Una collezione unica e straordinaria, situata al primo piano, è dedicata alle Polene, figure lignee che venivano poste sulla prua delle navi per scongiurare la cattiva sorte o per ostentare potere e ricchezza. La Sala è particolarmente suggestiva: le 28 polene sono posizionate su grossi travi curvi in legno che richiamano il dritto di prora dei velieri, sui quali hanno riacquistato la posizione che avevano sulle loro navi, con lo sguardo rivolto all'orizzonte.

Le polene esposte provengono da navi militari. Hanno tutte partecipato agli eventi legati al Risorgimento italiano, anche su fronti opposti, come le polene dei piroscafi acquistati nel 1860 per l'Impresa dei Mille - che trasportarono i garibaldini - Fairy Queen, Lord Aberdeen e Cambria, esposte accanto alle polene delle navi borboniche, Partenope e Ercole che si opposero all'avanzata dell'eroe dei due mondi. E come le polene della Marina italiana che parteciparono alle guerre di indipendenza, che si trovano in compagnia di quelle austriache, impegnate sul fronte nemico.

La polena più antica è Minerva (1783), appartenente ad una fregata borbonica che combatté al fianco della flotta inglese di Nelson contro la flotta napoleonica a Capo Noli (SV) e sulla quale venne processato e impiccato l'ammiraglio Caracciolo, reo di aver parteggiato per la Repubblica partenopea contro il re di Napoli. La polena Euridice (1828) vide l'arruolamento del giovane Garibaldi, mentre il fregio di prora della fregata Des Geneys (1827) assistette alla sua diserzione, come testimoniano i diari di bordo custoditi nell'archivio del Museo.

Affascinanti figure femminili sono la polena Italia (1860) che, ritratta mentre spezza le catene della schiavitù, richiama l'unità del Paese, la polena Kaiserin Elisabet (1854), la mitica Sissi, e Atalanta, recuperata in Atlantico nel 1867 dalla corvetta Valoroso, per la quale la storia si confonde con la leggenda a causa di uno sguardo tanto magnetico da far innamorare e impazzire chi troppo la osserva.

In campo maschile si confrontano coraggiosi condottieri come Beroldo (1827), capostipite dei Savoia, ritratto nell'atto di sguainare la spada, Kaiser Max (1862) nella sua potente armatura, Re Galantuomo (1860), nomignolo del re Vittorio Emanuele II, padre della Patria, Juan de Austria (1862) con la mano sulla spada, Frundsberg (1873), che incita i suoi uomini al combattimento.

A far da guardia alle belle polene e ai valorosi guerrieri tre gigantesche figure di feroci animali Drake (1861), Salamander (1861) e Leone di Famagosta, alle quali si uniscono le due Cariatidi di nave Italia, poste ai lati della porta di accesso, che rappresentano l'Italia nei panni di guerriera romana.