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Il Sacrario delle Bandiere al Vittoriano

Il Sacrario delle Bandiere, a cui si accede da via dei Fori Imperiali/via San Pietro in Carcere, raccoglie e custodisce le Bandiere di Guerra dei Reparti disciolti, delle Unità Navali radiate dal quadro del naviglio dello Stato, nonché le Bandiere degli Istituti militari e delle unità appartenenti ai Corpi armati dello Stato disciolti.

Presso il Sacrario sono custoditi anche cimeli, particolarmente importanti, relativi alle guerre combattute dalle Forze Armate italiane. All'interno del Sacrario è inoltre ubicato il Sacello del Milite Ignoto, in cui furono tumulate nel corso di una solenne cerimonia, il 4 novembre del 1921, le spoglie non identificate di un soldato caduto nel corso del primo conflitto mondiale. Gli spazi intorno al Sacello sono stati valorizzati mediante la realizzazione di un'area in cui i visitatori possono vedere il filmato che mostra il viaggio in treno da Aquileia a Roma della salma del Milite Ignoto. L'area fu inaugurata nel 1968, in occasione del cinquantenario della vittoria nella Prima Guerra Mondiale.

Il Sacrario è diviso in due parti. Partendo dal piano terra si può visitare il Museo Sacrario della Marina Militare Italiana, inaugurato il 14 giugno 1961 nel quadro delle manifestazioni indette per celebrare i cento anni di vita della Marina Militare.

Qui sono custoditi alcuni dei cimeli più significativi dei due conflitti mondiali: il MAS 15 con cui, all'alba del 10 giugno 1918, nei pressi di Premuda, Luigi Rizzo effettuò il suo audace attacco contro una formazione navale austriaca, che culminò con l'affondamento della corazzata Szent Istvan; accanto, il Siluro a Lenta Corsa o "Maiale" e una parte dello scafo del sommergibile Sciré che è stata invece recuperata, molti anni dopo la fine del conflitto, nelle acque di Haifa dove era stato affondato nell'agosto del 1942. La sua fama è legata in maniera imperitura all'azione del 19 dicembre 1941, quando gli incursori della Marina misero fuori combattimento due corazzate britanniche, la Queen Elizabeth e la Valiant, danneggiando anche la petroliera Sagona. Intorno a questi cimeli sono raccolte le Bandiere di Combattimento e gli Stendardi Navali già appartenute alle Unità della Regia Marina e della attuale Marina Militare. Si tratta di 272 Bandiere di Combattimento, di 82 Stendardi Navali e di 220 cofani portabandiera. Una raccolta unica di bandiere, spesso contenute in preziosi cofani donati da città e da associazioni, che rievocano oltre un secolo di storia navale con i nomi stessi delle Unità che, dal 1861 ad oggi, la Marina ha impiegato al servizio dell'Italia. Al piano superiore sono custodite le Bandiere di Guerra dei reparti disciolti delle Unità dell'Esercito, dell'Aeronautica e dei Carabinieri, nonché della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato.

Tra le innumerevoli e gloriose Bandiere vi sono quelle della Fregata Re di Portogallo, che si batté valorosamente a Lissa; della corazzata Duilio, che al suo nascere rivoluzionò la tecnologia navale dell'epoca; degli incrociatori Cristoforo Colombo, Liguria, Piemonte, che portarono il tricolore ad ogni angolo del mondo; dei dirigibili Città di Iesi e Città di Ferrara; dell'incrociatore Carlo Alberto, che partecipò attivamente alle esperienze di Guglielmo Marconi.

Numerose inoltre le insegne dei cacciatorpediniere e delle torpediniere che combatterono nelle guerre del Ventesimo Secolo, tra cui quella del caccia Da Recco, unico superstite della gloriosa classe "Navigatori". Vi sono poi le bandiere del Vittorio Veneto e dell'Italia, potenti Navi da battaglia della Seconda Guerra Mondiale, del Doria e del Duilio, che parteciparono sia al primo che al secondo conflitto; così come di alcuni sommergibili. Di particolare coinvolgimento sono le bandiere lacerate dagli stessi militari catturati per nasconderle e non farle così cadere in mano al nemico, ogni singolo pezzo è stato custodito dai militari e a guerra finita la bandiera è stata ricomposta.

La più antica bandiera attualmente conservata nel Sacrario è quella della fregata Garibaldi, già napoletana Borbone, incorporata nella Regia Marina nell'anno 1860. Fra quell'anno e i giorni nostri si snoda, attraverso le Bandiere di Combattimento del Sacrario, la cronistoria della Marina Italiana, le cui pagine bianche sono idealmente riempite dal commosso ricordo delle navi che scomparvero combattendo.