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I primi anni dell'attuale componente aerea

Grazie ai positivi risultati che furono raggiunti dalle prime prove di appontaggio a bordo dell’incrociatore Giuseppe Garibaldi, lo Stato Maggiore Marina formalizzò all’Agusta un primo ordine per tre AB-47G, successivamente portati ad un totale di sette esemplari due dei quali sicuramente della versione più potente G-2. Naturalmente si doveva formare il necessario personale e quindi nel 1955 (esattamente il 17/04/1955) un primo nucleo di piloti e di specialisti venne inviato presso il nascente Centro Elicotteri di Frosinone per conseguire le necessarie abilitazioni, tanto al volo che alla manutenzione dei nuovi mezzi. Questo personale venne velocemente trasferito nella base di Augusta dove, sulle installazioni già utilizzate durante il Secondo conflitto Mondiale per la manutenzione dei MAS dislocati sulla base siciliana, fu impiantato il primo eliporto dell’Aviazione Navale.

Fu un periodo a dir poco pionieristico, i voli che venivano compiuti erano poco più che addestrativi e d’osservazione in favore delle unità navali e d’altronde più di così non si poteva fare anche perché l’unico sistema d’avvistamento che si poteva utilizzare sui piccoli elicotteri della Bell era il binocolo. Ciononostante questa attività fu di vitale importanza soprattutto in relazione all’ambizione della Marina Militare di impiegare da bordo delle sue unità navali i nuovi mezzi, la quale intuì per prima la potenzialità costituita dal binomio nave ed elicottero e decise che da quel momento tutte le sue principali unità sarebbero state realizzate con un ponte di volo ed un hangar per uno o più aeromobili, una scelta in seguito imitata da tutte le marine del mondo. Naturalmente ci si rese subito conto che il piccolo AB-47G poco si adattava ad un impiego operativo in ambito navale e così già un paio di anni dopo (siamo nel 1958) arrivarono sei esemplari di AB-47J, che, oltre ad offrire un maggiore spazio a bordo, vennero destinati alle prime sperimentazioni di appontaggio (sia in movimento che da fermo) effettuate impiegando una bettolina ancorata nel porto di Augusta.

Di li a poco iniziarono le prime prove reali a bordo di un’unità navale della classe Bergamini (la Luigi Rizzo) in assoluto la prima unità navale ad essere dotata in pianta stabile di installazioni adatte ad ospitare un elicottero a bordo nella forma di un ponte di volo e di un hangar telescopico per il rimessaggio del mezzo aereo. Siamo però sempre in presenza di qualcosa dalle caratteristiche molto limitate e soltanto nel settembre del 1962 con l’arrivo del primo di venti esemplari di AB-47J-3 dotati di un motore più potente si poté pensare ad un impiego operativo dell’elicottero.
Inoltre, questa particolare versione dell’elicottero era caratterizzata da pattini molto più alti dello standard, in grado di ospitare apparati di ricerca e armi per il contrasto subacqueo che normalmente venivano suddivisi tra due mezzi diversi, dove uno dei due AB-47J assumeva la funzione di “cacciatore”, armato di siluro Mk.44 ad autoguida acustica, mentre un secondo mezzo dello stesso tipo fungeva da piattaforma di ricerca utilizzando un sistema abbastanza autarchico, composto da alcune rudimentali boe sonore e dal relativo sistema di ascolto.

Già in quei primi anni però si faceva sentire forte l’esigenza di disporre di un elicottero in grado di unire in modo effettivo tanto la capacità di scoperta che quella di attacco, in quanto gli AB-47J non potevano essere considerati nulla più che un semplice metodo per fare pratica operativa, inoltre se prima i ridotti ponti di volo delle fregate classe Bergamini non potevano permettersi a bordo mezzi più prestanti di questi piccoli elicotteri, ora l’entrata in squadra degli incrociatori della classe Doria giustificava dei mezzi di maggiori dimensioni. Questi mezzi furono individuati (ma la scelta tutto sommato fu parecchio obbligata) nei Sikorsky SH-34, un esemplare dei quali visitò la MariEliport Augusta nel 1958 durante un giro promozionale per i paesi della NATO e già alla fine dello stesso anno (ottobre 1958) quattro piloti vennero inviati presso lo Squadron HL-9 di base a Quonset Point per conseguire l’abilitazione al pilotaggio dell’HSS-1, acquisendo anche la Carrier Qualification dopo una settimana di imbarco a bordo della portaerei USS Tarawa. Di questi elicotteri ne arrivarono due esemplari in conto MDAP (Mutual Defence Assistance Program) il 10 marzo 1959, seguiti due anni dopo (il 25 febbraio 1961) da un terzo mezzo proveniente direttamente dalle fila dell’U.S. Navy.

L’attività di volo e soprattutto la necessità di fornire mezzi imbarcati alle unità navali, ora sempre più numerose, costrinse lo Stato Maggiore Marina a porre le basi per un secondo gruppo di volo, definito provvisoriamente Nucleo 2° Gruppo elicotteri, il quale si facesse carico dell’onere di fornire assistenza, mezzi ed equipaggi alle unità navali dotate di ponte di volo. Non passano però che un paio d’anni dall’arrivo a Catania che la nascente Aviazione Navale deve subire quella che probabilmente è stata la catastrofe più grande da lei sopportata. Uno sfortunato Sabato del 1964, e più esattamente il 31 ottobre 1964, una violenta tromba d’aria si abbatte sugli hangar di Fontanarossa.
Tutti gli hangar, tranne quello dell'87° Gruppo Antisom, sono ormai un contorto mucchio di rottami. Gli elicotteri e le attrezzature tecnico-logistiche del 1° Gruppo e del Nucleo 2° Gruppo sono completamente devastate. I magazzini per i materiali non esistono più ed il contenuto è stato spazzato via dalla tromba d'aria e disseminato per tutto l'aeroporto. Otto anni di duro lavoro vanificati dalla potenza devastatrice della natura, mentre i resti degli AB-47 sono soffocati dalle strutture contorte dell'hangar accasciato al suolo. Degli imponenti SH-34G/J, poi, rimangono solo degli scheletri di motori stellari che spuntano dalle ceneri di lega di magnesio cremate dall'incendio provocato da un corto circuito.

Il morale del personale è a terra, ma di li a pochi giorni lo Stato Maggiore della Marina decide di costruire con procedura d'urgenza una nuova zona operativa, due hangar e infrastrutture logistiche, nel nuovo sedime aeroportuale assegnato alla Stazione Elicotteri, a sud della pista di Fontanarossa. Il periodo pionieristico della componente aerea della Marina si conclude definitivamente con il disastro causato dalla tromba d'aria. L'era moderna, in perfetta sintonia con il progresso tecnologico, comincia proprio da quello sfortunato sabato di ottobre del 1964.