Il futuro

La principale sfida futura per le Forze Aeree della Marina è il rinnovamento della linea aerotattica imbarcata sulla Portaerei Cavour, con la graduale sostituzione degli AV8B PLUS con il JSF nella versione (F-35B) a decollo corto ed appontaggio verticale (STOVL - Short Take Off and Vertical Landing), in modo da acquisire la capacità iniziale di impiego operativo con il nuovo velivolo presumibilmente nel 2023. L’F-35B è un aereo dalle rivoluzionarie capacità operative, che sarà supportato da un sistema logistico di portata globale, consentendo alle Forze Aeree della Marina di fare un salto nella 5^ generazione dei velivoli da combattimento, conseguendo capacità di avanguardia nei settori aria-aria, aria-suolo, anti-nave e Intelligence Surveillance Reconnaissance (ISR).

Si consideri inoltre che il JSF consentirà alla componente aerotattica imbarcata, e quindi alla Portaerei, di disporre di capacità che prima non aveva, quali ad esempio la SEAD (Supression of Enemy Air Defence, ossia la soppressione delle difese aeree del nemico). In tal modo il Cavour sarà in grado di costituire un pacchetto di velivoli capaci di intervenire in piena autonomia anche nei contesti operativi più complessi. Su disposizione dell’Autorità Politica, alla Marina Militare saranno destinati 15 F-35B che, dislocati presso Maristaer Grottaglie (attuale sede del GRUPAER), condivideranno il sedime aeroportuale con altrettanti JSF STOVL destinati all’Aeronautica. 

Dei 15 aerei JSF previsti per la Marina, tre saranno permanentemente destinati negli Stati Uniti per operare presso l’Integrated Training Center, a similitudine di quanto accade per le altre Forze Armate del programma. Ciò è necessario perché la formazione iniziale dei Piloti di JSF verrà svolta presso tale Centro ed il numero di Piloti che sarà possibile addestrare sarà proporzionale al numero degli aerei che verranno messi a disposizione del Centro stesso. Pertanto, al termine delle acquisizioni, a Grottaglie saranno presenti 12 aerei, una decina dei quali sarà pronta ad imbarcare sul Cavour. Considerando che fino ad ora la Portaerei Garibaldi è stata impiegata in operazioni reali con otto AV-8B Plus, è evidente che l’impiego di Nave Cavour con una decina di JSF, pur rimanendo sostanzialmente invariato il numero di macchine imbarcate, rappresenterà un deciso passo in avanti nelle capacità di proiezione sul mare e dal mare in virtù del fatto che il nuovo velivolo sarà decisamente più capace rispetto all’AV-8B Plus. Alla fine del 2011 la Portaerei Cavour ha conseguito la piena operatività con gli aeromobili attualmente in forza, fra cui gli aerei AV-8B Plus, ma non è ancora pronta a ricevere l’F-35B. Il motivo sta nel fatto che la nave è stata progettata ed impostata quando il programma JSF era nella fase iniziale e quindi non erano ancora disponibili tutte le necessarie informazioni sul nuovo aereo. Per tale ragione, lo Stato Maggiore Marina sta portando a termine la fase di progettazione per realizzare le modifiche necessarie per impiegare il nuovo aereo, che tuttavia sono molto contenute, dal momento che la nave è stata costruita con grande lungimiranza, soprattutto per quanto riguarda il peso e l’ingombro del velivolo. In particolare lo spessore della lamiera del ponte di volo del Cavour è superiore a quello delle navi anfibie americane sulle quali è destinato ad imbarcare il JSF STOVL dei Marines. Tale caratteristica non è trascurabile in considerazione delle ben più alte sollecitazioni (peso, calore e pressione dei gas di scarico) che subirà il ponte di volo con l’imbarco del JSF rispetto alle operazioni con l’AV-8B Plus. La nave completerà i lavori di adeguamento per il JSF entro il 2017, in modo da essere pronta ad operare con il nuovo velivolo nel 2018, anno in cui il primo aereo dovrebbe rendesi disponibile a Grottaglie, ove verranno parimenti effettuati lavori di adeguamento.

Un’altra fondamentale sfida per le Forze Aeree della Marina è costituita dall’integrazione a bordo delle Unità Navali di aeromobili a pilotaggio remoto, i cosiddetti Unmanned Aerial Systems (UAS), sistemi in continua e forte espansione. Tali assetti non sono destinati a sostituire gli aeromobili pilotati ma ad integrarne la capacità, esprimendo preziose capacità di Intelligence, Surveillance e Reconnaissance (ISR), a tutto vantaggio dell’efficacia e della sicurezza degli equipaggi e dei mezzi, soprattutto quando impiegati in attività rischiose, quali le missioni di contrasto alla pirateria, minaccia subdola ed occulta.
Nell’ottobre 2010 è stata valutata l’acquisizione di due sistemi UAS tattici Scan Eagle - analoghi a quelli imbarcati sulle Unità della US Navy impiegate in bacino somalo – costituiti ciascuno da 5 velivoli ad ala fissa che si prevede di impiegare sulle Fregate Classe Maestrale già a partire dal 2014. I sensori disponibili e l’intrinseca modularità/versatilità d’impiego, rendono tale UAS utilizzabile in un’ampia gamma di missioni marittime, fra cui quelle di supporto alle operazioni delle forze speciali ed anfibie. In parallelo, sono continuate le attività di studio e valutazione di sistemi alternativi. 
 
Nell’aprile 2012, nel Golfo di La Spezia, è stato sperimentato a bordo di Nave Bersagliere l’impiego del Camcopter S-100, UAS ad ala rotante. I risultati delle prove sono stati assolutamente confortanti, tanto da spingere lo Stato Maggiore Marina ad avviare l’acquisizione in leasing di un primo sistema (costituito da 2 elicotteri), da utilizzare già nel secondo semestre del 2013 a bordo delle Unità Navali impegnate nei difficili teatri operativi dei nostri giorni.