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Giardino

Uscendo in giardino si incontrano subito una collezione di ancore, tra cui spicca l'ancora "a fungo" utilizzata per l'ormeggio delle grosse boe di ancoraggio nelle rade dei porti, e una collezione di cannoni del XVII e XIX secolo, provenienti dai forti del golfo e dal disarmo delle navi: cannoncino inglese in ferro ad avancarica, riportante ai lati dell'affusto due teste di leone e lo stemma inglese in rilievo, che fu offerto dal duca di Buckingham agli abitanti de la Rochelle nella guerra contro i francesi nel 1631; due cannoni in ferro ad avancarica, riportanti nella parte superiore il monogramma "G.R." in rilievo, sormontato da corona inglese, sbarcati e piazzati sulla Castellana dagli inglesi nel 1815, quando occuparono il golfo di La Spezia; due cannoni Carron (1859) in ferro, su affusto in ferro fuso con 4 ruote.

A seguire il cilindro trasportatore dei "Maiali", il rostro di prora ed un portello appartenuti al leggendario sommergibile Scirè.

Al centro del giardino il Sacrario dedicato ai sommergibilisti caduti per la Patria, opera di F. Marmori, con sculture di C. Ambrogetti; fu inaugurato il 17 ottobre 1987 a ricordo del contributo di sangue e di gloria donato alla Patria dai circa 3.500 sommergibilisti caduti in guerra e in pace.

È impossibile non vedere la statua monumentale (1939) dedicata a Costanzo Ciano, eroe pluridecorato della prima guerra mondiale, opera dello scultore Francesco Messina, uno dei maggiori artisti italiani del XX secolo.

Nella nuova porzione di giardino si staglia la sagoma del minisottomarino MSM1 (1984) di nave Anteo, soprannominato "Woodstock" per il colore giallo dello scafo, utilizzato fino al 2004 per il recupero e l'assistenza a sommergibili sinistrati; aveva un equipaggio di 3 persone, propulsione elettrica, autonomia operativa di 12 ore, capacità di immersione operativa fino a 600 m. di profondità, con scafo resistente fino a 800 m., capacità di imbarcare fino a 13 persone per una evacuazione di emergenza di sommergibile.

Di fronte si trova una sezione dello scafo di nave Elettra, la nave laboratorio di Guglielmo Marconi, in comodato d'uso dal Comune di Santa Margherita Ligure; la nave fu recuperata negli anni '60 dalla ex Jugoslavia ma non fu possibile restaurarla per la musealizzazione, così fu sezionata in varie parti oggi distribuite presso vari musei italiani e esteri.