Marina Militare

Editoriale....

20 maggio 2020 Antonio Cosentino

Nell'Italia del lockdown anche la celebrazione del 25 aprile nel 75º anniversario della Liberazione ha assunto un valore nuovo. La pandemia ha cancellato i consueti festeggiamenti e, diversamente dagli altri anni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al sacello del Milite Ignoto in totale solitudine; con la mascherina sul volto, ha raggiunto la cima della scalinata del Vittoriano; qui è stato accolto da due corazzieri, mentre veniva intonato il “Silenzio". L'immagine del Presidente, trasmessa da tutti i telegiornali e pubblicata sulla carta stampata, è l'emblema di questo momento storico che la Nazione e il mondo stanno vivendo.

Nel suo messaggio alla Nazione, ha espresso partecipazione al lutto dei familiari delle vittime del Covid-19 e ha dedicato un pensiero di riconoscenza a coloro che si trovano in prima linea per combattere il virus. Ha rilevato, inoltre, la grande capacità degli italiani a superare le avversità, peculiarità che deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite. “Per dedicarci al recupero di una piena sicurezza per la salute e a un'azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale. A questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore - Questo il messaggio del Presidente - Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando".

Poi, nelle prime ore del pomeriggio, in una Roma deserta, la Capitale si è animata con un flash-mob che ha coinvolto tutta l'Italia, dai balconi bandiere tricolori e fazzoletti rossi esposti dalle abitazioni per ricordare la Resistenza al canto di Bella Ciao.

Un mese denso e impegnativo quello di aprile, durante il quale la Marina ha operato senza sosta al servizio del Paese e della collettività. L'attività più rilevante cui ha dedicato particolare attenzione il Notiziario è il contributo dato dalla Forza armata all'emergenza sanitaria con il coinvolgimento di diverse componenti ed Enti della Marina, dai Fucilieri della Brigata Marina San Marco al personale di Comsubin, dall'Arsenale al Centro di Supporto e Sperimentazione Navale di La Spezia.

Ma sono principalmente loro, i medici e gli infermieri militari, mobilitati a sostegno della sanità pubblica, a rappresentare la prima linea, ma non solo, come ci hanno raccontato alcune “voci dal fronte", vive testimonianze di come le Forze armate e il servizio sanitario nazionale facciano “sistema".

L'impegno del personale della Marina accanto alla popolazione nelle tragedie e nelle calamità naturali ha segnato la storia delle operazioni umanitarie, non solo in Italia. In questi contesti la componente sanitaria ha sempre dimostrato grande flessibilità, ma anche eccellenza in determinati settori specifici, come la medicina iperbarica. Numerose sono state le emergenze in cui la Marina è intervenuta: a Messina e a Reggio Calabria nel 1908, nel Polesine nel 1951, nel Belice nel 1968, in Friuli nel 1976, in Irpinia nell'80 proiettandosi con il suo personale e i suoi mezzi “per mare, per terram" anche lontano dai confini territoriali come nel Vietnam nel 1979 e ad Haiti nel 2010.

Mari più sicuri vuol dire anche la necessità di garantire un controllo sempre più capillare ed effettivo degli spazi marittimi a salvaguardia della libertà di navigazione e della sicurezza marittima. L'effetto deterrente della fregata Luigi Rizzo nel golfo di Guinea è centrato proprio su tale attività, nell'ambito di un deployment operativo. Infatti, durante il pattugliamento al largo delle coste della Nigeria, l'unità navale italiana è intervenuta a favore di un mercantile battente bandiera greca, coinvolto in un tentativo di abbordaggio da parte di un barchino di quelli normalmente impiegati dai pirati con a bordo sette uomini armati. Il tentativo è andato a vuoto e l'imbarcazione dei pirati si è allontanata verso la costa. Un altro attacco è stato sventato.

In questo numero vi raccontiamo come adattarsi all'isolamento e agli spazi confinati: un travaso di esperienze dei sommergibilisti della Marina militare. Quali sono i fattori che contribuiscono a creare una netta separazione tra il modo di vivere “prima" di uscire in mare e quello “durante" la missione negli abissi? Come avviene il vigoroso distacco tra questi due mondi? Le risposte le troverete leggendo l'articolo, ricco di curiosità.

Tuttavia l'isolamento e la convivenza in spazi confinati, tipiche di un sommergibile, sono ampiamente bilanciati dagli equipaggi attraverso “strategie di gestione" che permettono un veloce e sereno adattamento. Queste sono tanto più efficaci se applicate a casa, se si considerano le attuali restrizioni per il Covid-19.

La Marina “spazia" nello “spazio". Parliamo della nascita di un nuovo Ufficio. A far data dal 1º gennaio 2020, infatti, è stato istituito l'Ufficio Spazio e Innovazione Tecnologica, alle dirette dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore della Marina. In questo specifico contesto, il capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, nelle “Linee guida 2020",  ha evidenziato che “la Marina è chiamata nel quadro interforze a contribuire anche al potenziamento delle dimensioni cibernetica e spaziale in un vitale trinomio con il mare, sempre più centrale nelle dinamiche quotidiane".

Completa il numero una curiosità, “non tutti sanno che". Parliamo di uno strumento tanto rudimentale ma così importante: la “manica a vento". Un misuratore del vento, installato in quei luoghi dove è importante avere l'immediata indicazione visiva della forza e direzione del vento. Un enorme calzino a bande bianche e rosse che fluttua in aria fissato a un'asta.

Infine, un'anticipazione: nel prossimo numero uno spaccato realistico tutto al femminile a vent'anni dall'entrata delle donne nelle Forze armate. Otto le protagoniste, diverse le mansioni svolte nell'ambito della Marina, ma un unico obiettivo: servire bene il Paese.