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Salone Armi Subacquee

Vi si accede dal lato sud del Salone Piano Terra e vi sono esposti siluri, torpedini da blocco, bombe torpedini da getto, torpedini da rimorchio impiegati dalla Marina Militare italiana o da altre Marine nel periodo compreso tra la fine del secolo scorso ed il termine della Seconda Guerra Mondiale.

Ricordiamo alcuni pezzi che rivestono un particolare interesse:

  • due torpedini Bollo la prima (n. 4918) è del tipo m.a. 1917 - 80 t, per fondali fino a 300 m. con una carica di 80 kg. di tritolo e l'altra (n. 213) è del tipo m.a. 1912 - 75 t, per fondali fino a 100 m. ad accensione meccanica e con una carica di 75 kg. di tritolo;(esse furono ampiamente impiegate per i campi minati posati durante la 1a G. M..)
  • un elmo da palombaro (n. 6556);
  • uno scafandro Galeazzi per immersioni di lavoro in alti fondali (n. 5996)
  • una torpedine meccanica automatica (n. 227) (anno 1898); recava una carica di kg. 48 di fulmicotone;
  • una torretta butoscopica per immersioni esplorative in alti fondali (n. 5995).
  • una bomba subacquea WBD (n. 6839): caricata con 125 kg. di fulmicotone, aveva 6 regolazioni per lo scoppio a profondità variabili da 20 a 120 m. (Seconda Guerra Mondiale);
  • una bomba subacquea tipo BAS (n. 6843); portava una carica di 75 kg. di tritolo (Seconda Guerra Mondiale).

Di particolare significato sono i seguenti cimeli costruiti sino al 1920:

  • il siluro Luppis (n.4933), imbarcato sulla Regia pirocorvetta ad elica Caracciolo per le prove di lancio. (E' un cimelio di grande interesse in quanto si tratta di un raro esemplare del primo siluro impiegato nella Marina Militare Italiana. Arma, monoelica, era propulsa da una macchina a 2 cilindri oscillanti (6hp) collegata con un serbatoio di aria compressa a 60 atmosfere. Il siluro aveva una corsa di 150 m., era dotato di una testa caricata con 27 kg. di fulmicotone e, per mantenere la stabilità di rotta, aveva una aletta longitudinale detta impropriamente chiglia.) 
  • un esemplare (n. 199) e due sezioni (nn. 4954 - 4956) del siluro A 34/356 W, costruito a Fiume nel 1882 e con un diametro di 356 mm.; ( l'impiego delle eliche controrotanti ha eliminato la cosiddetta chiglia. Il serbatoio dell'aria, caricato a 70 atmosfere, alimentava una macchina capace di imprimere all'arma una velocità di 22 nodi, per una corsa di 400 m.; la testa era caricata con 34 kg. di fulmicotone.)
  • il siluro tipo A140/450 x 6,64 (n. 197), in parte sezionato; (questa arma fu costruita dal Silurificio Italiano dopo il 1920; la velocità era di 29-32 nodi alle rispettive corse di 6.000-4.000 m.; la testa portava una carica di 140 kg. di tritolo ed il serbatoio aria era carico a 170 atmosfere.)
  • il siluro tipo B20 (n. 196), tutto in lamierino di bronzo, costruito a Berlino nel 1884 da Schwarzkopff; (la pressione nel serbatoio era di 90 atmosfere, la velocità di 22 nodi e la corsa di 400 m.; la testa era caricata con 20 kg. di esplosivo.)
  • il siluro tipo B57(n. 6566), costruito da Schwarzkopff a Berlino e Fiume nel 1888, in lamierino di bronzo;(il serbatoio a 90 atmosfere alimentava una macchina capace di imprimere all'arma una velocità di 27-22 nodi alle rispettive corse di 400-800 m.; la testa portava 57 kg. di esplosivo.)
  • il serbatoio e la testa (n. 195) del siluro tipo A100/450 recuperato dal sommergibile Pullino, il cui incaglio nel luglio 1916 provocò l'arresto ed il martirio di Nazario Sauro;
  • il residuo del siluro(n. 205) recuperato dal sommergibile austro-ungarico U12 affondato presso Venezia nel 1915. (era in dotazione ai cacciatorpediniere ed agli esploratori);

I siluri della 2^ G.M. esposti sono:

  • la parte poppiera del tipo W 200/450 (n. 8573), in dotazione alle torpediniere; (velocità 30 - 40 nodi alle rispettive corse di 8.000 - 4.000 m.; pressione aria del serbatoio 200 kg/cmq.)
  • il tipo S.I. 200/450 x 5,36 (n. 8563) per MAS con lanciasiluri ad impulso laterale; (la testa era caricata con 200 kg. di tritolo, velocità 40 nodi, corsa 3.000 m.)
  • il tipo W 270/533,4 x 7,2 (n. 8562) con testa di esercizio (n. 6905); (in dotazione ai sommergibili, il serbatoio conteneva aria a 200 atmosfere e la macchina da 385 hp consentiva una velocità di 49 - 38 - 30 nodi alle rispettive corse di 4.000 - 8.000 - 12.000 m.)
  • il tipo S.I. 270/533,4 x 6,84 (n. 6904), con testa di servizio (n. 6910); (in dotazione ai sommergibili, è rimasto in servizio fino al 1968. Il serbatoio carico a 200 atmosfere alimentava una macchina da 360 hp che consentiva una velocità di 43 - 33 nodi alle rispettive corse di 4.000 - 8.000 m.)
  • il siluro Tipo W 200/450 x 5,46 "Avio" del 1941 (n. 6906) ; (poteva essere lanciato da un aereo a 100 m. di quota e sviluppava una velocità di 40 nodi con corsa di 3.000 m.)

