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Salone Superiore

Nel Salone Superiore sono raccolti modelli e cimeli che riguardano la Marina Militare del periodo che va dalla fine dell'800 ai giorni nostri. Appena entrati, sulla destra è sistemata una pettiglia (n. 948) della I.R.N. Helgoland ed il fregio montato sulla serpa del bompresso della Stella Polare, unità con la quale il Duca degli Abruzzi effettuò la spedizione Polare Artica nel 1899-1900. Subito nella vetrina n. 66 troviamo:

  • il modello dell'unità (n. 960) e la campana (n. 694), la pazienza (n.221), la bussola (n.123), alcuni fanali, utensileria da cucina ecc.; provenienti dalla Stella Polare;
  • una foto dell'ammiraglio Cagni (n. 6779) che prese parte a quella spedizione.

In questa vetrina sono esposti anche altri cimeli relativi alla spedizione polare effettuata dal dirigibile "Italia" comandato dal generale dell'Aeronautica Umberto Nobile: il dirigibile andò perduto il 25 maggio 1928 sui ghiacci del Polo Nord ed i superstiti si salvarono perché la radio trasmittente, recuperata tra i rottami insieme con quella ricevente, fu rimessa in ordine dal radiotelegrafista Biagi e dal Comandante Zappi.

Sono esposte infatti le due cassette contenenti sia la radio trasmittente (un Ondina campale tipo S), sia la radio ricevente (tipo Burndept ad onde corte di 12-100 metri) con l'antenna di fortuna ed il relativo cavo aereo; nella stessa vetrina è conservato lo stemma della R.N. Città di Milano che partecipò a questa spedizione quale nave appoggio.

Sulla parete dietro la vetrina vediamo:

  • un crocefisso in legno (n. 5817) ed una targa con il motto "Dio e Patria" provenienti dal R.I. San Marco (1908 - 1947);
  • un madonnina in terracotta (n. 6003) proveniente dalla corazzata Doria (1913 - 1956);
  • il grafico (n. 6882) delle rotte della Stella Polare nella spedizione già citata;
  • la volata di un cannone da 203 mm. (n. 117) del R.I. Bolzano (1932 - 1944) colpito da proiettile nemico nella battagli di Punta Stilo del luglio 1940;
  • un fregio con motto (n. 863) della R.T. Animoso (1913 - 1923);

Nella vetrina accanto la n. 67, dedicata ai primordi della radiotelegrafia, sono esposti alcuni apparati RT e cimeli di notevole interesse storico e fra essi citiamo:

  • la cassetta in legno (n. 963) con targa ricordo delle "zone" di marconigramma scambiati fra la R.N. Vettor Pisani e la stazione RT posta nella Legazione Italiana di Pechino nel 1903;
  • la targa (n. 964)che ricorda che la R.N. Pisani, prima fra le navi nel mondo, aprì le comunicazioni radiotelegrafiche fra il Pacifico e Pechino il 14 ottobre 1903;
  • la foto scattata (n. 968) a ricordo delle prime esperienze con stazioni riceventi mobili, effettuate da Guglielmo Marconi alla Spezia sul rimorchiatore n. 8 nel luglio 1897;
  • la targa (n. 965) della R.N. Regina Elena a ricordo dei primi esperimenti in radiotelefonia effettuati a bordo da Marconi nel marzo 1914, riuscendo a comunicare fra navi alla distanza di 71 km;
  • un primo esemplare (n. 5019) di ricevitore a cristalli;
  • un primo esemplare (n. 9197) di trasmettitore a valvole costruito presso l'Arsenale della Spezia;
  • una riproduzione del volto di Marconi (n.9753);
  • un apparato R.T. (n. 114) usato da Marconi;
  • i primi radiotelegrammi (n. 9483) trasmessi dalla Stazione Poldhu e ricevuti dalla R.N. Carlo Alberto;
  • la targa (n. 966) ricordo della presenza di Marconi a bordo della R.N. Carlo Alberto il 26 giugno 1902, dinanzi a Poole, per inaugurazione del primo ricevitore magnetico da lui inventato e donato alla nave;
  • uno dei primi ricevitori (n. 5003) costruiti nell'Arsenale della Spezia;
  • una macchina telegrafica Morse (n.6736);
  • uno strumento (n. 5025) costruito alla Spezia in base a studi effettuati del prof. Artom e che permise la realizzazione del radiogoniometro nella 1a guerra mondiale.

