Impostato il 30 gennaio 1937 nel cantiere O.T.O. Muggiano di La Spezia e varato il 6 gennaio dell'anno successivo, il sommergibile Sciré fu completato alla fine di aprile del 1939. In seguito, unitamente ad altri battelli, venne trasformato per il trasporto di "Siluri a Lenta Corsa" (SLC), noti più comunemente come "Maiali". Lo Scirè dislocava in immersione 856 t. (683 in emersione), era lungo fuoritutto 60 metri e disponeva per la propulsione in superficie di due motori diesel da 1.400 HP complessivi e per quella in immersione di 2 motori elettrici da 800 HP; le velocità massime raggiungibili erano nel primo caso 14,7 nodi e nel secondo 7,5 nodi.

Dalla fine di ottobre del 1940 al settembre 1941 al comando del capitano di corvetta Junio Valerio Borghese, lo Scirè violò per ben quattro volte la Rocca di Gibilterra, nel cui porto i "Maiali" riuscirono ad affondare quattro grossi mercantili. Successivamente il sommergibile si legò ad una delle pagine più esaltanti della guerra navale in Mediterraneo: l'azione di Alessandria. Il 18 dicembre 1941 l'unità, infatti, emerse di fronte al faro di Ras-EI-Tin, mettendo in mare tre "Maiali" al comando del tenente di vascello Luigi Durand de la Penne, del capitano del Genio Navale Vincenzo Martellotta e del capitano delle Armi Navali Antonio Marceglia. Obiettivi le corazzate inglesi Valiant e Queen Elisabeth e la petroliera Sagoma. L'azione ebbe il più completo successo.

Nel luglio dell'anno successivo lo Sciré al comando del capitano di corvetta Bruno Zelic, venne destinato a trasferire nelle acque antistanti il porto di Haifa una squadra di "uomini gamma", che avevano come obiettivo le navi della Royal Navy che si erano ridislocate in quel porto dopo aver abbandonato la base di Alessandria, minacciata dall'avanzata italo-tedesca lungo la costa egiziana.

Caricato il materiale occorrente, lo Scirè mollò gli ormeggi da La Spezia il 27 luglio, alla volta di Lero dove il 4 agosto giunsero in aereo, gli "uomini gamma" destinati ad imbarcare sul sommergibile. La partenza avvenne il 6 agosto e da allora non si ebbero più notizie del battello. Alla conclusione delle ostilità si seppe che lo Scirè nel tentativo di portarsi, come stabilito ad un miglio e mezzo dall'imboccatura del porto di Haifa, alle 10.30 del 10 agosto era stato scoperto dalla corvetta inglese Islay che, con un lancio serrato di bombe di profondità aveva costretto lo Scirè ad emergere. Inquadrato dal tiro dei cannoni del Reggimento costiero anglo-palestinese ebbe squarciata la torretta da una salva che ne provocò il rapido affondamento in un fondale di 33 metri, alla distanza di 5 miglia dalla costa. I 50 componenti l'equipaggio e i 10 "operatori gamma" scomparvero con l'unità. Il mare restituì quattro giorni più tardi solamente le salme del capitano commissario Egil Chersi e del secondo capo I.E.F. Eugenio Del Ben.

Per la lunga e gloriosa attività effettuata con i mezzi d'assalto, lo stendardo dello Scirè fu decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare.