Skip Navigation LinksHome page > Storia e Cultura > La nostra Storia > Medaglie di Oro al V.M.
Giuseppe Fontana

Giuseppe FONTANA
Capitano di Fregata

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Comandante di squadriglia torpediniere, in numerose delicate missioni di guerra dette sempre prova di perizia e di sereno ardimento.
Nel corso di una ricerca notturna, conseguito il contatto con soverchianti forze navali avversarie, portò con abile e pronta manovra la torpediniera all'attacco, riuscendo ad infliggere al nemico sicure perdite con il lancio ravvicinato dei siluri. Durante la fase di disimpegno, dopo che la sua unità fu colpita dalla violenta reazione del fuoco avversario ed apparve impossibile il tentativo di salvarla, deciso a far pagare al nemico il più duramente possibile la perdita della torpediniera, si riportò contro la formazione avversaria e, con intenso tiro delle sue artiglierie protratto fino all'estremo limite, ripetutamente colpì le navi che ne facevano parte.
Quando l'affondamento della sua unità risultò imminente, dispose il salvataggio dei superstiti, ad uno dei quali diede anche il proprio salvagente, rincuorandoli fino all'ultimo dal suo posto di comando.
Nell'adempimento delle proprie mansioni divideva con la sua nave l'estrema sorte gloriosa.
Canale di Sicilia, 10 gennaio 1941.

Nacque a Vicenza il 22 agosto 1902. Entrato sedicenne all'Accademia Navale di Livorno, nel luglio 1923 conseguì la nomina a Guardiamarina, ottenendo poi le promozioni a Sottotenente di Vascello nel 1925 e a Tenente di Vascello nel 1928.
Ebbe vari imbarchi su unità di superficie, il comando della torpediniera Albatros e l'incarico di Ufficiale in 2a sul cacciatorpediniere Da Noli con il quale partecipò alle operazioni militari in Spagna. Nel febbraio 1939, nel grado di Capitano di Corvetta ebbe il comando di una Squadriglia di Torpediniere, con insegna sulla torpediniera Vega, che mantenne anche alla dichiarazione di guerra e nel grado di Capitano di Fregata.
Il 10 gennaio 1941, nel Canale di Sicilia, conseguito il contatto con una forte formazione navale nemica e, benché l'unità al suo comando fosse stata subito colpita, si portò arditamente all'attacco e riuscì, col serrato e preciso fuoco dei suoi pezzi, a recare danni all'avversario. Con l'unità ormai irrimediabilmente perduta ed in procinto di affondare, impartì serenamente i necessari ordini per il salvataggio dell'equipaggio, offrendo il proprio salvagente ad un marinaio inesperto del nuoto; scomparve negli abissi con l'unità.