Lungo la parete sud, accanto alla vetrina n. 67, è sistemato lo scudo (n.4881) prodiero recuperato dal R.I. Trieste, affondato alla Maddalena nel 1943, ed un copribitta dell'incrociatore Montecuccoli (n. 6019).

Ai lati del nominativo del R.I. Emanuele Filiberto (1934 - 1949) sono posti due fregi (n. 809) provenienti del R.C.T. Rossarol, un fregio ligneo dorato della corvetta Costituzione ed il fregio della R.F. Conte Verde (1870 - 1880).

Nella vetrina n. 68 sono esposti alcuni materiali per siluri ed in particolare :

  • un acciarino tagliareti (n. 5001);
  • un anello per reti parasiluri (n. 5034);
  • un acciarino per testa di siluro austriaco (n. 5599);
  • due piccoli telemetri stereoscopici;
  • una serie di guidasiluri giroscopici.

Nella successiva vetrina n. 69 sono sistemati alcuni traguardi luminosi tipo Panerai per servizio rotta, alcuni indicatori per lancio siluri, altri traguardi per lancio siluri e una serie di guidasiluri giroscopici.

Proseguendo incontriamo poi una serie di foto relative al S.T.V. Calderara, che è stato il primo pilota italiano a conseguire il brevetto e l'inventore dell'idrovolante, un esemplare del quale fu da lui costruito e provato nel 1907. Il suo idrovolante venne collaudato alla Spezia nel 1911 dove fu costruito l'idroscalo, mentre a Venezia veniva aperta la scuola idrovolanti.

Lungo questa parete vediamo alcuni nominativi in bronzo, alcuni fregi, vari crest ed alcune targhe provenienti da Unità varie.

Di fronte alla parete est, spiccano:

  • i nominativi delle corazzate Italia e Vittorio Veneto;
  • la bandiera di bompresso (n. 6051) in uso nella Marina fino al 1946 e quella attuale (n. 6903) con gli stemmi delle quattro Repubbliche marinare;
  • i ritratti dei sovrani di Casa Savoia pervenuti da Unità varie;
  • quattro bei fregi dipinti provenienti dalla corazzata Lepanto (1883 - 1914).

La vetrina n. 80 occupa tutta la parte inferiore della parete e vi sono esposti :

  • una foto (n. 11307) della M.O. Ammiraglio Carlo Bergamini, perito sulla corazzata Roma il 9 settembre 1943;
  • un copribitta in bronzo (n. 2169) proveniente dall'incrociatore Duca degli Abruzzi (1936 - 1961);
  • due stemmi in bronzo di Bari (n. 758) e di Foggia (n. 759) provenienti dalla R.N. Puglia (1898 - 1923);
  • due bandiere in seta rossa (nn. 8713 - 8714) donate rispettivamente dalle donne di Zara e di Sebenico all'ammiraglio Millo nel 1920;
  • alcuni cofani portabandiera di combattimento, artisticamente lavorati;
  • una foto ed alcune medaglie della M.O. Ammiraglio Aldo Cocchia;
  • un frammento (n. 119) della murata del R.C.T. Oriani colpito da proiettile di piccolo calibro il 28 marzo 1941;
  • il modello della Nave Reale Savoia (1923 - 1943);

I seguenti cimeli sono sistemati lungo la parete Nord :

  • un bel copribitta (n. 140) in bronzo della corazzata Vittorio Veneto;
  • fregi e targhe diversi di Unità varie;
  • due fregi con iscrizioni in arabo (n. 755) recanti il nominativo della nave trasporto Derna, catturata a Tripoli e denominata in seguito nave trasporto Bengasi;
  • la foto del capitano Verri (n. 5239);
  • la campana, fregi vari e targhe provenienti dalla R.N. Pisa;
  • il busto in gesso dell'amm. Acton (n. 2147);
  • due mezze ruote del timone dell'incrociatore austro-ungarico Habsburg;
  • due stemmi (n. 41), uno sabaudo e l'altro del Montenegro, provenienti dalla R.N. Trinacria;
  • un bel fregio in legno dorato (n. 1632), proveniente dalla corvetta Costituzione;
  • il nominativo poppiero della corazzata Duilio (1876 - 1909);

