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Il futuro

La principale sfida futura per le Forze Aeree della Marina è il rinnovamento della linea aerotattica imbarcata sulla Portaerei Cavour, con la sostituzione degli AV8B PLUS con il velivolo Joint Strike Fighter F-35B, versione a decollo corto ed appontaggio verticale (STOVL - Short Take Off and Vertical Landing), in modo da garantire la continuità della capacità sea-based con il nuovo velivolo dal 2023.
L’F-35B è un aereo dalle rivoluzionarie capacità operative, che sarà supportato da un sistema logistico di portata globale, consentendo alle Forze Aeree della Marina di disporre di un velivolo di 5^ generazione, conseguendo capacità di avanguardia nei settori aria-aria, aria-suolo e anti-nave.

L’acquisizione del velivolo F-35B permetterà alla componente aerotattica imbarcata di ampliare lo spettro delle missione eseguibili, quali ad esempio SEAD (Supression of Enemy Air Defence), EW (Electronic Warfare) e ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance), incrementando notevolmente il potenziale di Nave Cavour che sarà in grado di generare un pacchetto di velivoli capaci di intervenire in piena autonomia anche nei contesti operativi più complessi.
Su disposizione dell’Autorità Politica, alla Marina Militare saranno destinati 15 F-35B. fF35.jpgI primi tre saranno temporaneamente destinati presso la sede addestrativa USMC di MCAS Beaufort (US). L’addestramento in US è necessario per la formazione iniziale del primo nucleo di Piloti della componente aerotattica della Marina. Parallelamente, nel 2018, avrà inizio il processo di adeguamento di Nave Cavour agli standard del velivolo F-35B, così da potere imbarcare la componente addestrata a Beaufort nel 2020, al termine del processo di adeguamento dell’Unità. Alla fine del 2011, infatti, la Portaerei Cavour ha conseguito la piena operatività con gli aeromobili attualmente in forza, fra cui gli aerei AV-8B Plus, ma non è ancora pronta a ricevere l’F-35B. Il motivo sta nel fatto che la nave è stata progettata e impostata quando il Programma F-35 era nella fase iniziale e quindi non erano ancora disponibili tutte le necessarie informazioni sul nuovo aereo. Per tale ragione, lo Stato Maggiore Marina sta portando a termine la fase di progettazione per realizzare le modifiche necessarie per impiegare il nuovo aereo, che tuttavia sono molto contenute, dal momento che la nave è stata costruita con grande lungimiranza, soprattutto per quanto riguarda il peso e l’ingombro del velivolo. In particolare lo spessore della lamiera del ponte di volo del Cavour è superiore a quello delle navi anfibie americane sulle quali è destinato a imbarcare lo STOVL dei Marines. Tale caratteristica non è trascurabile in considerazione delle ben più alte sollecitazioni (peso, calore e pressione dei gas di scarico) che subirà il ponte di volo con l’imbarco del F-35B rispetto alle operazioni con l’AV-8B Plus. La nave completerà i lavori di adeguamento entro il 2020, quando rientrerà dagli US al termine del processo di certificazione con i primi STOVL a bordo, anch’essi di rientro dagli US. Il binomio Cavour/F-35B rappresenterà un deciso passo in avanti nelle capacità di proiezione sul mare e dal mare in virtù del fatto che il nuovo velivolo sarà decisamente più capace rispetto all’AV-8B Plus.

Un’altra fondamentale sfida per le Forze Aeree della Marina è costituita dall’integrazione a bordo delle Unità Navali di aeromobili a pilotaggio remoto, i cosiddetti Unmanned Aerial Systems (UAS), sistemi in continua e forte espansione. Tali assetti non sono destinati a sostituire gli aeromobili pilotati ma ad integrarne la capacità, esprimendo preziose capacità di Intelligence, Surveillance e Reconnaissance (ISR), a tutto vantaggio dell’efficacia e della sicurezza degli equipaggi e dei mezzi, soprattutto quando impiegati in attività rischiose, quali le missioni di contrasto alla pirateria, minaccia subdola ed occulta.
Nell’ottobre 2010 è stata valutata l’acquisizione di due sistemi UAS tattici Scan Eagle - analoghi a quelli imbarcati sulle Unità della US Navy impiegate in bacino somalo – costituiti ciascuno da 5 velivoli ad ala fissa che si prevede di impiegare sulle Fregate Classe Maestrale già a partire dal 2014. I sensori disponibili e l’intrinseca modularità/versatilità d’impiego, rendono tale UAS utilizzabile in un’ampia gamma di missioni marittime, fra cui quelle di supporto alle operazioni delle forze speciali ed anfibie. In parallelo, sono continuate le attività di studio e valutazione di sistemi alternativi. 
Nell’aprile 2012, nel Golfo di La Spezia, è stato sperimentato a bordo di Nave Bersagliere l’impiego del Camcopter S-100, UAS ad ala rotante. I risultati delle prove sono stati assolutamente confortanti, tanto da spingere lo Stato Maggiore Marina ad avviare l’acquisizione in leasing di un primo sistema (costituito da 2 elicotteri), da utilizzare già nel secondo semestre del 2013 a bordo delle Unità Navali impegnate nei difficili teatri operativi dei nostri giorni.