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Sala Marcomi

Dalla sala principale si accede alla Sala Marconi, recentemente realizzata (2017) che custodisce la più importante collezione al mondo di apparati originali marconiani e che testimonia la sua lunga collaborazione con la Marina italiana ed il ruolo importante che essa svolse nell'evoluzione della radio.

Nella teca di fronte all'entrata sono presenti gli elementi principali di un sistema trasmittente e ricevente inventato da Marconi nel 1896, che gli valse la paternità dell'invenzione della radiotelegrafia, e le zone telegrafiche originali che riportano scritti i messaggi in alfabeto Morse scambiati con nave San Martino il 17 luglio 1897 nel golfo della Spezia, durante le prime prove al mondo di radiotelegrafia navale che rivoluzionarono per sempre l'andar per mare e la sicurezza della navigazione. Dalla teca emergono, oltre ai nastri già citati, un rocchetto di Ruhmkorff, uno spinterometro, un coherer ed un ricevitore a coherer originali, costruiti tra il 1898 e il 1902. Al muro due fotografie di Marconi durante le prove del 1897 svolte dal piazzale retrostante il museo.

Nella teca al centro della stanza adiacente, un ricevitore a detector magnetico, inventato da Marconi nel 1902, di cui sono esposte le zone telegrafiche relative alla sperimentazione svolta dallo scienziato con la corazzata italiana Carlo Alberto. Nella teca a parete alcuni apparati dei primi anni del XX secolo costruiti dall'arsenale della Spezia su brevetto proprio o su licenza di Marconi, che aveva concesso alla Marina italiana il permesso di riprodurre, modificare ed utilizzare gratuitamente tutti i suoi brevetti.