Nella vetrina n. 76 si notano:

  • un modello di elevatore (n. 6197) per munizioni, del tipo Ferruccio;
  • alcune bombe a mano di vari tipi;
  • un frammento di proiettile (n. 9922) da 381 che colpì la R.N. Cesare durante la battaglia di Punta Stilo nel luglio 1940;
  • un frammento di proiettile inglese da 381 recuperato dopo il bombardamento di Genova del 9 febbraio 1941;
  • due palle incatenate (n. 587) del XVII secolo.

Nella vetrina n. 75 di notevole vi sono:

  • il modello (n. 5836) del progetto Cagnotto per una catapulta per aereo;
  • un alzo (n. 1832) per cannone da 152 dell'incrociatore russo Variag;
  • alcuni guidasiluri giroscopici.

Proseguendo, è visibile il modello (n. 6795) del bacino n. 4 dell'Arsenale della Spezia con una nave a secco, che dà l'idea delle operazioni necessarie per la messa a secco di una unità.

Sulla parete ovest, prima dell'uscita dal Salone, è sistemata la mezza ruota del timone dell'incrociatore austro-ungarico Greif, il nominativo di poppa del C.T. Carabiniere (1938 - 1965).

Nella vetrina n. 46 sono esposti una serie di mezzi modelli di Unità varie.

Al centro del Salone nella vetrina n. 78, posta parallelamente alla parete est ed affiancata dai busti di Giuseppe Garibaldi e del Conte di Cavour sono esposte le tre parti del modello della pirofregata corazzata Palestro (1871 - 1900), prima unità impostata sullo scalo di San Bartolomeo alla Spezia e affondata a Lissa, al comando dell'eroico Alfredo Cappellini, il cui busto è esposto accanto ai modelli. Nelle stessa vetrina vediamo anche due proiettili (n. 127), sparati dai cannone della Formidabile contro il Forte della Madonna nell'insenatura di Porto San Giorgio a Lissa.

Nella vicina vetrina n. 79 notiamo:

  • un modello (n. 6209) di una sezione trasversale dell'incrociatore Zara (1930 - 1941);
  • un modello di una sezione trasversale della cisterna Brennero (1921 - 1954), in cui è visibile la struttura ideata dal generale Pugliese ed applicata per la prima volta su una nave da carico, per la protezione subacquea;
  • alcuni cimeli di Nave Abruzzi (una campana (n. 716), delle targhe con motti vari (n. 712), un fregio (n.6939), la ruota del timone (n. 715) e dei tappi di volata (n. 714);
  •     * un modello dell'Incrociatore corazzato Amalfi (n. 69), varato nel 1908, perduto per un siluramento in Adriatico nel luglio 1915;
  • un modello del R.I. Garibaldi (1889 - 1915) (n. 61) costruito su progetto del Masdea ed andato perduto in Adriatico per siluramento nel luglio 1915;
  • un modello del Incr. A.Doria (n. 5992);
  • un modello del C.T. Impavido (n. 5993);
  • un modello del Fregata V. Fasan (n. 4882);
  • un modello del Corvetta Grosso (n. 6247);
  • un modello del Silurante Saetta (n. 9459);

Nella vetrina n. 70 sono esposti cimeli ed apparecchiature relative al Servizio Navigazione. Vediamo infatti:

  • una bussola (n. 526) per palischermi, costruita nell'Arsenale di Venezia durante il dominio austriaco;
  • una bussola compensata (n. 517) tipo Peichl costruita a Trieste e proveniente dalla I.R.N. Lissa;
  • un cronometro di bordo (n. 10846);
  • una bussola (n. 5998) per mezzo d'assalto tipo "barchino";
  • un sestante francese (n. 31);
  • un ottante inglese (n. 564) anche in ebano e con graduazioni in avorio.
  • un ottante francese (n. 563) in ebano e graduazioni in avorio;
  • un sestante (n. 4827) per la misura dell'altezza del Sole e delle Stelle, ed una borraccia (n. 4828) appartenute al grande ammiraglio Thaon di Revel;
  • uno strumento (n. 4787) NOSKA destinato al calcolo del punto nave mediante la materializzazione del triangolo di posizione;
  • due lastre di rame (n. 9067 - 9065) preparate per la stampa di alcune carte nautiche;
  • due bussole (nn. 2140 - 2141) per imbarcazioni;
  • un correttore (n. 528) per bussola magnetica della corazzata austro-ungarica Tegetthoff;
  • una bussola (n. 530) spagnola del 1792;

