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Aretusa
Idrografiche costiere Ninfe
Arethusa undis prospicit
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L’Aretusa (A 5304), nave idro-oceanografica, varata il 7 giugno 2000, è stata consegnata alla Marina Militare il 10 gennaio 2002 dal Cantiere Intermarine S.p.A..

Nave Aretusa è una nave Idro-Oceanografica appartenente alla classe “Ninfe”, classe costituita da due unità, l’Aretusa ed il Galatea.

Le due “Ninfe”, insieme alla terza unità del servizio idrografico, Nave Magnaghi, costituiscono il principale strumento di lavoro “in mare” per il servizio Idrografico Nazionale, molto spesso in sinergia con il mondo universitario e con enti di ricerca scientifica ed ambientale.

La sede di assegnazione dell'Unità, dal 15 agosto 2014, è Venezia.

A seguito della recente riorganizzazione organica della MMI, Con decorrenza 1 dicembre 2014, Nave Aretusa dipende organicamente ed operativamente, per il tramite del Comando Squadriglia Unita’ Idrografiche ed Esperienze (COMSQUAIDRO LA SPEZIA) ed il Comando delle Forze di Contromisure Mine (MARICODRAG LA SPEZIA), dal Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV).

Dalla data di consegna alla Marina Militare, avvenuta nel 2002, l’Unità ha svolto, e continua a svolgere, attività molteplici nei due settori idrografico ed oceanografico con due obiettivi fondamentali: rendere sicura la navigazione attraverso l’aggiornamento della documentazione nautica ed accrescere il patrimonio scientifico del Paese per mezzo della collaborazione con Enti di ricerca nazionali ed internazionali.

Numerose, infatti, sono state le collaborazioni con il mondo scientifico, in particolare quelle con gli Enti di Ricerca civili, quali ad esempio ENEA (Centro Ricerche Ambiente Marino), C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche), I.N.G.V. (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), I.S.MAR. (Istituto di Scienze Marine) e MI.B.A.C.T. (Ministero dei Beni Culturali e del Turismo) e varie Università italiane.

Di seguito si riportano le principali attività istituzionali svolte negli ultimi anni da Nave Aretusa:

  • Nel 2010 l’Unità ha effettuato rilievi batimetrici e magnetometrici del Monte sottomarino Vercelli, in collaborazione con l’I.N.G.V. di Porto Venere, proseguendo poi con l’acquisizione magnetometrica del Golfo di Napoli. Conclusasi tale attività, l’Unità ha effettuato i rilievi relativi all’area prospiciente Corigliano Calabro in Mar Ionio per la realizzazione della pertinente documentazione nautica. Nel mese di ottobre dello stesso anno l’Unità ha preso parte al 50° Salone Nautico Internazionale di Genova;
  • Nel 2011 Nave Aretusa è stata impegnata interamente nel bacino del Mar Adriatico Settentrionale per l’aggiornamento della documentazione nautica del Porto e del Litorale di Chioggia, del Canale di Bocca di Lido di Venezia e del relativo litorale;
  • La Campagna Idro-Oceanografica 2012, svoltasi nelle Isole Eolie e nell’arcipelago della Maddalena, ha permesso l’aggiornamento della documentazione nautica delle Isole di Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli. Nel contempo l’Unità è stata impegnata in un’interessante attività di acquisizione magnetometrica con analisi di dati oceanografici sull’attività vulcanica di Stromboli, in collaborazione con I.N.G.V. e C.N.R./I.S.MAR (Istituto di Scienze Marine);
  • Nel 2013, a seguito della sosta lavori di ammodernamento che ha visto l’installazione di un moderno ecoscandaglio ad alta definizione, l’Unità è partita alla volta del litorale e della laguna di Venezia. Contestualmente all’attività idrografica, si è svolta una intensa attività in collaborazione con l’Istituto di Geofisica Sperimentale (O.G.S.) di Trieste nell’ambito del progetto di ricerca denominato Tre.Cor.Al.A. (Trezze e Coralligeno Alto Adriatico). Successivamente, la Nave ha partecipato alla manifestazione Ottobre Blu patrocinata dall’Azienda Speciale per il Porto di Chioggia (A.S.P.O.), svolgendo nel contempo rilievi idrografici e topografici.
  • Nell’anno 2014 l’Unità è stata impegnata in attività idrografica nelle acque dell’arcipelago della Maddalena, svolgendo nel contempo attività a carattere “dual use” con l’ENEA nel mar Tirreno settentrionale alla ricerca del corallo bianco. Nel mese di luglio ha collaborato con l’Università di Siena al progetto “Plastic Buster” per la rilevazione dell’inquinamento da plastiche presso la foce del Tevere ed ha infine partecipato quale rapprentante della Marina Militare al Salone Nautico Internazionale di Genova.