genova) il 3 novembre 1914. Dopo aver conseguito a Tripoli l'abilitazione magistrale nel 1935 ebbe nel 1937 a Roma l'abilitazione ad insegnante di Educazione Fisica nell'Accademia della Farnesina.
Volontario dall'inizio del 2° conflitto mondiale ed ammesso alla frequenza del Corso Ufficiali di complemento, nominato Sottotenente, fu assegnato al 20° Reggimento Artiglieria. Passò poi a disposizione della Milizia Artiglieria Marittima (Milmart) dipendente dal Ministero della Marina e nel 1942 ebbe il comando di una batteria costiera antinave.
A domanda, frequento la Scuola Sommozzatori di Livorno ed, ottenuto il brevetto, passo al Gruppo "Gamma" del quale divenne poi vicecomandante ed istruttore. Nel marzo 1943 venne inviato in Turchia con l'incarico di compiere azioni di sabotaggio contro mercantili nemici ed, assunta la figura giuridica di impiegato al Consolato italiano di Alessandretta, dal giugno condusse quattro azioni di sabotaggio contro i mercantili nemici, nei porti di Alessandretta e di Mersina. Nel primo porto applicò, la sera del 30 giugno, due bauletti esplosivi alla chiglia del piroscafo greco Orion di 7.000 tsl, carico di minerale di cromo, che affondò il mattino successivo a poche miglia dal porto. Il 9 luglio, operando dal vicino porto di Mersina, ripetè l'operazione sul piroscafo Kaituna di 10.000 tsl, il quale subì ingenti danni e fu portato ad incagliare sulle coste di Cipro per evitarne l'affondamento. Nuovamente a Mersina, Luigi Ferraro ripetè l'azione, la sera del 30 luglio, sul piroscafo britannico Sicilian Prince, che non ebbe a subire conseguenze perché una ispezione alla carena consentì ai sommozzatori britannici di rimuovere i bauletti esplosivi.
Migliore sorte ebbe l'azione effettuata il 1° agosto contro la motonave norvegese Fernplant di 7.000 tsl, carica anch'essa di minerale di cromo ed ancorata nel porto di Alessandretta. La Fernplant affonderà poi nelle acque al largo della Siria. Rientrò in Italia nell'agosto dello stesso anno e l'armistizio dell'8 settembre pose termine alle sue coraggiose missioni. Prestò servizio sotto la R.S.I..
Nel dopoguerra, operò, per conto del Ministero della Marina, al ricupero di navi affondate quindi, posto in congedo nel marzo 1948, curò la divulgazione della tecnica delle immersioni subacquee fra i civili. Nel 1952 organizzò a Genova una propria scuola per sommozzatori civili ae svolse corsi per conto del Ministero degli Interni, ai quali parteciparono Carabinieri, Guardie di Finanza e militari del Genio. Deceduto a Genova il 5 gennaio 2006.
Altre decorazioni:
  
- Croce di Guerra al Valore Militare (Tripoli, 3 maggio 1941).