Marina Militare

Incessante opera di bonifica dei Palombari del Comsubin nei mari, laghi e fiumi italiani

15 giugno 2020 Giampaolo Trucco

E’ appena iniziato il periodo estivo e, come accade ogni anno, le Prefetture italiane hanno incrementato il numero di richieste d’intervento d’urgenza al Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei” (Comsubin) a seguito delle sempre più frequenti segnalazioni di rinvenimenti di manufatti riconducibili ad ordigni esplosivi.

Decine di bombe d’aereo ed ogni sorta di proiettile navale e terrestre, dei calibri più disparati, sono stati rimossi dal fondo dei mari e laghi italiani e sono stati neutralizzati secondo le consolidate tecniche impiegate dai palombari per preservare l’ecosistema marino.

Benché il Paese sia ancora coinvolto nell’emergenza COVID-19, non è mai cessata l’indispensabile opera della Marina Militare tesa a ripristinare le condizioni di sicurezza delle acque del nostro Paese. In questo particolare momento, è stato possibile mantenere le capacità operative di Comsubin, grazie a specifiche procedure anti contagio che sono state introdotte del Comando sulla base dei dispositivi legislativi che via via sono stati emanati dal Governo.

Negli ultimi anni si è assistito ad un impressionante aumento degli interventi di bonifica occasionale che hanno portato a rimuovere dai nostri litorali, durante il 2019, oltre 72.000 residuati bellici, mentre nei primi 6 mesi del 2020 sono già stati neutralizzati 13.668 ordigni esplosivi.

Il compito di condurre le attività di bonifica di tali pericolosi manufatti, rinvenuti in contesti marittimi è stato assegnato al Gruppo Operativo Subacquei di Comsubin, fin dagli albori della propria fondazione, ed è stato ribadito recentemente col Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017.

Per tale ragione, i Palombari affrontano un duro percorso formativo che li porta a conseguire, in Italia ed all’estero, numerose abilitazioni che gli consentono di intervenire, oltre che sui residuati bellici, anche sui manufatti esplosivi di nuova concezione, oppure su quelli improvvisati, che vengono rinvenuti in acqua, nell’opera viva delle Unità Navali o nelle infrastrutture portuali.

Gli interventi di bonifica condotti nell’ultima settimana, alcuni dei quali sono ancora in corso, hanno permesso di ripristinare le condizioni di sicurezza delle acque:

  • di Siracusa, dove sono stati individuati e distrutti 39 pericolosi ordigni esplosivi della seconda guerra mondiale;
  • dell’isola del Porco, sita nell’arcipelago di La Maddalena (SS), dove gli uomini del GOS hanno continuato a rimuovere e neutralizzare i residuati bellici presenti in quell’area ad una profondità di 36 metri. Durante questa missione, alla quale ha preso parte anche il Comandante di Comsubin, Contrammiraglio Massimiliano Rossi, sono stati eliminati dal fondo del mare circa 30 Kg di esplosivo, contenuto nei 1.170 ordigni recuperati nel corso delle ultime tre campagne di ricerca;
  • del lago di Varna (BZ), dove è in corso un’operazione di bonifica congiunta con gli artificieri dell’Esercito che, fino ad ora, ha permesso di eliminare 33.000 bombe da fucile austriache della prima guerra mondiale;
  • sul relitto dell’Equa, posto nel parco Nazionale delle Cinque Terre a circa 40 metri di profondità, dove è in corso un’operazione tesa a rimuovere i proiettili rinvenuti dagli operatori del Varignano nelle riservette della nave, allo scopo di renderla nuovamente fruibile, in sicurezza, ai tanti subacquei sportivi che vi si immergono.

Questi interventi sono stati effettuati o sono attualmente svolti dagli operatori del Reparto Pronto Impiego e da quelli dei sette Nuclei S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) dislocati a La Spezia, Taranto, Ancona, Napoli, Augusta, Cagliari e La Maddalena, tutti posti alle dipendenze del Gruppo Operativo Subacquei di Comsubin, col contribuito delle locali Autorità Marittime che provvedono ad assicurare supporto logistico ed il fondamentale cordone di sicurezza alle operazioni di bonifica.

E’ opportuno ricordare a coloro che dovessero imbattersi in oggetti la cui forma o dimensioni possa essere ricondotta a quella di un ordigno esplosivo, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e, pertanto, non devono essere toccati o manomessi in alcun modo. Occorre invece denunciarne immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari di Comsubin che ripristineranno le condizioni di sicurezza delle nostre acque.