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Salone Piano Terra

La visita al salone principale inizia sulla sinistra con la sezione dedicata alla storia della città della Spezia. Un video spiega come il capoluogo del golfo fosse un borgo di soli 6.000 abitanti nel 1860 e, a seguito della costruzione dell'arsenale, in soli 10 anni raggiunse i 60.000 abitanti. Uno sviluppo incredibile che testimonia la grandezza e la genialità del suo ideatore, Domenico Chiodo, ufficiale del Genio militare che riuscì a progettare e realizzare contemporaneamente la base militare e la città che avrebbe accolto la manovalanza necessaria a costruirla, proveniente da ogni parte d'Italia.

Il plastico di Orsati (1863) mostra i motivi della scelta di questo golfo per la costruzione del più grande e più moderno arsenale navale dell'epoca in Europa: una serie di alte colline cingono il golfo su tre lati e lo difendono naturalmente dai forti venti e dal mare agitato; ben 42 fortificazioni lo resero inattaccabile da terra e da mare, grazie alla maggiore gittata delle artiglierie poste sulle alture, favorendo la nascita di un polo industriale militare e civile di primaria importanza. Nessuno provò ad attaccarlo per decenni e solo con lo sviluppo dell'arma aerea, durante la seconda guerra mondiale, il polo industriale fu pesantemente bombardato e danneggiato, come si vede bene dal plastico che ritrae la base navale nel 1945.

Nelle teche seguenti si dipana la storia delle costruzioni navali nel tempo, con bei modelli di imbarcazioni che vanno dalle zattere preistoriche alle navi egizie, greche, romane e medievali, insieme ad alcuni reperti originali e modelli delle navi romane del lago di Nemi. Di fronte, l'imponente ottica rotante del faro dell'isola del Tino illumina a fasci la sala e ci rammenta la figura di San Venerio, oggi santo patrono dei faristi; intorno alcune teche contengono modelli enormi di velieri italiani del XIX secolo, tra i quali la Beatrice, ultima nave costruita dai Savoia (1815) per combattere la pirateria nel Mar Ligure e in Sardegna. Tre modelli didattici di architettura navale rappresentano gli spaccati dello scafo della nave Palestro (1871), prima nave corazzata progettata e costruita interamente in Italia, l'ultima ad armamento velico e scafo in legno; i modelli mostrano bene il ridotto corazzato dove erano posti i pezzi di artiglieria principali.

Al termine della visita delle altre sale a piano terra si rientra nella sala principale dal giardino e, sulla sinistra, si incontra una teca dedicata alle due più importanti esplorazioni polari che hanno visto la partecipazione della Marina italiana: la spedizione del 1899 -1900 organizzata dal Duca degli Abruzzi con la nave Stella Polare, di cui è presente il modello della nave e oggetti originali della spedizione che batté il record dell'epoca di avvicinamento al polo Nord; la spedizione del 1928 organizzata dal generale Umberto Nobile con il dirigibile Italia da lui progettato, di cui è presente l'intera stazione radio e in particolare la radio di emergenza Ondina, costruita nell'arsenale della Spezia e consigliata a Nobile da Guglielmo Marconi, la quale permise al radiotelegrafista di Marina Giuseppe Biagi di trasmettere la propria posizione e permettere così il salvataggio dei superstiti.

Di seguito ci si imbatte in oggetti di enormi dimensioni di attrezzatura navale che richiamano l'epopea della vela: un bozzellone triplo (taglia), che serviva per alare le navi sullo scalo; una Testa di Moro, destinato a congiungere gli alberi maggiori con quelli di gabbia e questi con gli alberetti; un velaccio di nave Vespucci, sostituito a seguito di un danneggiamento, completo dell'attrezzatura.

Si giunge così nella cosiddetta area Eroica, dove sono esposti alcuni mezzi d'assalto della prima e della seconda guerra mondiale che celebrano gli eroi che hanno fatto grande la Marina italiana, dei quali il museo conserva importanti cimeli. Nell'ordine una sezione del barchino Grillo, protagonista di alcuni audacissimi tentativi di forzamento dei porti austriaci; la bandiera di navigazione del MAS con cui Costanzo Ciano l' 11 febbraio 1918 compì la "beffa di Buccari", che riporta la scritta e la firma autografe di Gabriele d'Annunzio che quella notte inventò il motto dei MAS "Memento audere Semper"; una teca dedicata all'impresa di Premuda, con la quale il 10 giugno 1918 il MAS comandato da Luigi Rizzo "l'affondatore" silurò e affondò la corazzata austriaca Santo Stefano la Marina festeggia annualmente la propria festa in occasione di questa ricorrenza; l'unico esemplare esistente della Torpedine semovente Rossetti "Mignatta", ideata e costruita nell'arsenale della Spezia da Raffaele Rossetti, con la quale insieme a Raffaele Paolucci forzò il porto di Pola il 31 ottobre 1918 e affondò la corazzata austriaca Viribus Unitis.

A seguire un'ampia area dedicata ai mezzi d'assalto della seconda guerra mondiale che si apre con un Barchino esplosivo originale e il busto di Luigi Faggioni, che il 25 marzo 1941svolse la vittoriosa azione di Suda dove affondò l'incrociatore britannico York; dietro di lui un MTM-SMA o motoscafo silurante, protagonista di diverse audaci azioni degli assaltatori in Mediterraneo e in Mar Nero; nell'angolo una monumentale composizione a perenne ricordo "del più stupendo equipaggio di sommergibile che mai abbia avuto il mondo", composta dalle lamiere contorte recuperate dal relitto del sommergibile Scirè; nella teca un Siluro a Lenta Corsa o "Maiale", evoluzione della Mignatta di Rossetti, un modello del sommergibile Scirè, che mostra come erano sistemati i cilindri trasportatori dei maiali, e l'orologio subacqueo Panerai Radiomir n. 01, appartenuto ad Ernesto Notari, comandante della missione Olterra dopo la morte di Licio Visintini; sulla parete è posto lo specchio di poppa della nave sormontato da una fotografia dell'epoca della baia di Gibilterra in cui si vede la nave ormeggiata ad Algesiras; di lato al ricostruzione della prora dell'unità e della base segreta realizzata al suo interno dagli assaltatori di Marina.