Nella vetrina n. 71 sono esposti :

  • cofani per bandiere di combattimento;
  • alcune campane provenienti da Unità di vario tipo;
  • alcuni tappi di volata in bronzo ed in alluminio.
  • un modello della Nave cisterna Brenta (n. 8748);
  • un modello del C.T. Audace (n. 9083);
  • un modello della Fregata a.s. Zeffiro (n. 11760);
  • un modello dell' Aliscafo Sparviero (n. 11791);
  • un modello del Portaeromobili Giuseppe Garibaldi (n. 11875).

Nella vetrina n. 72 sono esposti alcuni modelli di sommergibili del passato e tra gli altri materiali ivi esistenti notiamo:

  • Il nominativo (N. 6040) Del Smg. Jalea, affondato davanti a Gaeta nell'agosto 1915;
  • Una medaglia d'argento con relativo Nastro (N. 1185) contenuta in custodia in bronzo;
  • La Stella di prora (N. 4760) della R.N. Duilio (1876 - 1909);
  • Alcuni cimeli (N. 9648) provenienti dal R.C.T. Sella, affondato il 9 settembre 1943 a 30 miglia da Venezia;
  • Un Clinometro (N. 5875) del Smg. Menotti (1929 - 1948): era sistemato dinanzi al posto di comando dei timoni di profondità e serviva per il controllo dell'assetto longitudinale e per le variazioni dinamiche di quota;
  • Una targa in bronzo (N. 574) dell'esploratore Quarto (1911 - 1939);

Nella vetrina n. 73 sono raccolti alcuni modelli di Unità navali.

Nella zona inferiore sono sistemati:

  • un modello (n. 849) di vascello a due ponti;
  • un bel modello dello scafo (n. 2069) di incrociatore torpediniere dotato di sperone molto pronunciato;
  • il modello (n. 954) della cannoniera Risoluta e quello della batteria corazzata Voragine costruite per la difesa dell'estuario veneto e demolite dopo brevissima vita;
  • un modello della corvetta Caracciolo (n. 6848); questa era la corvetta napoletana Brillante che, all'atto della fusione con la Marina sarda, era sullo scalo di Castellammare di Stabia;
  • un modello (n. 953) della pirofregata corazzata Roma (1865 - 1895) che appoggiò dal mare nel 1870 le operazioni militari per la presa della capitale; (di questa unità esistono anche due cimeli costituiti da un bel fregio in legno (parete sud- n. 4), raffigurante una lupa romana, e da un fregio anche in legno (parete nord - 4/1) recante la scritta SPQR);
  • un modello (n. 774) di nave a ruote con invasatura in legno;
  • Nella zona superiore sono sistemati:
  • il modello (n. 63) della corazzata Regina Margherita (1901 - 1916), unità progettata del Brin e dal Micheli e perduta per mina a Valona nel dicembre 1916;
  • il modello (n. 68) della R.C. Sardegna (1890 - 1923) progettata del Brin;
  • il modello (n. 57) della R.C. Italia (1880 - 1921) progettata del Brin, insieme con la Lepanto; (fu tra le prime navi con compartimentazione cellulare e primo esempio di grande unità veloce, con forte armamento, scarsa protezione e grande autonomia).
  • il modello (n. 54) della R.C. Duilio (1876 - 1909) progettata dal Brin e costituente, con la gemella Dandolo, il gruppo delle più potenti navi da battaglia dell'epoca;

Altri importanti modelli si trovano nella vicina vetrina n. 77:

