Il 17 novembre 1860, dalla fusione della Marina sarda, borbonica, siciliana, toscana e pontificia, nasceva di fatto quell'organismo navale unitario che il 17 marzo 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia, doveva assumere la denominazione di R. Marina. "Voglio delle Navi tali da servire in tutto il Mediterraneo cioè capaci di portare le più potenti artiglierie, di possedere la massima velocità, di contenere una grande quantità di combustibile"; così Camillo Benso conte di Cavour, Presidente del Consiglio e Ministro della Marina, all'indomani della istituzione amministrativa del nuovo ministero della Marina.

La carriera navale di Cavour era iniziata undici anni prima, quando, nel Regno di Sardegna, aveva assunto la responsabilità dei Dicasteri dell'Agricoltura, del Commercio e della Marina, quest'ultima distaccata dal Ministero della Guerra nell'ottobre del 1850. Fin dal primo approccio con le problematiche navali Cavour aveva palesato grande determinazione: "Consacrerò tutte le mie forze e ciò che posso aver conquistato d'influenza parlamentare, affinché l'organizzazione della nostra Marina Militare risponda alle esigenze del Paese".

L'appena nato Regno d'Italia poteva vantare una Marina con un buon numero di legni, risultanti dalla somma delle flotte pre-unitarie. Ma una Marina veramente unificata e amalgamata dal punto di vista spirituale, oltre che operativo, era ancora di là da venire. Nessuno più e meglio di Cavour se ne rendeva conto. Il grande statista mise subito mano ad un programma di vasto respiro. Sciolse innanzitutto i "Ministeri di Marina di Napoli e di Sicilia" e riorganizzò tutto il personale civile e militare. Suddivise il lungo litorale italiano in tre Dipartimenti (Genova, Napoli, Ancona) e sostenne il programma di costruzione a La Spezia di un moderno arsenale che ne facesse una base di prim'ordine.

Le prime direttive emanate dal Cavour sottolinearono l'orientamento mediterraneo della sua politica. E questo anche nella prospettiva di una accresciuta importanza di questo bacino che, con l'apertura del canale di Suez (inaugurato il 17 novembre 1869), stava per divenire la scorciatoia per le Indie ed il baricentro di un interesse navale su scala mondiale. Fu chiamato "Programma Cavour" quanto fu realizzato in termini di costruzioni navali sulla base delle direttive post-unitarie dello Statista. Un programma destinato a sopravvivere al suo ideatore, venuto a mancare, ad appena cinquantuno anni, il 6 giugno 1861.

Cavour si rese conto che l'evoluzione tecnica imponeva moderni criteri di costruzione per le nuove navi ma che comunque queste innovazioni non erano immediatamente attuabili, a causa della contingente incapacità dei cantieri italiani. Le unità minori dell'Armata Navale - come si chiamava la Flotta a quei tempi - furono impostate nei cantieri nazionali: le fregate corazzate di 2^ classe Principe di Carignano, Messina, Roma, Venezia, Conte Verde, tutte con scafo in legno.

Le due fregate corazzate di 1^ classe, il Re d'Italia e il Re di Portogallo, furono commissionate negli Stati Uniti. Dagli scali dei cantieri francesi scesero in mare le fregate corazzate Ancona, Castelfidardo, Maria Pia e San Martino, le corvette corazzate Formidabile e Terribile e le cannoniere corazzate Palestro e Varese. In Inghilterra, fu commissionato l'ariete-corazzato Affondatore, una delle prime navi a torri della storia navale.