Il salvataggio dell'Esercito Serbo (dicembre 1915 - febbraio 1916)

Nel 1915, l'uragano del primo conflitto mondiale infuriava ormai su tutta l'Europa ed alla fine di quell'anno si era scatenato in tutta la sua imponenza sulla Serbia.

Fin dai primi giorni dell'ottobre del 1915, in seguito alla seconda avanzata austro-ungarica, l'esercito serbo si trovò in gran difficoltà e il Governo italiano decise di rifornire i serbi di viveri e munizioni attraverso l'Albania. Queste operazioni di supporto, di cui la Marina si fece carico, imposero la costante scorta con le siluranti dei convogli per proteggerli da attacchi di sommergibili nemici.

Senza più rispettare i turni, esploratori e incrociatori, siluranti grandi e piccole furono in mare, o per la scorta ai piroscafi di rifornimento, o per il trasporto dei diversi scaglioni del corpo di spedizione italiano in Albania, o infine per i normali servizi di vigilanza e di pattugliamento. Il naviglio leggero, sottoposto ad un elevato logoramento, potrà poi vantarsi di aver efficacemente protetto, prima il rifornimento dei serbi, poi l'esodo dell'Esercito, dei profughi, dei prigionieri in disordinata ritirata verso l'Adriatico. Si trattò di un elevatissimo numero di uomini, circa 200.000, di un gran numero di cavalli (oltre 10.000) e di un non meno grande numero di mezzi.

Le unità austro ungariche cercarono di ostacolare in numerose occasioni la complessa operazione, con attività continua di mezzi aerei, con il minamento delle rotte di accesso ai porti, con azioni di contrasto di squadriglie di cacciatorpediniere con l'appoggio di esploratori e incrociatori ed infine con 19 attacchi condotti a termine da sommergibili. Tutti questi tentativi, resi ancor più pericolosi dal fatto che il teatro delle operazioni era ristretto e che le rotte verso i porti d'approdo erano obbligate, furono mandati a vuoto dalle unità di scorta. Non si registrò che l'affondamento di 3 piccoli piroscafi, due dei quali per urto contro mine, ed il terzo per siluramento avvenuto quando le operazioni di scarico erano già terminate.

A Brindisi quest'operazione è ricordata con una targa commemorativa, quasi silenziosa, come silenziosa e generosa fu l'opera compiuta in ogni ora e in ogni circostanza dalle unità navali:

"Dal dicembre 1915 al febbraio 1916 - le navi d'Italia - con cinquecento ottantaquattro crociere protessero l'esodo dell'Esercito serbo e, con duecento due viaggi trassero in salvo centoquindicimila dei centosettantacinque mila profughi che dall'opposta sponda tendevano la mano".