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Sergio Forti

Sergio FORTI
Tenente del Genio Navale

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Giovane ingegnere si vota subito dopo l'armistizio alla causa della libertà. Tutto osa e tutto ardisce in una multiforme opera di sabotaggio contro l'oppressore tedesco e di collaborazione con bande di patrioti dell'Umbria, delle Marche, dell'Abruzzo.
In un attacco nemico alla banda della quale fa parte, con pochi animosi, ne evita l'accerchiamento e la cattura aprendosi di forza un varco. Delineatasi la ritirata delle truppe tedesche studia e predispone una importante interruzione che si appresta a realizzare con altri compagni dei quali due inglesi. Sorpreso dall'avversario, con sovrumana audacia e sprezzo del pericolo, riesce a salvare i compagni e affronta solo il sacrificio. Invano torturato per strapparne una confessione è barbaramente ucciso.
Anima generosa, esempio luminoso di altruismo e di amor patrio spinto fino al supremo olocausto.
Viareggio - Cortona - Castelluccio - Abeto - Paganelli (Norcia), 9 settembre 1943 - 14 giugno 1944.

Nacque a Trieste il 20 marzo 1920. Laureato in Ingegneria meccanica presso l'Università di Genova ed assunto dalla Società Cantieri Navali Dalmazia & Versilia, prestò la sua opera nei Cantieri di Viareggio dove si trovavano in allestimento numerose navi commissionate dalla Regia Marina. All'armistizio dell'8 settembre 1943, dopo aver provveduto a rendere inutilizzabile tutto il materiale di interesse bellico affinché non cadesse in mani tedesche, si rifugiò nella zona di Norcia (Umbria) e si aggregò alla formazione partigiana denominata "Banda Mellis".
Per la sua conoscenza della lingua inglese ebbe poi il comando di un gruppo di partigiani ex prigionieri anglo-americani di guerra, liberati all'atto dell'armistizio, estendendo cosi l'attività partigiana dall'Umbria, alle Marche ed all'Abruzzo, partecipando attivamente e personalmente alle azioni di guerriglia condotte contro i presidi germanici di Paganella e di Norcia. Sfuggito all'accerchiamento di soverchianti forze nemiche e riparato in montagna, delineatosi l'imminente ritiro delle truppe tedesche dalla zona, studiò e predispose un'importante operazione intesa ad interrompere la ritirata.
Nell'esecuzione della missione, sorpreso il suo nucleo da un reparto tedesco, rimase da solo a fronteggiarlo per dare modo ai suoi compagni di porsi in salvo. Catturato e subito sottoposto ad atroci torture per ottenere informazioni, venne alla fine trucidato il 14 giugno 1944 dai tedeschi in ritirata. Dopo la sua eroica morte fu promosso Tenente del Genio Navale con anzianità 15 novembre 1942. Nel 1937 aveva frequentato il Corso per A.U.C. nel Regio Esercito.