Nelle vicinanze v'è inoltre un modello (n. 703) di lanciasiluri trinato tipo Silurificio Italiano per armi da 533 mm., installato sulle unità di superficie negli anni 1930 - 1940, 2 esemplari dei primi carretti sperimentali (n. 167) per il lancio da terra dei siluri ed una testa di siluro (n. 204) proveniente da un'arma lanciata nel 1915 da un sommergibile austro-ungarico contro una imbarcazione nelle vicinanze della Spezia.

Le due vetrine, contengono accessori vari per siluri e torpedini, una testa sezionata (n. 4955) appartenente ai siluri A 100/450 in dotazione ai sommergibili della Prima Guerra Mondiale

Alla pareti sono poste le seguenti insegne in tessuto:

  • una fiamma appartenuta (n. 4878) ad unità della Marina austro-ungarica;
  • uno stendardo imperiale austriaco (n. 6851) trovato nell'Arsenale di Pola nel novembre 1918;
  • la fiamma (n. 4830) appartenuta al R.C.T. Crispi (1925 - 1943) recuperata, dopo l'affondamento dell'unità, da un ufficiale tedesco e da questi restituita alla Marina Militare Italiana;
  • la fiamma (n. 2189) ammainata al Pireo sull'incrociatore Eugenio di Savoia (1935 - 1951), prima della cessione dell'unità alla Marina ellenica in esecuzione delle clausole del trattato di pace.
  • un gagliardetto inglese (n. 2717) appartenuto a mezzo d'assalto inglese catturato a Tobruk nel 1942, in occasione di un tentativo di sbarco;
  • lo stendardo reale del Montenegro (n. 12611);
  • la bandiera di Fiume donata dalle donne della città al R.I. Emanuele Filiberto (n. 243) ;
  • la bandiera (n. 9929) che sventolò sull'albero di maestra del C.T. Freccia durante la battaglia di Punta Stilo nel luglio 1940;

Sono esposte inoltre un gruppo di torpedini da rimorchio. Queste erano armi usate durante la Prima Guerra Mondiale contro i sommergibili, rimorchiate a velocità variabili da 2 a 20 nodi, potevano immergersi a quote dai 17 ai 33 m., a secondo la lunghezza del cavo di rimorchio:

  • torpedine da rimorchio francese con 4 antenne (n. 189);
  • torpedine da rimorchio austro-ungarica (n. 210);
  • torpedine da rimorchio tipo Ferrarsi (n. 207);
  • torpedine da rimorchio sperimentale Wicher-Terni (n. 185);
  • torpedine da rimorchio sperimentale Bernardi (n. 184);
  • torpedine da rimorchio tipo Ginocchio 1916/16,2t. (n. 190);

Sono visibili inoltre un gruppo di bombe da getto antisommergibili. Esse, lanciate da navi di superficie, erano in grado di esplodere a quote prestabilite per pressione idrostatica, secondo le regolazioni del congegno d'innesco, oppure ad urto nel caso di incontro dell'ostacolo prima di aver raggiunto la profondità di scoppio.

  • una bomba antisommergibile (n. 6842) impiegata nella Seconda Guerra Mondiale dalle Fregate U.S.A; (ciascuna arma aveva una carica di 13 kg. di esplosivo e l'attacco veniva effettuato con il lancio simultaneo di più bombe.)
  • una bomba torpedine da getto austro-ungarica(n. 182).
  • una bomba torpedine da getto tipo 1917/50 regolabile a 4 profondità (da 15 a 100m.); (era caricata con 50 kg. di esplosivo(n. 5579 e 5580).)
  • due torpedini "de Quillac", modello F/35t per costruzioni retali, recanti ciascuna 35 kg. di esplosivo (n.514).
  • bomba torpedine da getto sperimentale Simion (n. 226);
  • bomba torpedine da getto francese (tipo non identificato) (n. 5583).

Il modello (n. 4786) riproduce la sistemazione poppiera centrale per il lancio, da bordo dei sommergibili posamine classe "Foca" (Seconda Guerra Mondiale), delle mine da blocco tipo a.e. TV 200/800, contenenti una carica di 200 kg. di tritolo fuso.

Di seguito sono elencate le torpedini ad ancoramento:

  • torpedine da blocco estera, tipo non identificato (Prima Guerra Mondiale) (n. 230/4);
  • torpedine sperimentale "Scontrauer" (Prima Guerra Mondiale) (n. 186);
  • involucri per torpedini da blocco di tipo non identificato (n. 6836 e 6837);
  • antica torpedine austro-ungarica, di tipo sconosciuto (n. 187);
  • torpedine ad ancoramento (n. 6874);
  • torpedine di bronzo, tipo "Elia" (Prima Guerra Mondiale) (n. 183) e relativo scandaglio n. 230/2);
  • involucro torpedine estera, tipo non identificato (Prima Guerra Mondiale) (n. 230/3);
  • torpedine estera di tipo non identificato (Prima Guerra Mondiale) (n. 6817);
  • torpedine da blocco francese (anno 1898) (n. 188);
  • torpedine austro-ungarica (Prima Guerra Mondiale) (n. 191).