La battaglia dell'Atlantico fu certamente la più dura e complessa tra tutte le battaglie della seconda guerra mondiale. Dal settembre 1939 al maggio 1945, aerei, navi e sommergibili tedeschi con l'appoggio, dal giugno del 1940 al settembre 1943, dei sommergibili italiani, cercarono incessantemente di interrompere con la massima efficacia ed energia le rotte di comunicazione avversarie utilizzate per i vitali rifornimenti di armamenti e materie prime dei fronti europei. Sul fronte atlantico, i sommergibili italiani utilizzarono la base francese di Bordeaux, che fu denominato Betasom, come centro operativo e logistico sulla quale s'imperniò tutto lo sforzo bellico.

Infatti, i primi sommergibili che operarono in Atlantico erano stati costretti a rientrare, per le necessarie manutenzioni, nei porti nazionali ma dal settembre 1940 quando divenne operativa la base francese, i battelli italiani non furono più obbligati ad attraversare lo stretto di Gibilterra, costretti a manovrare con estrema abilità in acque pericolose per la presenza di forti correnti sottomarine e per l'intensa vigilanza antisommergibile britannica.

Dei 32 sommergibili operanti in Atlantico, 4 dei quali provenienti dall'Africa Orientale italiana, 16 andarono perduti, 5 dei quali senza lasciare alcuna traccia di sé. In Mediterraneo, mare ristretto e fortemente sorvegliato e, per gran parte delle ostilità, scarsamente attraversato da traffico mercantile nemico, molta dell'attività fu assorbita da compiti ausiliari con scarsi successi e non certo rispondenti all'entità delle perdite e agli sforzi compiuti. Nel vasto oceano Atlantico, l'impegno fu invece interamente rivolto alla ricerca ed all'attacco con risultati che compensarono largamente i sacrifici delle estenuanti missioni e le perdite subite. Durante 24 mesi furono affondate 108 navi mercantili, e una piccola unità militare ausiliaria, per complessive 593.864 tonnellate di stazza lorda e danneggiate 4 navi mercantili, una delle quali in modo irreparabile, per 32.205 tonnellate di stazza lorda.

Nel 1942 e 1943 in Atlantico la media degli affondamenti per sommergibile fu la stessa tra mezzi italiani e tedeschi mentre i sommergibili tedeschi ebbero maggiori successi nel 1940 e 1941.

A cinquanta anni da quegli avvenimenti, la battaglia combattuta dai sommergibili italiani in oceano Atlantico, contro le più forti Marine del mondo, possiede ancora una suggestione intrinseca che trova la sua motivazione nel lontano teatro d'azione e nell'alone leggendario del sacrificio dei molti che adempirono eroicamente il loro dovere.