  • il modello di aereo tipo "Curtiss";
  • il modello di un progetto della OTO, nel periodo 1930 - 1935, per un incrociatore da battaglia;
  • il modello (n. 89) della nave da battaglia Dante Alighieri (1910 - 1928); (progettata dal Masdea, fu la prima dreadnought italiana e su questa Unità furono imbarcati i primi idrovolanti del servizio aeronautico per la Marina Militare.);
  • il modello (n. 80) della sezione longitudinale della corazzata Vittorio Emanuele (1904 - 1923) progettata dal Cuniberti;
  • il modello (n. 1635) della nave da battaglia Leonardo da Vinci (1911 - 1916) progettata dal Masdea e gemella della Cavour e della Cesare; (queste due ultime unità furono sottoposte a trasformazione nel 1933, mentre la Leonardo affondò in Mar Piccolo a Taranto nell'agosto 1916. Trattasi di un vecchio modello, inizialmente appena abbozzato, in scala 1:50, servito per studiare il problema del recupero dell'unità; esso poi è stato totalmente rifatto e completato nel Laboratorio di questo Museo;
  • alcuni cimeli prelevati a bordo della Leonardo, dopo il recupero dell'Unità;
  • il modello (n. 129) della torpediniera Gabbiano (1907 - 1921);
  • il modello (n. 128) della torpediniera Rismondo (ex austro-ungarica TB II arresasi nel 1917);
  • il modello (n. 1636) delle torri trinate e dei gallegianti sistemati sulle torri della Leonardo da Vinci, per il recupero delle stesse con unità immessa capovolta in bacino;
  • il modello di un progetto del generale Rota, del 1925, per una portaerei.

Nella vetrina n. 74 infine vi è una miscellanea di cimeli, ma ciascuno con un'importanza del tutto particolare; tra essi citiamo:

  • la riproduzione del volto di Gabriele D'Annunzio;
  • la copia del manifesto tricolore (n. 741) lanciato da D'Annunzio durante il raid su Vienna nella 1a G.M.;
  • due pugnali somali (n. 975 - 980) appartenuti al C.F. Mongiardini trucidato dai somali nel 1896;
  • un paio di spalline (n. 5811) da Ufficiale Ammiraglio austro-ungarico;
  • il cofano (n. 933) e fiamma della R.N. Libia (1912 - 1937), ex Incr. turco Drama, impiegata per campagne oltremare e coloniali;
  • una lampadina tascabile (n. 6061) con la quale fu illuminata, nella notte tra il 25-26 febbraio 1917, la cassaforte del Consolato austriaco a Zurigo scassinata da un gruppo inviato dal Servizio Segreto italiano; (furono così trovati i nomi delle spie ed il notamento delle opere italiane da sabotare, consentendo di stroncare l'attività delle spie austriache nel nostro territorio.);
  • un quadro (n. 6971) con i distintivi di grado della Marina austro-ungarica;
  • un cofanetto (n. 75) con un frammento della cassa che contenni i resti del generale La Marmora, fondatore dei Bersaglieri, morto nella spedizione di Crimea nel 1855 a Kadikol; le sue ceneri furono trasportate in Italia nel 1911 dal R.I. Agordat;
  • una marsina (n. 6937) da Sottufficiale;
  • la giacca (n. 5860) della divisa del comandante Federico Paolini, M.O. al Valor Militare;
  • alcune feluche, tra le quali vediamo quella appartenuta alla M.O. Andrea Bafile e quella di un Ufficiale ammiraglio austro-ungarico;
  • un paio di spalline (n. 5864) appartenute alla M.O. Domenico Millelire, di cui è a tutti noto l'eroico comportamento nella difesa della Maddalena nel 1793 contro il corpo di spedizione comandato da Napoleone Bonaparte;
  • un orologio ed altri cimeli del C.V. Enrico Baroni M.O. al Valor Militare;
  • uno spadino (n. 11344) per allievo della Scuola Navale di Napoli;
  • un altare da campo (n. 11720) della R.N. Sardegna, completo di paramenti e oggetti sacri;
  • alcuni biglietti di banca (n. 11009) e monete recuperate sulla R.N. Trieste;
  • la fioriera, i candelabri, i portacaraffe, i portatovaglioli, i portadolci per mensa ufficiali di bordo;
  • due cappottine (n. 8733 - 8739);
  • alcuni elmetti italiani e tedeschi.