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La Marineria italiana antica

Francesco Morosini in abito di procuratore di S. MarcoLa posizione geografica dell'Italia, al centro del Mediterraneo, la lunghezza e i ripari offerti dalle sue coste, hanno consentito ai popoli che fin dai tempi antichi si sono successivamente stanziati sui suoi litorali, un rapido sviluppo della navigazione. Etruschi, Siracusani, Tarantini, Anziati hanno percorso per secoli il Mediterraneo con le loro navi da guerra e mercantili, esercitandovi il commercio e la pirateria.

Roma si é affermata anche grazie alle sue navi che sono riuscite a sconfiggere sul mare, il suo elemento, Cartagine. Il declino di Roma é anche dovuto alla decadenza della sua Marina.
Giovanni Da VerrazzanoDopo una lunga stasi, alla fine del Medioevo, nuove potenze marittime sorgono a sostegno delle Repubbliche Marinare: Venezia, Genova, Pisa, Amalfi, ma anche Ancona, Cagliari, Gaeta, Palermo, Messina, Bari, Trani ecc. Marinai italiani, spesso al servizio di altre nazioni, sfruttano le loro capacità e le loro conoscenze nautiche effettuando ardite esplorazioni: da Noli, Ca' da Mosto, Pessagno, i due Caboto, Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Giovanni Da Verrazzano.

La potenza navale di Venezia la rende a lungo padrona dell'Adriatico e egemone nel Mediterraneo Orientale e la contrappone ai nascenti interessi marittimi dei Turchi. A Lepanto, il 7 ottobre 1571, avviene lo scontro fra le flotte cristiane e quelle mussulmane. Veneziani, genovesi, toscani, napoletani con altri marinai italiani, e numerose navi, partecipano al grande scontro vittorioso.

Con la scoperta della Americhe il centro di gravitazione del commercio mondiale si sposta verso l'Atlantico dove si affacciano i nuovi nascenti imperi (Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Olanda, Francia). Il Mediterraneo perde d'importanza, ma non per le città che vi si affacciano.